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Ormoni femminili: quali sono, cosa fanno e come influenzano le donne

Ogni donna possiede diversi tipi di ormoni che influenzano la sua mente e il suo corpo. Essere consapevoli delle loro funzioni può aiutare a gestirli meglio e a capire se si ha uno squilibrio ormonale. Nell'articolo ve ne parliamo in modo approfondito.

Primo piano di due ragazze iStock

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Gli ormoni femminili sono il metro di misura della salute di una donna. Ognuno di essi regola lo sviluppo, le mestruazioni, la gravidanza e altre funzioni. Se i loro valori risultano sballati, ci possono essere fastidiose conseguenze per l’organismo.

Sarà anche per questa ragione che spesso si finisce con il pensare che gli ormoni controllino la vita delle persone, influenzando umore e comportamenti. Se da un lato però quest’affermazione può avere un fondo di verità, dall’altro va evidenziato che se si conoscono e si è consapevoli di cosa regolano, si possono minimizzare gli eventuali effetti negativi.

Proprio allo scopo di aiutarvi ad avere le idee più chiare e per darvi qualche indicazione su come capire quando qualcosa non funziona a dovere, noi di FoxLife abbiamo preparato un piccolo vademecum nel quale vi spieghiamo passo passo quali sono gli ormoni femminili più importanti, che ruolo rivestono e in quale modo influenzano le emozioni, la mente e in generale il fisico delle donne.

Prima di lasciarvi alla lettura, vi presentiamo il sommario degli argomenti affrontati nell’articolo:

Tutti i tipi di ormoni

Blocco con stetoscopioHDiStock

L’organismo femminile è regolato da svariati tipi di ormoni. Tra di essi i più importanti sono quelli prodotti dalle ovaie e preposti a regolare gli organi riproduttivi. In virtù di questo sono responsabili dello sviluppo del seno, del bacino e dei peli sul pube e le ascelle. Non solo, possono avere un certo peso anche sulla definizione della struttura ossea, dell’apparato cardio-circolatorio e del tessuto adiposo, ossia della formazione e distribuzione del grasso sui fianchi, le natiche e le cosce.

Altri ormoni riguardano la regolazione del ciclo mestruale, influenzano la libido, la crescita,  la formazione dell’utero e  il metabolismo. Scendiamo adesso più nel dettaglio e analizziamo nello specifico ognuno di essi.

FSH

L’FSH è l’ormone follicolo-stimolante ed è responsabile della maturazione dei follicoli. Ciò sta a significare che stimola la produzione degli estrogeni e del progesterone. Il suo dosaggio è importante per individuare casi di infertilità, il sopraggiungere della menopausa, per studiare casi di amenorrea (l'assenza prolungata del ciclo mestruale) e per diagnosticare casi di pubertà precoce e ipogonadismo. Quest’ultimo è una condizione fisica in cui si verifica una scarsa produzione di ormoni da parte delle ovaie.

Quando i valori dell’ormone follicolo-stimolante sono bassi non c’è nulla di cui preoccuparsi ma se risultano molto alti in un soggetto in età fertile, vuol dire che vi è un problema a livello di ovaie. Valori al di sopra della norma, infatti, sono tipici delle donne in menopausa.

Estradiolo

L’estradiolo fa parte della categoria degli estrogeni ed è tra i più importanti ormoni femminili, in quanto indica se le ovaie funzionano bene. 

Una carenza di estrogeni causa un ciclo mestruale irregolare, sbalzi di umore, menopausa precoce, assenza di libido. Più nello specifico:

  • Valori molto bassi di estradiolo possono essere sintomo di menopausa, anoressia nervosa, pubertà e assenza di ovulazione.
  • Valori molto alti di estradiolo, invece, sono tipici delle donne in stato interessante, poiché l’ormone viene prodotto dalla placenta. 

LH

LH è l’ormone luteinizzante ed è prodotto dall’ipofisi. Come l’FSH regola la maturazione dei follicoli generando l’ovulazione e dando inizio alla fase luteale. Capire quali sono i suoi valori è importante per verificare la presenza di problematiche a livello di mestruo e della fertilità in genere. Più nel dettaglio:

  • Un veloce innalzamento dell’LH sta a significare che il soggetto è in una situazione normale. Il follicolo sta per rompersi e l’ovulazione è pronta ad iniziare.
  • Valori molto bassi di LH, invece, non sono positivi. Tale condizione richiede ulteriori analisi per valutare la relazione con gli altri ormoni, in particolare l’FSH, con il quale lavora in sinergia.

Progesterone

Il progesterone è l’ormone della sessualità e viene prodotto dalle ovaie e dal surrene. Quando una donna è in gravidanza viene rilasciato in quantità elevate per impedire nuove ovulazioni. In questa condizione risulta importante anche perché garantisce la secrezione endometriale e tiene a bada le difese immunitarie dell'organismo per impedire che l’embrione venga identificato come un corpo estraneo.

  • Valori alti di progesterone creano un ambiente non adatto ad accogliere un ovulo. Le ghiandole sono scarse e il muco è troppo spesso. Cosa che rende difficile il passaggio dello sperma.
  • Valori troppo bassi di progesterone comportano un ciclo mestruale irregolare, doloroso e abbondante con il rischio di emorragie. Neanche in questo caso avviene l’ovulazione.

Ossitocina

L’ossitocina regola una serie di funzioni fisiologiche e psicologiche. Risulta fondamentale soprattutto nelle donne in stato interessante, in quanto favorisce la lattazione, stimola l’attaccamento nei confronti del partner e tutti quei comportamenti tipici materni. Non a caso nelle donne la sua quantità è superiore al 30% rispetto agli uomini.

Prolattina

La prolattina è l’ormone responsabile della lattazione dalle ghiandole mammarie. È anche importante per la corretta crescita del feto e per concludere l’eccitazione sessuale. Una sua carenza comporta scarsa lattazione, disturbi del ciclo mestruale, perdita di capelli e un senso di affaticamento generale.

Testosterone

Sebbene sia l’ormone sessuale maschile per eccellenza, il testosterone è presente in piccole quantità anche nella donna. La sua presenza regola la libido, influenza il cambiamento della voce e la crescita del soggetto. In caso di carenza, le donne possono diventare frigide, avere la pelle secca e i capelli fragili.

Ormoni femminili e ciclo

Donna con in mano un calendarioHDiStock

L’arrivo della prima mestruazione segna il momento della maturità sessuale di una donna, il che significa che il corpo è pronto ad accogliere un’eventuale gravidanza. Di solito si verifica in un range di età che va dagli 11 ai 16 anni.

Va chiarito che quando si parla di ciclo ci si riferisce non alle perdite in sé quanto piuttosto all’intero processo. Nel momento in cui compare, nella donna si verificano una serie di variazioni di secrezioni ormonali che determinano cambiamenti alle strutture interne, importanti per garantire la fertilità.

Il ciclo mestruale è solitamente preceduto dalla sindrome premestruale che causa:

  • cefalea
  • tensione mammaria
  • ritenzione idrica
  • dolori addominali
  • depressione
  • ansia
  • irritabilità
  • sbalzi di umore

Tali sintomi sono naturalmente dovuti a una variazione dei tassi ormonali. Il ciclo mestruale, inoltre, si compone di quattro fasi:

  • Fase 1: nel primo giorno del ciclo mestruale la donna è meno fertile. Estrogeni e progesterone vengono prodotti in minore quantità dalle ovaie e ciò comporta lo sfaldamento della mucosa con conseguente sanguinamento.
  • Fase 2: la seconda fase è denominata follicolare e qui le pareti che rivestono la vagina si ispessiscono per accogliere gli spermatozoi. I follicoli, grazie all’ormone FSH, iniziano a crescere. Sarà però un solo follicolo ad essere selezionato e a maturare.
  • Fase 3: in questa fase, chiamata ovulazione, il follicolo, per opera dell’ormone LH, scoppia e rilascia la cellula uovo che viene mandata nelle tube di Falloppio per essere fecondata.
  • Fase 4: l’ultima fase è conosciuta come luteale. A seguito dell’ovulazione, il follicolo si trasforma in corpo luteo. Se l’ovulo viene fecondato s’installa nella cavità uterina, in caso contrario si disgrega e i livelli di progesterone diminuiscono.

Le mestruazioni di solito sono dolorose nei primi due giorni ma se sono presenti certe patologie, come l’endometriosi, possono causare un profondo stato di sofferenza e inficiare la qualità della vita di una donna. Se sospettate di trovarvi in una situazione anomala, consultate il vostro ginecologo di fiducia.

Ormoni femminili e pillola

Donna con in mano un blister di pilloleHDiStock

La pillola estroprogestinica contiene due ormoni di sintesi: un estrogeno e un progestinico, simili a quelli femminili.

In circolazione ci sono tantissimi tipi di pillole che variano per dosaggi, formulazioni e modalità d’uso. La scelta dell’una o dell’altra dipende dalla singola persona, dalle sue condizioni di salute, dalle eventuali problematiche che presenta e anche dall’età.

Tra di esse abbiamo:

  • Pillola monofasica con estrogeno naturale: contiene l’estradiolo, un ormone identico a quello prodotto dalle ovaie durante il ciclo. Il blister contiene 28 pastiglie, 24 bianche che contengono l’estrogeno e 4 gialle che invece ne sono prive. Bisogna prendere una pillola al giorno, sempre alla stessa ora. Le mestruazioni compaiono quando si iniziano a prendere le gialle.
  • Pillola monofasica classica: le pillole hanno lo stesso dosaggio e al termine del blister si deve rispettare una pausa di 7 giorni durante la quale compare il sanguinamento, simile a una normale mestruazione.
  • Pillola bifasica: è caratterizzata da un differente dosaggio ormonale che va da una dose maggiore a una minore. Per questa ragione sono di colore diverso.
  • Pillola trifasica: il principio è lo stesso della pillola bifasica, solo che in questo caso la variazione ormonale riguarda tre differenti dosaggi.
  • Pillola quadrifasica: in queste pillole abbiamo quattro diversi tipi di dosaggi ormonali. L’estrogeno è basso per i primi sei, alto nei successivi cinque e di nuovo basso negli ultimi dieci giorni. Il progestinico, invece, aumenta in modo esponenziale.

Ormoni femminili sballati: sintomi

Ragazza seduta a terra in cameraHDiStock

Acne, aumento di peso, peluria eccessiva, sbalzi di umore: questi e molti altri sintomi possono essere il campanello di allarme della possibile presenza di uno squilibrio ormonale. I cambiamenti nel corpo di una donna, infatti, dipendono spesso e volentieri dalla carenza o dall’eccesso di queste sostanze.

Ma quali sono di preciso i segnali a cui prestare attenzione? Vediamoli insieme.

  • Stanchezza cronica: soffrire di insonnia o svegliarsi con la sensazione di non aver dormito affatto può dipendere dal dosaggio del progesterone. È bene però controllare anche il cortisolo e gli ormoni tiroidei. Se i livelli sono bassi possono causare una condizione di spossatezza generale.
  • Acne: se la quantità di estrogeni diminuisce e quella del testosterone aumenta, si ha una maggiore produzione di sebo e di peluria e dunque la comparsa dell’acne. Tale situazione potrebbe essere dovuta alla sindrome dell’ovaio policistico.
  • Caduta dei capelli: l’eccessiva e ingiustificata perdita di capelli può essere dovuta a uno squilibrio ormonale, di conseguenza è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia.
  • Ridotta o eccessiva densità dei tessuti molli dei seni: nel primo caso la condizione del seno può essere causata dalla mancanza di estrogeni. Nel secondo caso, invece, da una presenza eccessiva di questi ormoni.
  • Aumento di peso: anche l’aumento repentino di peso e il fatto di non riuscire a dimagrire neanche seguendo una dieta ipocalorica e facendo regolare attività fisica, può dipendere da uno squilibrio ormonale.
  • Peli in eccesso: se crescono peli in zone insolite, soprattutto nel caso delle donne, si può essere in presenza di un eccesso di ormoni.
  • Depressione: gli sbalzi di umore possono essere dovuti a un problema ormonale. Ad esempio ansia e tristezza colgono la donna nella fase premestruale oppure quando sta andando in menopausa. Se vi sentite tristi in modo ingiustificato è il caso di controllare come stanno i vostri ormoni.

Ormoni femminili e menopausa

Donna seduta sul divanoHDiStock

La menopausa segna l’inizio di una nuova fase nella vita di una donna che non deve essere interpretata come la fine. Di solito compare tra i 45 e i 53 anni. Se si verifica prima dei 40 anni si parla di menopausa precoce, se si verifica dopo i 53 anni, invece, si parla di menopausa tardiva.

Durante questo periodo vi è una drastica diminuzione della produzione di estrogeni (pari al 90%), mentre il progesterone non viene più prodotto. I sintomi tipici del sopraggiungere di tale situazione sono:

  • Vampate di calore
  • Palpitazioni
  • Sudorazione eccessiva
  • Ansia, depressione, sbalzi di umore
  • Insonnia
  • Secchezza della mucosa vaginale
  • Ipertensione
  • Stitichezza
  • Difficoltà di memoria
  • Dolori articolari

Per continuare ad avere una buona qualità di vita esistono svariati rimedi studiati in base alla condizione del singolo paziente. Soluzioni che ad esempio possono prevedere l’assunzione di prodotti omeopatici. È inoltre importante seguire un’alimentazione povera di grassi e di zuccheri, aumentare l’attività fisica e utilizzare creme o ovuli lubrificanti per contrastare la secchezza vaginale, una condizione che può rendere difficili i rapporti sessuali.

Ormoni femminili nell'uomo

Primo piano di uomo che sorrideHDiStock

Come nelle donne è presente il testosterone, nell’uomo sono presenti gli estrogeni sebbene siano prodotti in quantità ridotte dai testicoli. In età anziana la situazione si modifica, in quanto di fronte alla minore produzione di testosterone aumenta quella degli estrogeni.

Tale situazione può causare problemi di erezione, scarsa fertilità, minore desiderio sessuale e la ginecomastia, uno sviluppo anomalo delle mammelle che assumono l’aspetto di un seno da donna. 

Ormoni femminili naturali

Fialetta con erogatore e fioriHDiStock

Gli ormoni naturali possono rivelarsi un efficace rimedio per diminuire o far scomparire gli spiacevoli effetti della menopausa e hanno il vantaggio di non avere controindicazioni rilevanti. Essi sono presenti in alcune piante, vi indichiamo le più importanti:

  • Trifoglio rosso: questa pianta contiene ben 4 tipi di isoflavoni (estrogeni naturali) che di fatto aiutano a mantenere sano il sistema cardiocircolatorio, a contrastare l’invecchiamento cellulare e a prevenire l’osteoporosi.
  • Kudzu: questa pianta è una valida alleata contro le vampate di calore. Anch’essa è ricca di isoflavoni che contribuiscono a tenere sotto controllo la pressione e a contrastare la tachicardia.
  • Dioscorea villosa: gli ormoni naturali presenti in questa pianta sono fitoprogestinici, quindi sono fondamentali per le donne in menopausa, in quanto si comportano come il progesterone che viene a mancare. Ciò permette di ritrovare un buon equilibrio ormonale. La dioscorea villosa combatte la secchezza vaginale, l’invecchiamento della pelle e l’aumento di peso.
  • Angelica sinensis: questa pianta, usata nella medicina cinese, è ricca di fitoestrogeni, sostanze che aiutano a regolare il livello degli estrogeni nel corpo. Risulta molto utile in caso di ciclo irregolare, contro l’insonnia, gli sbalzi di umore e le emicranie.

Ora che avete un quadro completo su quali sono gli ormoni femminili e sull’influenza che hanno sull’organismo, potete essere più consapevoli di voi stesse e correre ai ripari in caso abbiate sintomi da squilibri ormonali o da menopausa.

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