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Svizzera, le donne in piazza per chiedere uguaglianza negli stipendi

A oggi le donne svizzere percepiscono stipendi medi minori del 19% rispetto ai colleghi uomini. E una su cinque ha subito delle molestie sessuali sul posto di lavoro.

Protesta in piazza delle donne per l'uguaglianza sul lavoro Getty Images

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Sono scese in piazza, hanno fatto sentire la loro voce. Le donne in Svizzera si sono mostrate unite, mettendo in evidenza il loro carattere e rivendicando i loro diritti. Una protesta simbolica, che ha coinvolto centinaia di migliaia di manifestanti sparse in tutto il territorio elvetico.

Che nonostante sia considerato storicamente come uno dei paesi più ricchi, all'avanguardia e organizzati d’Europa, evidentemente ha ancora qualche lacuna da colmare, soprattutto per quanto riguarda l’uguaglianza di genere e il rispetto della figura femminile nei posti di lavoro.

Nonostante nel 1981 la parità tra i sessi fosse stata sancita dalla costituzione, oggi le donne svizzere guadagnano in media ancora il 19% in meno degli uomini. Non una novità, tra l'altro, che questo Paese sia indietro rispetto al resto dell’Europa su certi temi. Tanto per fare un esempio, bisogna tornare indietro solo al 1971 per trovare l’introduzione del diritto di voto femminile e fino al 1985 una donna che aveva intenzione di lavorare o aprire un conto in banca, doveva presentare preventivamente l’approvazione del marito. Che dire poi del congedo di maternità, previsto per legge a partire dal 2005.

Protesta delle donne per rivendicare i loro diritti sul lavoroHDGetty Images
Diritti sul posto di lavoro, le donne protestano

Svizzera, protesta nazionale delle donne per uguaglianza sul lavoro

Insomma, la storia insegna che serve un po’ di più alla Svizzera per stare al passo con i tempi sotto questo aspetto e la manifestazione andata in scena a livello nazionale lo conferma: le donne hanno protestato per via del salario, mediamente minore del 19% rispetto agli uomini nei lavoro omologhi. Ad aggravare la situazione, poi, anche un recente sondaggio di Amnesty International è stato rivelato che una donna su cinque della popolazione femminile elvetica abbia subito molestie sessuali.

Così, a distanza di quasi 30 anni da quando le svizzere scesero in piazza per la prima manifestazione nazionale per la parità dei diritti (evento cui parteciparono ben 500mila persone), nel 2019 è arrivato il momento di far alzare di nuovo la voce e mostrare, con educazione e rispetto, il proprio disappunto. Le partecipanti, tutte indossando qualcosa di viola, si sono radunate nelle piazze la scorsa settimana, mandando un messaggio chiaro alle istituzioni.

A livello simbolico la Cattedrale di Losanna è stata illuminata di viola, a Basilea è stato proiettato il simbolo femminista del pugno chiuso presso la sede della ditta farmaceutica Roche e a Berna il Parlamento ha interrotto per 15 minuti i lavori in segno di solidarietà. Non tutti però hanno preso bene la protesta: alcuni datori di lavoro, infatti, avevano minacciato le loro dipendenti con una multa nel caso in cui avessero aderito alla manifestazione. Non sono riusciti comunque a fermare il desiderio d’uguaglianza della popolazione svizzera. Le donne sono scese comunque in piazza e hanno fatto sentire la loro voce.

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