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"Pedocin", la spiaggia con un muro che divide uomini e donne

Direttamente dall'impero asburgico, ecco l'ultima spiaggia italiana ancora con la divisione di genere, nel vero senso della parola.

Uomini e donne divisi da un muro nella spiaggia di "Pedocin" Getty Images

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Bentornati ai tempi dell'Impero asburgico. Praticamente manca solamente questo cartello all'ingresso della spiaggia la Lanterna di Trieste, conosciuta da tutti più comunemente con il nome di "Pedocin". Cosa ha di particolare questo lido? Semplice, è rimasto esattamente come era durante la dominazione asburgica del 1800, con quelle stesse convinzioni e il medesimo sentimento del pudore. Nel bel mezzo della spiaggia, infatti, c'è un vero e proprio muro, innalzato in quel determinato periodo per separare la balneazione delle donne da quella degli uomini.

Una tradizione che si è tramandata di generazione in generazione, fino ad arrivare ai giorni nostri, rendendo Pedocin l'unico stabilimento balneare in tutta Europa dove ancora restano delle separazioni di genere. Una volta arrivati all'ingresso, si paga il biglietto e le coppie si dividono. Le donne vanno a sinistra, gli uomini vanno a destra.

E la separazione prosegue fino al termine della giornata, quando moglie e marito si riuniscono per tornare a casa. Sulla spiaggia si generano così due stabilimenti l'uno al fianco all'altro. Da una parte (quella femminile) c'è il normale caos che si trova in qualsiasi altro mare (d'altronde i bambini restano sempre con le madri); dall'altra invece (quella maschile) regna sovrana la quiete, fatta di lunghi silenzi e partite a carte. Il muro separa e crea così due mondi paralleli, avvicinabili solamente in modalità provvisoria entrando in acqua (dove non c'è il muro, ma una simbolica linea divisoria creata con le boe) e raggiungendo così l'unico punto di contatto per scambiare due chiacchiere, anche se solo per pochi minuti.

Un muro separa uomini e donne nella spiaggia di "Pedocin"HDGetty Images
Nella spiaggia di "Pedocin" un muro separa uomini e donne

La spiaggia "Pedocin", con un muro che divide uomini e donne

Ancora più curioso, poi, è il modo in cui questa peculiarità venga accettata (e condivisa) praticamente da tutta la popolazione, sia maschile che femminile: "Guai a chi tocca il muro. Non è bigotteria, ma solo rispetto dei propri spazi", dicono in coro i residenti ai microfoni di Repubblica. Dove ha parlato anche l'assessore al patrimonio del Comune di Trieste, Lorenzo Giorgi:

A Trieste questo muro basta e avanza. Lo stabilimento balneare ha origini ancora nell'impero asburgico, evidentemente con un senso del pudore diverso e quindi con questa divisione che poi è rimasta negli anni. Anche gli stranieri restano molto colpiti. Tanti non ci credono, perché effettivamente pensare che oggi ci siano certe divisioni in un paese occidentale è incredibile.

Il rappresentante comunale ha anche spiegato come ci siano delle regole "ferree" per fare in modo che questa divisione persista:

Le coppie che si dividono, una va a sinistra e l'altro a destra, e poi si ritrovano la sera. Il nostro personale è attento affinché ognuno resti dalla propria parte. Negli anni più di qualcuno ha detto "abbattiamo il muro, sono cambiati i tempi", ma c'è stata un'insurrezione popolare perché questo muro e intoccabile. Ne sono andati giù tanti, ma credo che questo resterà tutta la vita.

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