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Il Re Leone: lo shakespeariano Classico Disney diventa un capolavoro in photo real da incanto

Il film diretto da Jon Favreau, già regista del live-action Il libro della giungla, sarà nei cinema italiani dal prossimo 21 agosto.

Il poster de Il Re Leone Disney

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Nel 2008 Jon Favreau con il film Iron Man cambiò la storia del cinema blockbuster a tema supereroistico dando il via alla “golden age” dei cinecomic e (quantomeno di fatto) dando anche inizio a quello che ad oggi conosciamo come Universo Cinematografico Marvel. A 11 anni dall’uscita della pellicola che ha visto esordire Robert Downey Jr. nelle vesti del supereroe da grande schermo più amato - e ad oggi più compianto - di sempre, l’atto-regista e sceneggiatore Favreau ha rivoluzionato ancora una volta la settima arte con la sua ultima fatica da cineasta: Il Re Leone.

Il “remake” della storia del principino della foresta Simba, ispirata come gli stessi sceneggiatori del lungometraggio anni ’90 hanno più volte sottolineato all’Amleto di William Shakespeare, non è infatti un mero live-action sul genere dei recentissimi Aladdin e Dumbo, e quindi con attori reali, ma bensì una nuova versione animata in computer grafica e iper realistica.

Il pioniere Jon Favreau, già regista della versione in carne ed ossa de Il libro della Giungla, ha giocato con le moderne tecnologie cinematografiche realizzando, con uno stile che in più punti ricorda e vuole ricordare la maestosità di un documentario della National Geographic, un film che segna una svolta importante nell’universo dell’animazione.

Il futuro è oggi

Il Re Leone di Jon Favreau, la cui sceneggiatura originale di Irene Mecchi, Jonathan Roberts e Linda Woolverton è stata rimaneggiata e resa più corposa da Jeff Nathanson, ripercorre in tutto e per tutto la storia egregiamente raccontata dalla Disney nel 1994.

Un’epopea di formazione che ha commosso generazioni di fanciulli e di adulti e che in questa declinazione iper realistica - dall’impatto quasi straniante nel vedere animali così “veri” dialogare, cantare e ballare - fa vibrare il cuore specialmente nei twist più volutamente potenti e drammatici della storia come quello della morte di Mufasa.

Il Re LeoneHDDisney

Il Re Leone di Favreau, al pari di tutti i remake in “carne, ossa e CGI” che la Disney ha realizzato finora non è, non sarà e neanche vuole essere un Classico ma bensì è un modo per modernizzare nei contenuti - come ad esempio nella costruzione di personaggi femminili decisamente più moderni e girl power - e nella messa in scena storie senza tempo.

Se questa sia o meno un’operazione utile o necessaria è una domanda che in molti si pongono la cui risposta è nell’hype che ogni volta si crea intorno a un nuovo remake di matrice disneyana e negli incassi di questi lungometraggi. Senza ombra di dubbio rimanipolare storie epiche come quelle narrate dai film della Casa di Topolino è un’operazione vincente e che piace al pubblico sovrano.

Se puoi vederlo puoi ricrearlo

Il pubblico sovrano d'altronde è quello che nel cinema vede una forma di puro e squisito intrattenimento e che quindi sicuramente rimarrà incantato innanzi al prodigio estetico di questa nuova versione de Il Re Leone - forte delle storiche canzoni del Classico e impreziosito da qualche inedito - e innanzi alla maestosità della sua messa in scena, talmente verosimile che Favreau si è divertito a inserire due shot di vere riprese nella savana che nessuno è riuscito a scovare per dimostrare quanto sia perfetto il fotorealismo del film.

Il Re LeoneDisney

Il Re Leone diretto da Jon Favreau diventerà uno di quei film che segnano un passaggio tra il passato e il futuro della settima arte. E se Walt Disney, fondatore della Casa di Topolino, disse “se puoi sognarlo, puoi farlo”, la Disney di oggi sembra voler aggiungere anche che “se puoi vederlo, puoi ricrearlo”. E tutto questo non è un miracolo ma semplicemente il cerchio della vita.

Il Re Leone di Jon Favreau sarà nelle sale italiane dal 21 agosto prossimo.

Voto8,5/10

Il Re Leone diretto da Jon Favreau, per il suo straordinario foto realismo, diventerà uno di quei film che segnano un passaggio tra il passato e il futuro della settima arte.

Sandra Martone

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