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Gender Pay Gap, l'Italia resta indietro: al 17esimo posto su 24 Paesi

A parità di lavoro, in Italia è come se una donna iniziasse a guadagnare solo dalla seconda metà di febbraio.

Donna in ufficio Getty Image

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In Italia, la differenza di stipendio tra un uomo e una donna pesa più di 2.700 euro lordi annui. Lo rivela l'analisi dell'Osservatorio Job Pricing nel Gender Gap Report 2019 (giunto alla quinta edizione, la seconda in partnerhip con Progetto Libellula). Un dato allarmante. Che implica che una donna, a parità di lavoro, inizi a essere retribuita solo dalla seconda metà di febbraio. Rispetto al salario del suo vicino di scrivania uomo, dunque, è come se lavorasse a titolo gratuito per più di un mese. 

Insomma, quanto a discriminazioni di genere nel mondo del lavoro, l'Italia continua a ricoprire un ruolo tutt'altro che d'avanguardia: per quanto riguarda la condizione nei Paesi europei, il nostro si trova al 17esimo posto su 24 nazioni, nella classifica che analizza l'incidenza del gender pay gap nel settore privato. Nel settore pubblico, invece, la statistica è molto più confortante: il gap è pari al 4,1%, ed è tra i più bassi d'Europa.  

Gender GapHDGetty Images

Per allargare lo sguardo ed estenderlo alla situazione generale delle donne italiane nel panorama mondiale, il World Economic Forum ha elaborato il Global Gender Gap Index, che stima la capacità di colmare il gap sulla base di quattro indicatori: partecipazione economica e opportunità, livello d'istruzione, salute e prospettive di vita, empowerment politico.

Analizzando la situazione in 149 Paesi, il Global Gender Gap Index è in media del 68%. Una riduzione del divario tra generi che procede a ritmi lentissimi: secondo il Report, con questo trend l'ipotetico annullamento del gap globale è previsto nell'arco di 108 anni. 

Rispetto alla media, l'Italia ha un indice lievemente migliore (70,6%), e si trova al 70esimo posto nel ranking WEF, al pari di Honduras e Montenegro, di poco davanti a Tanzania e Capo Verde. Considerando solo i Paesi dell'Europa occidentale, l'Italia si colloca al 17esimo posto su 20. Davanti solo a Grecia, Malta e Cipro. 

Gender Pay Gap: i motivi 

Puntando nuovamente l'attenzione sul gender pay gap, c'è da notare che in Italia, nell'ultimo triennio, di passi in avanti ne sono stati fatti: oggi, la differenza retributiva tra uomini e donne è del 10,0%, nel 2017 era del 10,4%, nel 2016 del 12,7%. 

Una delle ragioni che determinano il gap salariale, c'è il minor numero di ore lavorative: non solo il tasso di disoccupazione femminile è maggiore di quello maschile, ma la percentuale di part-time tra le donne è al 32,4% (pari a 3.164.000 persone) contro quella dell'8,5% degli uomini (1.143.000). Un dato che si spiega con le maggiori difficoltà che le donne incontrano accedendo al mercato del lavoro, spesso inchiodate allo stereotipo del ruolo femminile, relegato alla cura della famiglia e della casa. 

Gender GapHDGetty Images

Inoltre, le donne hanno minor possibilità di fare carriera: i numeri sottolineano la persistenza di quel soffitto di cristallo che impedisce loro di farsi strada nelle posizioni più prestigiose e meglio retribuite. 

Secondo l'Istat, in Italia il 32% dei dirigenti, il 45% dei quadri, il 57% degli impiegati e il 35% degli operai sono composti da donne. Anche qui, il dato va incrociato con quello di dieci anni fa: la presenza femminile ai vertici è in crescita costante, seppur a ritmi sempre flebili. Per i ruolo dirigenziali si parte, nel 2008, da un 27%, per i quadri dal 41%. 

Nulla che sia sufficiente per ritenere definitivamente infranto il soffitto di cristallo: nei consigli d'amministrazione delle società quotate, le donne sono ormai al 33,6% (7,4% nel 2008), ma solo l'11,3% ha cariche esecutive. 

Infine, le donne ricevono uno stipendio più leggero semplicemente perché, a parità di ruolo e lavoro, gli uomini continuano a guadagnare di più rispetto alle colleghe. Un dirigente di genere femminile guadagna circa 7.700 lordi in meno di un uomo, mentre per i quadri la differenza è di 2.000 euro, 2.800 per gli impiegati e 2.500 per gli operai. 

Gender GapHDGetty Images

Ancora più indicativo, sotto questo aspetto, notare come la differenza retributiva sia più vantaggiosa per gli uomini nei settori in cui l'occupazione femminile è maggiormente significativa: tutte le industry in cui le donne hanno una retribuzione media superiore agli uomini, si distinguono per un livello di occupazione femminile inferiore al 40%. Piccoli passi in avanti, dunque, ma non ancora sufficienti: la strada verso la parità è ancora lunga. 

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