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La Sardegna vara l'RDL, per le donne vittime di violenza

Approvata all'unanimità, la legge Regionale 33 del 2018 è la prima, in Italia, a fornire un contributo concreto ed economico per le donne maltrattate.

Violenza sulle donne: la Sardegna promuove una legge regionale iStock

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Nel nostro paese la violenza sulle donne è un problema che continua a crescere di giorno in giorno. La causa, in parte, è da ricercare in “una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi”, come afferma Patrizia Desole, Consigliera Pd del comune di Olbia. A questo aggiunge:

È figlia del patriarcato.

Le donne vittime di violenza spesso rimangono in una posizione di sudditanza anche a causa della scarsa indipendenza economica. Non avendo la possibilità di auto-sostenersi – e, in caso di figli, di sostenerli – si astengono dal denunciare e restano con gli uomini che abusano di loro.

Il nuovo reddito di libertà è una vera rivoluzione nell'ambito della giurisdizione. Grazie a 300 mila euro di fondi le donne potranno ricevere un cospicuo contributo per rendersi autonome a livello personale, sociale ed economico. 

Per le finalità di cui all’articolo 1, anche in attuazione dell’articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali)), è istituito il reddito di libertà (RDL) quale misura specifica di sostegno per favorire, attraverso l’indipendenza economica, l’autonomia e l’emancipazione delle donne vittime di violenza domestica in condizioni di povertà, nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy e protezione dei dati. 

Per la prima volta in Italia alle donne verrà quindi garantito un aiuto concreto. Oltre al contributo economico, infatti, ci saranno altre agevolazioni come borse di lavoro, un contributo per il canone d'affitto, programmi personalizzati per il reinserimento lavorativo e la possibilità di ricevere un affido familiare. Diverse case popolari, poi, verranno assegnate alle giovani con il reddito più basso.  

L'RDL verrà corrisposto a chi denuncia il proprio persecutore, per un periodo che va dai dodici ai trentasei mesi. Il tutto regolato da un sistema di graduatoria che favorirà chi ha meno soldi o ha una discriminazione multipla – ad esempio una disabilità.

Donne e violenze: la Sardegna promuove una legge regionale per aiutarleHDiStock

Tra qualche mese, finalmente, l'RDL diverrà concreto nelle province di Olbia e Nuoro: per l'attuazione verranno stanziati altri 300 mila euro. A varare questa legge regionale è stata la Sardegna, già all'avanguardia sul tema grazie alla legge n.8 del 7 agosto 2007 che anticipa la Convenzione di Istanbul e che promuove “Norme per l’istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittime di violenza”.

Per la formulazione del reddito di Libertà è stata presa come modello la Spagna, nazione molto evoluta sul tema e attenta ai diritti delle donne. La prima firmataria è stata, invece, Alessandra Zedda di Forza Italia, attuale assessore regionale del Lavoro.

La proposta di legge è stata subito accolta con unanimità. Possiamo sperare che si tratti di un primo caso al quale seguirà una normativa a livello nazionale?

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