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Calcio femminile in Italia, l'impresa ai Mondiali che fa crescere

Mentre in Italia è boom d'iscrizioni femminili alle scuole calcio, Patrizia Panico ci parla di come dare continuità alla crescita: "Avviamo un sistema che renda professioniste le atlete, non fermiamoci a questo punto di partenza".

Nazionale calcio femminile Getty Images

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La cavalcata delle azzurre nei Mondiali di calcio femminile si è interrotta ai quarti di finale, ma la loro impresa ha raggiunto quegli obiettivi che difficilmente si conquistano su un campo da calcio. Hanno più a che fare con un cambiamento culturale. Già, perché la selezione allenata da Milena Bertolini si sarà pure dovuta arrendere alle due reti siglate dall'Olanda. Ma considerato l'impulso che le giocatrici sono state in grado di imprimere nel movimento calcistico, la loro avventura va considerata assolutamente di successo. 

Milena BertoliniHDGetty Images

D'altronde, il discorso travolgente con cui la calciatrice brasiliana Marta Vieira da Silva ha detto addio ai Mondiali, dopo l'eliminazione ai supplementari della seleçao, è esemplificativo: "Il calcio è volere di più, è allenarsi di più. Essere pronte a giocare novanta minuti e poi altri trenta quando serve. Questo è quello che chiedo alle ragazze. Non ci sarà una Formiga (Miraildes Maciel Mota, ndr) per sempre. Non ci sarà una Marta per sempre. Non ci sarà una Cristiane".

La sopravvivenza del calcio femminile dipende da voi. Pensateci e dategli il giusto valore. 

Un'eredità consegnata alle nuove generazioni con gli occhi pieni di lacrime, da una delle giocatrici di calcio più forti di sempre. La miglior marcatrice nella storia dei Mondiali. In Italia, questa esortazione sentitissima sembra aver avuto largo seguito: secondo il Messaggero, nelle scuole calcio le iscrizioni sono aumentate, nell'ultimo anno. Un boom quantificabile intorno al 35%-40%. Un segnale chiaro e inequivocabile: dare visibilità a un movimento, offrire altri modelli per le bambine e le ragazze, è una scommessa vincente. Che fa bene alle persone, decostruisce stereotipi e giova allo sport.  

Italia, come cresce il calcio femminile: parla Patrizia Panico

E a pochi giorni dalla conclusione del Mondiale, abbiamo chiesto a una star del calcio femminile di commentare la situazione italiana. A partire dal cammino delle nostre calciatrici nel torneo: "Innanzitutto, bisogna sottolineare l'ottimo percorso delle azzurre, sotto il profilo dell’impegno, dei risultati e del coinvolgimento mediatico e popolare".

A parlare così è Patrizia Panico. Una leggenda vivente del calcio femminile: ex attaccante, tra le altre, di Lazio e Fiorentina, oggi è ct della Nazionale maschile Under 15. Di selezione italiana, lei sì che se ne intende: detiene tutt'ora il record di reti e presenze in azzurro. La sua storia è raccontata in un libro di Valeria Ancione pubblicato lo scorso maggio, intitolato "Volevo essere Maradona".  

Torniamo al Mondiale. Se l'interesse suscitato nel pubblico resta sostenuto, la strada è ancora lunga:

Il boom d'iscrizioni nelle scuole calcio è sulla scia del Mondiale, fa piacere ma deve essere solo un punto di partenza e non di arrivo. È importante investire sul processo comunicativo e televisivo, ma non solo. È fondamentale trovare influencer che sappiano accompagnare il processo di conoscenza del calcio femminile. 

E la crescita passa per il professionismo:

Per arrivare a competere con paesi come Olanda e Stati Uniti credo sia importante continuare a professionalizzare le società. Avviare un sistema che renda le atlete professioniste per garantire loro maggiori opportunità.

Italia, il pubblico che guarda il calcio femminile

E se non tutte le bambine hanno chiesto a mamma e papà di essere iscritte a scuola calcio, né sognano di diventare le nuove Sara Gama o Barbara Bonansea, in tantissimi si sono seduti davanti alla tv per seguire l'impresa delle azzurre. Uno share significativo: la Nazionale italiana è stata vista, in media, da quasi 4,2 milioni di telespettatori.

Milena Bertolini tra i tifosiHDGetty Images

Picco, ovviamente, per i quarti di finale che hanno visto Italia e Olanda impegnate a contendersi la qualificazione. Numeri sostenuti, spiegati dalla curiosità, ma anche dalla voglia di sostenere le nostre atlete, seppur a distanza.

Sono orgogliosa del fatto che le ragazze abbiano fatto conoscere il loro calcio a tutti gli italiani, facendoli appassionare: è questo il vero successo del Mondiale.

Le parole di Milena Bertolini lo confermano: la percezione di questo sport tra il pubblico è cambiata. Le ragazze si lasciano ispirare, gli spettatori si sintonizzano alla tv, la stampa smobilita la solita schiera maschile dalle prime pagine dei quotidiani sportivi e, come fatto dalla Gazzetta dello Sport all'indomani della vittoria sulla Cina, dedica l'apertura alle azzurre. Il prossimo passo, come sottolinea Patrizia Panico, è il professionismo. Per Gabriele Gravina, ci si arriverà:

"C’è ancora molto da fare - ha dichiarato il presidente della Figc durante la nona edizione di ReportCalcio a Palazzo Madama -. Il numero delle tesserate è cresciuto ma è ancora basso. Il calcio femminile merita qualunque tipo di tutela e rispetto per la sua dignità e ne ha pieno diritto. Bisogna dare un contenuto all’espressione professionismo e accompagnare questo processo. Sì al professionismo ma ponderato e con grande attenzione, deve essere accompagnato da tutta una serie di valutazioni“. È d'accordo anche Panico:

Credo che ci sia bisogno di un avviamento, altrimenti tante società rischierebbero di scomparire.

Il cambiamento culturale è innescato, la rivoluzione delle donne nel calcio è appena iniziata.

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