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Come accarezzare un gatto, secondo la scienza

Sebbene noi umani abbiamo l’impulso di coccolare i nostri gatti, per loro questo tipo di interazione non è sempre piacevole, e c’entra l’evoluzione della specie. Ecco allora come accarezzare al meglio i gatti secondo uno studio recente.

una donna accarezza un gatto iStock

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Chiunque abbia un gatto sa che accarezzarli è uno dei grandi piaceri della vita, anche se non sempre i nostri amici pelosi sono dello stesso parere.

Può capitare spesso che il gatto si lasci accarezzare con soddisfazione, solo per poi rivoltarsi improvvisamente contro la mano dell’ammiratore. Secondo uno studio recente, questi scatti repentini potrebbero essere colpa nostra, e non dell’animale: non lo stavamo accarezzando nel modo giusto.

Il gatto non si fa accarezzare: è ancora troppo “selvatico”

Un gatto arrabbiatoHDiStock
Spesso i gatti trovano soffocanti le attenzioni dei padroni

Come ha scritto la ricercatrice Lauren Finka della Nottingham University, per capire bene la questione bisogna risalire alle origini della specie, in particolare agli antenati dei gatti odierni, ovvero il gatto selvatico africano (Felis lybica): mentre quelli venivano considerati solo “strumenti di disinfestazione”, i gatti di oggi sono spesso dei compagni di vita.

“Questo cambiamento nella relazione tra umani e gatti”, spiega la dottoressa, “si pensa sia avvenuto circa 4mila anni fa - un po’ dopo quello del ‘miglior amico dell’uomo’, il cane domestico”. Sebbene sia un periodo di tempo molto lungo, a livello di evoluzione del comportamento non è stato ancora sufficiente a produrre una vera divergenza dagli antenati, e anche a livello genetico i gatti di ora non sono così diversi da quelli di 4mila anni fa. Sostanzialmente, quindi, il loro cervello si comporta ancora come quello dei gatti selvatici.

I gatti selvatici conducono vite solitarie e comunicano in modo indiretto (a livello visivo e chimico) per evitare di incontrarsi, quindi “è improbabile che i gatti domestici abbiano ereditato abilità sociali complesse da loro”, a differenza degli esseri umani, che sono naturalmente una specie sociale.

Felis silvestris lybicaHDiStock
Felis lybica, il gatto selvatico africano

Inoltre, noi umani amiamo le caratteristiche infantili, anche negli animali: occhi grandi, fronte spaziosa, naso piccolo e faccia rotonda. “È per questo che troviamo così carini i musi dei gatti”, spiega Lauren Finka, che continua: “Non sorprende, dunque, che la nostra reazione iniziale quando vediamo un gatto o un gattino sia di volerlo accarezzare, coccolare e strapazzare.

Ma allo stesso tempo non dovrebbe sorprendere che molti gatti trovino un po’ soffocante questo tipo di interazione.

Molti gatti amano essere coccolati, ma spesso l’interazione con gli umani è qualcosa che devono imparare ad apprezzare col tempo, e che è influenzata anche dalle caratteristiche della persona con cui convivono. Nel modo di accarezzare un gatto, infatti, contano addirittura fattori quali la nostra personalità o il sesso, e anche la parte del corpo del gatto che tocchiamo, o il modo in cui in genere li gestiamo.

Alcuni esemplari reagiscono in modo aggressivo alle coccole non desiderate, altri magari le tollerano in cambio di cibo o altre ricompense, e in questi casi non è detto che la tolleranza dell’animale significhi che è felice di ricevere certe attenzioni.

Accarezzare il gatto: qual è il modo migliore?

Un gatto che cerca le coccoleHDiStock
"La chiave per accarezzare il gatto nel modo giusto è dare all’animale quanto più controllo e possibilità di scelta possibili"

Ci sono una serie di accorgimenti da seguire per assicurarsi di accarezzare i nostri amici a quattro zampe nel modo migliore per loro. Ecco quali sono:

  • Lasciare che il gatto decida cosa fare: la chiave per accarezzare il gatto nel modo giusto è dare all’animale quanto più controllo e possibilità di scelta possibili durante l’interazione. Quindi, lasciar decidere a loro se vogliono essere accarezzati o no, in quale parte del corpo e per quanto tempo.
  • Praticare autocontrollo: molto probabilmente, vista l’inclinazione che abbiamo al contatto fisico e l’amore per tutto ciò che è carino, ricorda la dottoressa Finka, “è possibile che dobbiamo praticare un po’ di autocontrollo”, che potrebbe venir ricompensato, perché ci sono ricerche che dimostrano che “le interazioni con i gatti tendono a durare di più quando è il gatto, e non l’umano, a darvi inizio”.
  • Notare i segnali: è importante fare attenzione al comportamento del gatto e alla postura che tiene durante le interazioni, per assicurarsi che siano a loro agio. "Quando si parla di toccarli, è meglio poco che tanto":La Finka spiega che questa regola vale sia durante le manovre praticate dai veterinari che negli incontri rilassati con le persone in contesti domestici.
  • Preferire il muso: “Come linea di guida generale, la maggior parte dei gatti più amichevoli preferisce essere toccata nelle aree della testa in cui si trovano le ghiandole, come la base delle orecchie, sotto al mento e intorno alle guance. Pare infatti che preferiscano queste zone piuttosto che la pancia, la schiena o la base della coda.

Accarezzare il gatto: i segnali per capire se lo stai facendo bene

Per capire se il gatto apprezza il modo in cui lo stiamo coccolando, possiamo affidarci a una serie di indicatori, quali:

  • Tiene la coda dritta e decide (lui) di iniziare il contatto
  • Fa le fusa e “fa la pasta” con le zampe davanti
  • Scodinzola lentamente con la coda ben alta
  • Mantiene una postura e un’espressione rilassate, con le orecchie ritte in avanti
  • Dà un colpetto col muso appena smetti di accarezzare

Se invece l’animale non si sta godendo l’esperienza oppure è teso, è possibile che lo indichi con uno di questi comportamenti:

  • Si sposta o muove la testa allontanandosi da te
  • Rimane passivo (senza fare le fusa o strusciarsi)
  • Batte eccessivamente gli occhi, scuote la testa o il corpo o si lecca il naso
  • Si pulisce improvvisamente in modo rapido e conciso
  • La pelle, in genere lungo la schiena, è percorsa da tremiti
  • Fan guizzare o batte con forza la coda
  • Abbassa le orecchie ai lati o le ruota indietro
  • Gira all’improvviso la testa verso di te o verso la tua mano
  • Morde, scansa o spinge via la tua mano con la zampa

Tutte queste sono indicazioni desunte dall’esperienza dei comportamentalisti, quindi possono essere considerate utili guide per comprendere l’atteggiamento dei propri gatti, ricordando che “molti amano essere toccati, ma molti altri forse no - e tantissimi in realtà lo tollerano e basta”. Insomma, la dottoressa ribadisce che la regola d’oro è “sempre rispettare i limiti con i gatti, e con l’anima selvatica dentro di loro… Anche se a volte significa ammirare la loro bellezza da lontano”.

Pensate di riscontrare un fondo di verità in queste parole, rispetto alla vostra esperienza con i gatti?

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