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Eco-Ansia, dall’Inghilterra il monito ai genitori: ‘Non terrorizzate i vostri figli’

In Inghilterra aumentano le richieste di aiuto psicologico da parte dei giovani e dei loro genitori per gestire l'insorgere dell'eco-ansia, e gli esperti indicano il modo migliore per parlare ai propri figli del futuro del nostro pianeta.

L'attivista Greta Thunberg Getty Images

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In UK è scattato l’allarme dell’ “eco-anxiety” una forma di ansia che colpisce tanti bambini riguardo la prospettiva della catastrofe ambientale scatenata dal cambiamento climatico che ha già cominciato a manifestarsi nel mondo e che sembra sempre più irreversibile. Ora gli esperti avvertono i genitori che il fenomeno diventa serio e che è necessario cominciare a educare i figli senza però terrorizzarli riguardo il futuro del nostro pianeta.

Come riporta il Telegraph, infatti, pare che le varie proteste per tutti gli eventi di maggior spicco in ambito di coscienza ambientale, come gli incendi in Amazzonia e le dure (ma necessarie) parole di Greta Thunberg abbiano scatenato uno “tsunami di giovani che cercano aiuto psicologico”.

Un gruppo di psicologi che lavora per l’Università di Bath racconta di ricevere un numero sempre maggiore di richieste da parte anche di insegnanti, dottori e terapisti che non sanno come gestire la faccenda. Ad alcuni dei bambini affetti da questa forma d’ansia sono anche stati prescritti psicofarmaci.

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What the heck is Eco-Anxiety? 🌎🧠 It’s usually defined as anxiety pertaining to climate change. But it can mean many different things, and manifest in different ways for different people. For me, it is the feeling of impending and inevitable environmental doom that cannot be helped. It is the feeling I get lying in bed thinking I didn’t make “enough” of a difference that day. It is the sadness I get when someone says “it’s too late, there’s no point in trying”. It is the nausea I feel walking into a supermarket, seeing aisles upon aisles of plastic packaging. It is the depression I experience when I witness politicians and businesses continue to ignore the scientific facts laid right in front of them. It is the feeling of being alone, and feeling like I am the only one who cares. A hugely important part of climate activism, is taking care of yourself. Your mental health is always number 1. And don’t ever feel selfish about that, because Mama Earth needs you here at your best to make change! I am going to start sharing resources and strategies for managing eco-anxiety, and flipping that switch from anxious to ACTIVATED. What does Eco-anxiety mean to you? How do you take care of yourself in order to be your best change-making self? What kind of support do you need in order to overcome it? Comment down below! ⬇️ . . . . . . . #ecoinprogress #ecofriendly #ecofriendlyliving #ecoanxiety #climatechange #climatejustice #environmentalist #environment #activism #artactivism #ecoeducation #ecoart #progressnotperfection

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Ora la Climate Psychology Alliance (CPA) sta promuovendo una campagna per sensibilizzare riguardo questa forma di ansia causata in particolare dalla paura per il futuro del pianeta, e chiedono che venga riconosciuta ufficialmente come fenomeno psicologico, e non malattia, perché a differenza dell’ansietà “standard”, la ragione della preoccupazione è “razionale”.

Caroline Hickman, assistente universitaria a Bath e direttore della CPA dice: “Un sacco di genitori vengono alle sessioni di terapia chiedendo come aiutare i figli, e questa estate i numeri sono cresciuti esponenzialmente”.

I sintomi sono gli stessi dei disturbi d’ansia, le sensazioni sono lo stesse, ma la causa è diversa. È la paura del destino tragico dell’ambiente - che moriremo tutti.

La portavoce più famosa al mondo delle preoccupazioni dei giovani è Greta Thunberg, che ha sostenuto anche le proteste della Extinction Rebellion, una marcia che ha bloccato diverse parti del centro di Londra. Le stime di Greta sono più radicali di quelle comunicate dagli accordi di Parigi, e secondo lei l’UE deve limitare le emissioni di carbonio dell’80% entro il 2030 per evitare una crisi del pianeta e dell’umanità. Extinction Rebellion chiedeva che il Regno Unito raggiunga il livello di emissioni zero entro il 2025.

Tutti abbiamo visto poi le terrificanti immagini delle temperature raggiunte in Europa quest’estate, dei fuochi in Siberia e l’incendio dell’Amazzonia (che sta creando forti tensioni politiche a livello internazionale): tutte notizie consociute anche dai più piccoli, e riguardo le quali la dott.ssa Hickman predica cautela per il modo in cui devono essere spiegate ai bambini.

I genitori devono trovare un modo di parlare di queste cose che sia adatto all’età dei più giovani e che non li terrorizzi.

E spiega: “Si deve separare il fatto da ciò che non si conosce: dite per esempio che alcune specie si stanno estinguendo e che alcuni esseri umani stanno soffrendo, ma non che stiamo tutti per morire, perché non è vero”. La professoressa continua: “Nessuno vuole che il bambino collassi in un pozzo di depressione e dica ‘Qual è lo scopo di andare all’università’, o ‘A che serve che faccia gli esami’, tutte cose che mi è capitato di sentir dire da parte dei giovani”. L'importante, dunque è che si parli "CON i giovani".

L’approccio consigliato dalla CPA per spiegare la responsabilità del cambiamento climatico si articola in quattro passi: prima si deve introdurre gradualmente il discorso basandosi sui fatti conosciuti, poi chiedere ai giovani come si sentono, e dopo riconoscere che l’esito finale è ancora incerto. Alla fine i genitori dovrebbero concordare attività da mettere in pratica per fare la differenza, come eliminare il più possibile la produzione di immondizia non riciclabile e scegliere cibo che sia il meno inquinante possibile.

Quest’anno si è cominciato a parlare di eco-ansia anche nel nostro paese, ma è un argomento che ancora non ha guadagnato una vasta diffusione, sebbene come il resto del mondo anche noi - giovani e non - siamo sempre più consapevoli dei rischi cui andiamo incontro. Per questo motivo, queste linee guida potrebbero far comodo a tanti genitori ed educatori che hanno a che fare con le grandi paure ambientali dei più piccoli (ma anche le loro).

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