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3 serie tv da guardare, con personaggi femminili fuori dai cliché

Killer, ninfomani, egoiste, sboccate, irresistibili: ecco le tre serie tv con i personaggi femminili più interessanti e badass del 2019.

I migliori personaggi e serie del 2019 scritti e interpretati da donne Universal Television / Two Brothers Pictures / Sid Gentle Films

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Che Hollywood sia una realtà sessista non è certo una novità. Nonostante le varie battaglie condotte dal movimento #metoo, l'uguaglianza di genere resta ancora un'utopia. Nel dire questo non ci riferiamo solo a una netta disparità dei salari: lo star-system femminile è affetto da diversi tipi di iniquità. Uno di questi, ad esempio, riguarda le famose soundtrack. Come riporta un articolo di Vice: “negli 81 anni di storia della Academy, i compositori di genere femminile hanno ricevuto otto nomination per la miglior colonna sonora”. Per non parlare delle registe donne, che di statuine ne hanno portate a casa soltanto sei.

E la situazione non cambia molto se ci spostiamo da dietro a davanti la macchina da presa e dal grande al piccolo schermo. Tra il 2017 e il 2018, riporta uno studio condotto dal Centro Studio sulle donne al Cinema e in Televisione della San Diego State University, “solo il 39 percento dei personaggi parlanti in programmi di streaming erano donne”.

Fortunatamente, da qualche tempo le cose stanno leggermente cambiando rotta. Negli ultimi anni tante serie di successo hanno avvertito l'urgenza di affidare a personaggi femminili ruoli di spicco di una certa rilevanza. Ma un passo ancora più fondamentale – e coraggioso – è stato compiuto da colossi come Amazon, Netflix, HBO e BBC, che hanno lanciato nuovi progetti pensati e realizzati da un team tutto al femminile. Pensiamo, ad esempio, a Girls, Orange is The New Black oppure alla recente sitcom animata Tuca & Bertie.

Il risultato è una narrazione inedita, che indaga in maniera approfondita i sentimenti e le contraddizioni del sesso “rosa”, senza ricorrere ai cliché e alle forzature del solito sguardo maschile. E Russian Doll, Fleabag e Killing Eve si inseriscono perfettamente in questo quadro. Killer spietate, ninfomani, egoiste, sboccate: tutte caratteristiche che finora venivano di rado associate a donne – se non in maniera dispregiativa o caricaturale – convivono nei personaggi di queste tre serie da vedere assolutamente.

Russian Doll

Egoista, anaffettiva, volgare, mascolina e sopra le righe. Nadia Vulvokov – interpretata da Natasha Lyonne – è il personaggio principale di Russian Doll, serie televisiva targata USA del 2019, ideata da un trio femminile d'eccezione: Amy Poehler, Leslye Headland e dalla stessa Natasha Lyonne. Nadia è una donna newyorkese, incasinata e a tratti fastidiosa, che lavora come designer di videogiochi. Ma fin dai primi minuti scopriamo che il destino ha in serbo per lei qualcosa di inaspettato: morire e rinascere durante il suo 36esimo compleanno

La narrazione procede, episodio dopo episodio, intrappolata in un infinito ed estenuante loop temporale, dove la protagonista è costretta a rivivere continuamente la sera della sua festa per poi morire, ogni volta, in modi sempre diversi e bizzarri. Ma non si tratta del solito loop, espediente già utilizzato da un'infinità di film e serie tv. Russian Doll prende in prestito un meccanismo ben collaudato proprio nell'ambito dei videogiochi. La protagonista, man mano che va avanti nella storia, apprende cose nuove e affronta nuove sfide. Poi muore: ma riparte sempre dall'ultimo salvataggio – la toilette della casa in cui si svolge il party – e può proseguire con un nuovo grado di consapevolezza per modificare il suo destino. Una logica che, tutto sommato, è anche un'iperbole della vita, dove gli errori e gli insuccessi possono rappresentare un nuovo starting point per cambiare sé stessi.

Fleabag

Fleabag in inglese significa letteralmente “sacco di pulci”. E la protagonista di questa dissacrante dramedy – interpretata dalla fantastica Phoebe Waller-Bridge e della quale non scopriamo mai il nome – ci viene presentata come un'autentica “pulciosa” dalla quale tutti, dopo un po', decidono di stare alla larga. Ninfomane, caotica, spesso inappropriata: la nostra “fleabag” ama guardare porno, fa sesso con chiunque le capiti a tiro e semina casini e tragedie attorno a sé. Ma questo solo all'apparenza o, almeno, in maniera parziale: perché molti dei suoi disagi hanno radici più profonde. Una famiglia disfunzionale e a tratti anaffettiva, debiti e difficoltà economiche e un rimorso che non trova assoluzione.

La serie, creata dalla stessa Phoebe Waller-Bridge, è un adattamento del suo omonimo spettacolo teatrale. Ed è proprio dall'immediatezza del teatro che, molto probabilmente, Fleabag prende in prestito i suoi originali codici narrativi: la protagonista infrange di continuo la quarta parete creando un dialogo costante con lo spettatore che richiama quello della stand-up comedy. La storia, articolata in due stagioni – non crediamo possa essercene una terza – segue un percorso catartico di auto-distruzione e rinascita. Ed è proprio al termine di questa risalita, nell'ultimo episodio, che la protagonista abbandona la telecamera per affrontare finalmente la vita, lontana dagli occhi del suo pubblico.

Killing Eve

Autentica rivelazione del 2018, Killing Eve è tornata ad aprile 2019 con una nuova stagione. La serie di successo prodotta da BBC America – basata sulle novelle Villanelle di Luke Jennings e scritta dalla stessa mente geniale di Fleabag, Phoebe Waller-Bridge – è una sorta di spy-story tutta al femminile che riscrive totalmente le regole del genere. Le due protagoniste – così insolite in ambito televisivo – sono il punto di forza da cui parte una narrazione originale e mai scontata.

Da un lato abbiamo Villanelle – Jodie Comer – killer sadica e spietata che non ha nessuna ragione per uccidere, se non il desiderio psicotico di sconfiggere la noia. Dall'altra l'agente Eve Polastri – interpretata dalla bravissima Sandra Oh – con la sua passione (e ossessione) per i delitti tutti al femminile. La donna viene assunta dalla squadra speciale dell'MI5 per indagare sugli omicidi di Villanelle. Ma da qui nasce un legame ambiguo di amore e repulsione, dove il rapporto vittima-carnefice si ribalta in modo imprevedibile, in un inseguimento non solo geografico ma affettivo. Villanelle è attratta dall'intelligenza di Eve, l'agente dalla libertà dell'altra. Le due scoprono alla fine di assomigliarsi molto più di quanto non avessero mai potuto immaginare.

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