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Fatima De Melo, il poker per mandare un messaggio a livello globale

La pokerista olandese è molto attiva a livello umanitario e sfrutta la sua celebrità per mandare un messaggio di solidarietà verso le popolazione più bisognose.

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Ai tavoli dei Pokerstars EPT di Barcellona si avvicendano personaggi di ogni genere, status sociale o età. Ma una volta che si è seduti davanti al croupier di turno ogni tipo di differenza viene annullata, contano solo ed esclusivamente le capacità dei giocatori. Così, tra le tante persone comuni, può capitare di vedere calciatori professionisti come Piqué o Vidal del Barcellona, membri del World Economic Forum quale è Maria Kunnikova, prestigiosi medici o avvocati e così via.

In mezzo a tutte queste differenti personalità, ce n'è una in particolare molto complicata da definire con una sola parola. Sì, dare una sola definizione a Fatima De Melo è praticamente impossibile. Perché prima di diventare una giocatrice di poker professionista del team PokerStars, il suo curriculum era già chilometrico.

Lei è nata in Olanda (perché il padre, portoghese, era un diplomatico di stanza nei Paesi Bassi) e in patria la conoscono come una delle più forti giocatrici di tutti i tempi di hockey su prato, disciplina in cui è riuscita a vincere ben tre medaglie olimpiche, tra cui quella d'oro a Pechino nel 2008. E una volta raggiunto l'apice (nel 2006 è stata premiata come personaggio sportivo dell'anno di Rotterdam) e chiuso la sua carriera, ha iniziato a dedicarsi di volta in volta a tutte le sue passioni, cercando di ottenere il massimo da ciascuna di queste.

 Fatima De Melo

Fatima De Melo, l'olandese che ha portato le donne al top del poker

Ha giocato a tennis, ha partecipato (vincendo) al reality show estremo Expedition Robinson, in cui è rimasta per 33 giorni su un'isola, è stata la prima giocatrice di hockey su prato a posare senza veli per una rivista (non una formalità, perché lo sport è considerato d'élite e una cosa del genere è stata vista come una rottura con il passato), è andata come volontaria in Uganda in qualità di ambasciatrice dell'organizzazione benefica Right to Play e molto altro ancora.

Insomma, Fatima De Melo è una donna che non intende farsi mancare niente, che si lascia trascinare dalle proprie passioni, vivendo tutto al massimo. Come nel poker, dove è diventata una leader e sta dando lustro a quel 3% di donne che fanno parte dei giocatori professionisti, riuscendo anche a vincere diversi tornei. È considerata un simbolo, un punto di riferimento per molte altre donne che vorrebbero imitarla. E questo per lei non è certo un problema, come racconta a FoxLife in occasione dei Pokerstars EPT Barcellona:

Credo che in generale, quando fai qualcosa, cerchi sempre anche inconsciamente di imitare qualcuno. Se giochi a calcio per strada, cerchi di vincere come fa la Juventus. Quindi ok, se ci sono delle donne che mi prendono come esempio per me è positivo. Sono contenta. Ma io credo che in realtà non si debba cercare di essere come altri, semplicemente bisogna puntare a essere al meglio sé stessi.

Il problema è che nella nostra società tendiamo a misurare il valore di una persona in base al suo successo, questo crea insicurezze e aspettative troppo alte. Credo che in realtà l'obiettivo di ogni donna dovrebbe essere di essere ciò che è, fare ciò che sa fare e provare a farlo nel miglior modo possibile.

L'esperienza in Uganda come ambasciatrice Right to Play

Lo si capisce subito, non è una persona banale Fatima De Melo. E la conferma arriva in modo ancora più forte quando le chiediamo di approfondire la sua missione umanitaria in Uganda, da ambasciatrice dell'organizzazione Right to Play.

I ricordi che mi porto dietro non sono molto buoni a dir la verità. Sono stata lì e ho visto delle cose davvero impressionanti. L'ho fatto con la sensazione di impotenza. Mi domandavo come fosse possibile che non si faccia qualcosa in più per queste persone? Perché questi bambini devono morire di fame? E per quanto possa essere cruda, alla fine la risposta che mi sono data è che non si possa cambiare quel tipo di cultura in così poco tempo. Servirebbe un processo molto più lungo, gli insegnanti del posto dovrebbero spiegare tutto in modo diverso, ma è estremamente difficile. Di certo la cultura di un paese non la puoi cambiare in due giorni. Sapevo che ci fossero tanti problemi, ma non immaginavo fossero così grandi.

In particolare la pokerista olandese si sofferma sui grossi limiti riguardanti l'educazione sessuale impartita ai ragazzi dell'Uganda:

Dopo qualche confronto con i ragazzi, abbiamo scoperto che praticamente nessuno sapesse usare il preservativo, nonostante l'AIDS lì sia una delle principali cause di morte. E poi lo stupro delle donne è una terribile consuetudine, che si porta dietro una lunga serie di conseguenze, visto che lì l'aborto è illegale, così come del resto anche la masturbazione. Viene loro insegnato che è qualcosa di sporco e che li porterà all'inferno. Con queste premesse diventa difficile anche per un'organizzazione benefica riuscire a intervenire realmente. Ecco perché nutro tanto rispetto per quei volontari che hanno deciso di trascorrere la loro vita lì, cercando di cambiare davvero qualcosa.

Fatima De MeloHD
Fatima De Melo impegnata al tavolo

Ipocrisia e inconsapevolezza della società attuale

Vorrebbe poter fare di più, ma si rende conto che servirebbe un impegno generale da parte di tutti:

La nostra società è piuttosto ipocrita in generale. Probabilmente potremmo vivere bene con un decimo di ciò che abbiamo e fare in modo che i bambini di tutto il mondo possano avere un futuro. Scegliamo di non farlo. Scegliamo di non pensarci. E io alla fine sono una di quelle persone, anche se ci sono stata. Non sto ancora dando il 90% di tutto ciò che ho per aiutare le persone, quindi anche io sono ipocrita in un certo senso. Tutti abbiamo i nostri bisogni edonistici.

Vogliamo tutti vivere comodamente e inconsapevoli di tutto lo schifo che accade intorno a noi, perché vogliamo essere felici. Più sono a lungo in questo mondo, meno materialista sto diventando. Adesso non ho bisogno di molto per vivere. Tutti noi dovremmo fare del nostro meglio sotto questo aspetto, dovremmo prendere consapevolezza. Noi abbiamo una vita fantastica rispetto a gran parte della popolazione mondiale, dove si lotta per la sopravvivenza.

Un messaggio forte, un tentativo di stimolare le persone a prendere coscienza della situazione. Perché anche se non le piace troppo essere considerata un modello da imitare, sa che il potere della popolarità può essere incanalato anche in modo positivo, verso dei temi che in pochi trattano e hanno toccato con mano come ha fatto lei.

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