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Judi Dench contro il festival della carne di cane di Yulin in Cina: 'È un commercio crudele'

Dame Judi Dench si schiera contro l'atroce ricorrenza del festival della carne di cane di Yulin, in Cina, sostenendo una petizione internazionale.

L'attrice Judi Dench al Chelsea Flower Show Getty Images

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Il festival della carne di cane di Yulin, in Cina, riapre i battenti oggi, 21 giugno, nonostante sia sempre più un evento ampiamente criticato dalla comunità internazionale come da tanti connazionali. Tra le voci che si sollevano contro questa terribile usanza c’è anche quella di Dame Judi Dench.

L’attrice inglese, infatti, sostiene una petizione diretta al presidente cinese Xi Jinping per fermare il festival:

Mi riempie di tristezza pensare che il Festival della Carne di Cane di Yulin stia di nuovo per iniziare.

E prosegue: “Voglio mandare questo messaggio come simbolo della mia solidarietà con tutte le migliaia di persone in Cina che si schierano contro il commercio di carne di cane, che amano i loro cani e gatti proprio come noi, ma che vivono il terribile dolore di subire il furto da parte dei ladri di cani”.

Si tratta di una fiera di carne di cane, di cui viene fatto commercio in modo piuttosto barbarico: gli animali vengono trattati e uccisi in modo inumano, e spesso rubati ai padroni per poter diventare proprio carne da macello. Ricky Gervais, Lisa Vanderpump e Simon Cowell.

Non riesco a immaginare la sofferenza di quei poveri cani, e spero davvero che presto questo commercio crudele smetta.

La petizione cui ha aderito Dame Judi Dench è stata lanciata dalla Humane Society International (chi ha lo stomaco forte può visitare il loro profilo Instagram), e la direttrice dell’organizzazione, Claire Bass, ha fatto eco alle parole dell’attrice dicendo: “Il commercio di carne di cane in Cina è innanzitutto crimine e crudeltà. Il festival di Yulin è un piccolo ma angosciante esempio di un commercio incredibilmente crudele gestito da ladri e venditori di cani che regolarmente rubano animali in pieno giorno usando frecce avvelenate e cappi, sfidano le leggi di sicurezza e di salute pubblica, e causano sofferenze orrende, tutto per della carne che la maggior parte della gente in Cina non consuma”.

Non ci sono davvero parole per descrivere l’atrocità di questa tradizione.

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