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Le Pretty Little Liars sono perfezioniste come me da ragazza: intervista all'autrice Sara Shepard

La scrittrice di romanzi thriller e mamma delle Pretty Little Liars Sara Shepard si racconta in occasione dell'uscita in Italia di The Perfectionists, il suo nuovo romanzo.

Sara Shepard Elisa Giudici

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La incontro in un elegante hotel in centro a Milano. Sara Shepard ha mezz'ora di ritardo per colpa del suo aereo; viene dalla Germania, pronta a promuovere il suo nuovo romanzo The Perfectionists anche tra i lettrici italiani. Nonostante sia nel bel mezzo di un lungo tour promozionale, l'autrice di Pretty Little Liars appare riposata e pronta alla nostra lunga chiacchierata mentre sorseggia un caffè, radiosa nella camicetta macramè a fiori bianchi abbinata a un semplice pantalone nero. Una giovanissima lettrice le chiede un autografo e lei sorridendo si attarda qualche minuto a farle una dedica. 

La mamma delle terribili Pretty Little Liars Sara Shepard è una persona cordiale e precisa, una donna affabile che sul lavoro si trasforma in una vera macchina da guerra. Non potrebbe essere altrimenti: a poco più di quarant'anni ha già all'attivo una quarantina di libri, due saghe (Pretty Little Liars e The Lying Game) dalle vendite stellari e due serie TV di successo tratte dai suoi romanzi. 

La prima domanda che voglio farti riguarda il tuo metodo di lavoro. Hai scritto delle saghe formate da un gran numero di libri, per cui vorrei sapere se imbastisci la trama orizzontale a monte o invece imbastisci gli eventi principali libro dopo libro.
Sono una scrittrice di gialli e thriller e quindi la mia prima domanda quando mi metto al lavoro è sempre: chi è l'assassino? Oggi non comincio a scrivere finché non sono certa di sapere chi sia il colpevole e come abbia ucciso la vittima. In passato mi è capitato di cominciare a scrivere qualcosa senza un piano troppo preciso, pensando che uno dei personaggi sarebbe stato l'omicida, salvo poi scoprire mentre scrivevo che in realtà era qualcun'altro ed è stato terribile! Ho dovuto riscrivere parecchi passaggi della bozza ed è stato molto faticoso. Da quell'esperienza ho cominciato a pianificare dettagliatamente ogni romanzo, per evitare di ritrovarmi in quella situazione. 

Parliamo un po' di The Perfectionists, il romanzo che apre la tua nuova saga, che DeA Planeta porta in libreria in Italia in questi giorni. Del libro mi ha colpito soprattutto l'ossessione per la perfezione che sembra regnare su Beacon Hights, la cittadina fittizia dell'Oregon dove sono ambientate le vicende. Le protagoniste sono ragazze che vogliono eccellere in tutto: a scuola, in famiglia, nelle relazioni amorose. Cosa ti ha ispirato nel creare questa atmosfera ipercompetitiva? 
Mi sono ispirata alla me stessa adolescente. Da ragazza ero una persona che voleva essere perfetta e dare il meglio in tutto: volevo essere la migliore studentessa, la migliore amica, la migliore fidanzata. Ho pensato fosse interessante tratteggiare un gruppo di ragazze che somigliasse caratterialmente alla me di un tempo, anche perché credo che oggi sia molto più difficile essere adolescenti rispetto a quando lo sono stata io. I social media, l'ossessione per l'immagine: sulle persone giovani oggi mi sembra ci sia molta più pressione rispetto che sulle generazioni precedenti. 

Una pressione che oggi vivono anche gli scrittori. Ormai il confronto con i lettori è quotidiano, su Twitter e sui social, non più limitato alle apparizioni in pubblico. Tu sui social sei molto attiva: hai delle regole a riguardo? Ti poni dei limiti?
In quanto scrittrice sono presente sia su Instagram sia un Twitter, che uso molto. Durante la messa in onda di Pretty Little Liars e The Perfectionist commentavo sul mio account ogni episodio, per cui direi che sono discretamente attiva. Rispetto a molti colleghi statunitensi però non sono a mio agio nell'usare Twitter e i social per esprimere le mie opinioni politiche o per condividere le fotografie della mia famiglia: in questo senso sono molto riservata. Non sono contenuti che condivido online. 

La copertina di The perfectionistsDeA Planeta
The perfectionists, lo spin off di Pretty Little Liars, arriva in libreria con DeA Planeta

Oltre che autrice sei anche telespettatrice di Pretty Little Liars e The Perfectionist, per questo voglio chiederti se la pensi come J. K. Rowling, la mamma di Harry Potter. Qualche anno fa ha dichiarato che da quando ha visto la saga cinematografica della sua saga, non riesce più a ricordare che volto avessero Harry Potter e gli altri, nonostante li avesse immaginati molto vividamente. Anche per lei il volto di Daniel Radcliffe è diventato quello di Harry Potter. 
È curioso che lo abbia detto perché a me è successa la stessa cosa. 

Quando ho creato le mie Pretty Little Liars ne avevo un'immagine fisica molto precisa in mente. Da quando ho seguito la serie TV però non riesco più a ricordarle, il volto delle attrici si è sovrapposto ai miei personaggi. 

Va bene così. In quanto scrittrice è davvero emozionante poter vedere le tue opere prendere vita sul piccolo schermo. Sono davvero fortunata in questo senso. 

Il quintetto di ragazze protagonista di The Perfectionists si ritrova per gioco a immaginare come compiere un delitto perfetto durante una lezione di cinema a scuola, finendo per ispirarsi ai gialli di Agatha Christie. Parlando di libri e di cinema crime, quali sono le tue maggiori ispirazioni? 
Per Pretty Little Liars e The Perfectionist direi i vecchi film gialli hollywoodiani, in particolare quelli di Alfred Hitchcock. Anche se a prima vista sono due soggetti molto differenti, credo di essere stata ispirata anche da Twin Peaks, la serie TV degli anni '90. Amavo quella sensazione di tensione e il brivido che metteva nello spettatore. Ho tentato di creare quella stessa atmosfera nei miei romanzi. 

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