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Gli occhi dei cani si sono evoluti per diventare espressivi da quando convivono con l’uomo

I cani hanno sviluppato due muscoli in più rispetto ai loro parenti più prossimi, i lupi, per poter avere maggiore espressività nell'interagire con l'essere umano, da quando abbiamo iniziato ad addomesticarli, oltre trentamila anni fa.

Gli occhi imploranti di un cane iStock

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I cani sono gli animali che più di - quasi - qualsiasi altra specie al mondo cercano il contatto visivo con l’essere umano, e chi vive a stretto contatto con il proprio amico a quattro zampe sa che con uno sguardo sono in grado di comunicare un’ampia gamma di espressioni.

Questo è possibile perché, grazie all’evoluzione che la loro specie ha subito da quando l’uomo ha cominciato ad addomesticarli, il loro muso ha raggiunto una complessità strutturale che manca, ad esempio, ai loro parenti più prossimi, ovvero i lupi.

Uno studio pubblicato il 17 giugno nella rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences indica infatti che nella struttura facciale dei cani ci sono due muscoli responsabili di quelle espressioni che sciolgono i nostri cuori quando sollevano le sopracciglia.

Per lo studio, un team di ricercatori del Dog Cognition Centre presso la University of Portsmouth ha esaminato due dei muscoli che servono ad ingrandire gli occhi del cane, facendoli apparire più grandi, con lo sguardo obliquo e obiettivamente più accattivante: si tratta del muscolo retractor anguli oculi lateralis (RAOL) e del muscolo levator anguli oculi medialis (LAOM), che connettono l’anello del muscolo attorno all’occhio del cane rispettivamente alla fine del sopracciglio e al di sopra di esso.

Nel 2017, l’autore principale dello studio, Juliane Kaminski, aveva notato che i cani muovono le loro sopracciglia più spesso se un essere umano sta prestando loro attenzione, e meno quando vengono ignorati o gli si dà del cibo, deducendo dunque che quel movimento è in certa misura volontario. Da parte nostra, quando il cane si comporta così, noi esseri umani rispondiamo in modo più positivo, e per entrambi (animali e uomini) il momento in cui gli sguardi si incontrano provoca il rilascio subitaneo di un'ondata di oxitocina.

Un cane con espressione languidaiStock

Tutto ciò è il risultato di secoli di evoluzione e crescita, che ha separato i cani dai lupi circa 33mila anni fa, quando è iniziato l’addomesticamento dei cani da parte dell’essere umano. In particolare, i muscoli che sollevano il sopracciglio sembrano essere proprio un’aggiunta all’anatomia canina, assente nella struttura dei quattro lupi grigi studiati dai ricercatori. Questi muscoli erano molto ben formati e forti, invece, in cinque delle sei razze di cani esaminate, mentre nella sesta - ovvero il Siberian Husky, la più antica e più simile al lupo - non è stato rinvenuto il RAOL.

Da un punto di vista evolutivo, inoltre, il tempo trascorso dal manifestarsi della divergenza dai lupi è molto breve per poter far sviluppare due nuovi muscoli. Questo significa che a stimolare un tale cambiamento deve esserci stata una forza molto importante: l’uomo. Come spiega Haley Weiss nel riportare questa scoperta per The Atlantic, “noi creiamo una profonda connessione con gli animali che sanno esagerare le dimensioni e l’ampiezza dei propri occhi, cosa che li fa sembrare come i nostri bambini e fa scattare il nostro istinto di protezione”. Noi rispondiamo meglio ai cani con espressioni “infantili” ed è stato provato che i cani che usavano di più il RAOL e il LAOM venivano adottati più facilmente.

Brian Hare, direttore del Canine Cognition Center presso la Duke University’s afferma:

Questi muscoli si sono evoluti durante l’addomesticamento, ma quasi certamente per via del vantaggio che davano ai cani nelle interazioni con gli umani, di cui noi umani eravamo inconsapevoli.

Insomma, i cani hanno capito come conquistarci già oltre trentamila anni fa!

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