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Joe Bastianich al debutto discografico con Aka Joe: “Il mio viaggio nel tempo”

Si intitola Aka Joe il primo album di Joe Bastianich, pronto a nuove avventure televisive lontano dai fornelli. E nelle dodici tracce del disco racconta di sé, dell’America e della sua famiglia.

Joe Bastianich album GettyImages

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È il ristoratore più famoso della tv, ma Joe Bastianich ha una passione che coltiva ancora prima di quella per l’imprenditoria legata al mondo della cucina e a tutto quel che le gira attorno. Cresciuto – è il caso di dirlo – a pane e Rock’N’Roll, l’italoamericano bazzica l’ambiente della musica fin da quando era ragazzino. E proprio le sette note sono per lui, figlio di immigrati a New York, la via di fuga e insieme il riscatto negli anni della giovinezza.

Led Zeppelin, Ramones, David Bowie ma anche il country americano e il punk più duro tessono la sua storia personale di ascoltatore e musicista. Ed è proprio di vita che si compone il puzzle di Aka Joe, primo album di Bastianich in uscita venerdì 20 settembre. Dalla musica suonata nel garage di casa a quella sul palco con lo spettacolo teatrale Vino Veritas, l’artista firma la sua storia nelle dodici tracce del disco raccontando di quel ragazzino che era e dell’uomo che è oggi.

Nel mezzo c’è una vita intera, sempre con un piede negli USA e uno ben saldo in Italia, con il sapore delle tradizioni degli uni e degli altri. Perché in Bastianich convivono l’animo americano e il cuore italiano, e se la forma musicale affonda le radici nel Country-Rock-Blues a stelle e strisce, i contenuti recuperano e raccontano tanto del suo essere tricolore. 

A partire dai valori, più che mai italici, della famiglia e degli affetti, dal ricordo dell’Istria cantata dal padre quando era solo un bimbo alle parole della nonna che ancora lo chiama Giuseppino. Una storia di tenacia e orgoglio, di passione e ambizione.

Dopo tanti impegni televisivi, debutti con un album che ti svela più di quanto tu non abbia mai fatto finora. Come stai vivendo l’uscita di Aka Joe?
Affronto questo momento come un ragazzo cresciuto con la passione musicale; ho ascoltato tanto Rock, Blues, Country. Ho fatto un viaggio di scoperta della tradizione americana, che è alla base della musica che conosciamo oggi e il risultato è in questo disco con Decca e Universal... beh, è importante ed emozionante.

Sei autore di tutti brani, nati fra Italia e USA: quanto lavoro c’è dietro le canzoni?
Questa musica racconta la mia storia. Aka Joe non è un disco fatto in poco tempo ma è il frutto di sette, dieci anni di lavoro. Per questo, ogni brano è uno pezzo di tempo, con narrative molto personali. Qui ci trovi il ragazzo italoamericano immigrato che vedeva nella musica la sua via di fuga ma anche gli amori persi e conquistati, fino a brani di argomenti sociali. È un viaggio nel tempo.

Racconta molto di me, di ciò che sono, che ho fatto e che farò. È la mia rivelazione più personale e inedita.
Credo che quello che siamo oggi sia la somma di tutte le esperienze passate.

Prima di questo disco, in ambito musicale, ci sono stati due show tv e uno spettacolo teatrale: quanto troviamo di quella narrativa in Aka Joe?
On The Road con Sky Arte è stato un viaggio bellissimo, alla scoperta dell’Italia in cui sono andato alla ricerca della mia prospettiva di musicista americano unita alla tradizione italiana. Per quanto riguarda il teatro, invece, quando abbiamo fatto Vino Veritas era il mio debutto dal vivo sul palco; con quello show volevo abbinare quello che sapevo fare con le mie ambizioni.

E quella narrativa arriva certamente dalla TV a cui ho aggiunto la musica, che è stata più un’ambizione. Nel mio percorso ho unito quello che so fare e quello che voglio fare. Quindi, in questo album e poi nei live, ci sarà un’evoluzione, grazie alle canzoni e anche nel parlato che è fondamentale nella mia espressione. Farò alcune date fra dicembre e gennaio e, poi, spero ci sarà un tour più organizzato nella prossima estate.

Hai parlato di radici e di giovinezza, ma anche del tuo sentirti diverso in quanto immigrato italoamericano. Che ragazzino eri?
La mia italianità, per come è emersa negli ultimi dieci anni, è più televisiva ma nel disco trovi i racconti soprattutto di un italoamericano. Da figlio di migranti, mi sentivo diverso dai mie compagni, mi sentivo un ragazzo di seconda classe e questa sensazione non va via. D’altra parte è quella che ti motiva sempre certo: fin da quando ero ragazzino non volevo più essere visto come italoamericano, io volevo essere americano. E penso, anzi, che raccontare quel tipo di storia agli italiani non sia una cosa tanto comune.

La musica che ruolo ha avuto?
Sono cresciuto ascoltando tanto i cantautori americani della tradizione country e blues: sono loro i padri del country-rock americano. Fra i primissimi ricordi che ho di me musicista ci sono io, a tredici anni, nel mio garage. Eravamo in quattro a suonare e facevano cover delle canzoni di quel momento musicale.

Quando vai in TV costruisci una certa immagine di te, mentre in questo album c’è il Joe senza filtro, più personale e più vero: la mia visione del mondo.

Delle tue origini istriane che cosa porti dentro?
Ci sono le canzoni che cantava mio padre, musicista, che raccontavano di immigrazione, è un tema che mi rimane sempre in testa. La storia istriana è un fatto molto particolare, di un popolo che non ha più una sua terra ma ci sono la musica e il cibo a tenerlo unito.

Hai citato tuo padre, ma la tua famiglia è fatta anche di donne molto forti a partire da tua nonna, a cui dedichi un brano del disco. Ce ne parli?
Sono sempre stato circondato da donne forti: mia nonna, mia mamma, mia sorella e anche mi figlia. La nonna è la base della mia storia; dopo la guerra è emigrata a New York in periodo molto difficile; è arrivata negli USA con niente e ha costruito tutta un’altra vita. I valori della famiglia, delle radici, dell’Italia e dell’immigrazioni mi arrivano da lei e ci sono tutti in questo disco introspettivo. Mia nonna continua a essere molto forte nei suoi valori e mi piace dire che sia anche un po’ responsabile di questo disco perché mi ha sempre detto che avrei potuto fare tutto.

Tra i brani di Aka Joe, c’è anche un brano in cui parli di armi: che cosa racconti?
È legato a un fatto di cronaca successo vicino a casa mia, una sparatoria in una scuola… Mio figlio medio, di fronte alla notizia, mi chiese: perché succede? Non avevo risposta perché è semplicemente qualcosa di inspiegabile. Questa canzone vorrebbe essere una riposta di fronte a situazione così brutta per cui penso ci sia la responsabilità di un padre verso il figlio.

Fra i tuoi prossimi impegni ci sono due programmi in televisione in cui hai un ruolo ben diverso dal passato...
Sono un po' pazzo ma ammetto che Amici Celebrities mi terrorizza! Mi ritrovo dall’altra parte del palco ma mi piace mettermi in gioco così posso anche far conoscere la mia musica. Non so cosa aspettarmi, ma spero di vincere! Fosse per me farei solo brani dal mio disco, ma ovviamente non si può. Farò anche delle cover a modo mio. Poi sarò a Italia’s Got Talent: un programma bellissimo, non c’è critica, c’è solo tanta gioia e divertimento.

Primo album a 50 anni, adesso?
Non sono un musicista professionista ma volevo fare un cambio alla mia età e ho colto questa opportunità con grande umiltà perché so di non essere esattamente nel mio mondo. E mi sento anche vulnerabile ai vostri pareri... quindi trattatemi bene! Tra le cose che vorrei fare, nella musica, mi piacerebbe contaminare la tradizione Country con l’Hip Hop.

Chiudiamo con una nota enogastronomica: che vino sarebbe questo album?
Ottima domanda! La passione, per me, in questa vita è cercare di fare cose importanti che vadano oltre una generazione. Faccio un vino, che si chiama Vespa bianco, che è un assemblaggio super personale: in quel bicchiere ci sono la mia storia e la mia cultura. Se bevi quel bicchiere ascoltando questo disco è come vivere un’esperienza mistica ed erotica allo stesso tempo.

Aka Joe, cover albumHDUfficio Stampa Universal Music Italia

Di seguito la tracklist di Aka Joe:

  1. Make Up Your Mind
  2. Joe Played Guitar
  3. Burn Like The Sun
  4. Forever (Is A Long Time)
  5. Take Me Down
  6. Twenty Snowflakes
  7. What Is A Man
  8. I’m Coming For You
  9. Nonna (97 Years)
  10. War Cry
  11. Prey On Pain
  12. Won’t Say Another Word

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