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La bellezza di Patti Smith trionfa a Verona: il concerto della leggendaria cantante

Due ore scarse di musica, in grado di contenere autentici capolavori della beat generation: il concerto di Patti Smith al Festival della bellezza di Verona è stato un evento indimenticabile.

Patti Smith, vestita di nero, canta al microfono, accompagnata da un pianista Getty Images

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La prima immagine, la più bella, è la conclusione: fiumi di persone non più in grado di rimanere sedute sulle poltroncine dello splendido teatro Romano, ma lanciatesi a bordo del palco, per cantare Because the Night. La sicurezza pronta a intervenire, ma impotente di fronte al sorriso della protagonista della serata, Patti Smith: "It's ok, it's ok". Instantanea di una serata musicalmente perfetta, quella dell'11 giugno, acme emotivo dell'edizione 2019 del Festival della Bellezza di Verona.

La bellezza è Because the Night, la bellezza è Patti Smith che canta accompagnata da sua figlia al pianoforte, la bellezza sono le cover dei brani di Neil Young, di Lou Reed, dei Velvet Underground. In grado però di essere parte quasi di un'unica discografia, omogenea: quella di una generazione, la beat generation.

Patti Smith, in piedi, vestita di nero, canta al microfono con le braccia aperte e gli occhi chiusiHDGetty Images
Patti Smith in concerto

La cornice è splendida: il teatro Romano di Verona. A salire sul palco è Jesse, la figlia 36enne di Patti Smith. Accompagnandosi al piano, affiancata dal solo batterista Jay Dee Daugherty, canta un brano, prima di salutare il pubblico con un lungo discorso in italiano. Quindi, a raggiungere i due sul palco sono il bassista Tony Shanahan, il chitarrista Lenny Kaye e, naturalmente, lei: Patti Smith.

L'inizio del concerto è sulle note di Wing, brano risalente al '96, inserito in Gone Again. Patti Smith è allegra, scherza con il pubblico, ringrazia Verona, città che dice di amare molto. Ma la ringrazia anche per un motivo estremamente personale: l'unica città in cui un ottico sia riuscito ad aggiustarle gli occhiali, dopo i "no" ricevuti tra Londra e la Germania.

La bellezza sta nel pubblico: anagraficamente eterogeneo. Da un lato i coetanei di Patti Smith, "insospettabili" nei loro abiti eleganti, ma incontenibili nel cantare a gran voce il ritornello di Because the Night. Dall'altro gli adolescenti: persino neanche figli, ma nipoti di chi ha vissuto la beat generation. Seconda canzone in scaletta è Ghost Dance, brano uscito nel 1976, ma reinciso appena quattro anni fa: tanto per far capire al pubblico veronese che il folk rock è vivo e lotta insieme a noi. Quindi un altro brano del nuovo millennio: Bleaken Year. Patti Smith sul pubblico ride, scherza, rifà un paio di attacchi delle canzoni, balla. L'età - i suoi 72 anni - non sono che un numero, ingannevole, fittizio.

Si rivolge ai tanti ragazzi presenti al teatro: dedica loro la serata, la dedica alla giovinezza e all'amore, tanto cari alla città di Verona, di Giulietta e Romeo. Quindi la serata prosegue con Dancing Barefoot e Hard Rain: la stessa pioggia che Patti Smith è riuscita ad arrestare per l'intera serata. Le previsioni minacciavano temporale, eppure - quasi fosse un sortilegio - la prima goccia è caduta terminata l'ultima canzone della scaletta: poteri della musica! Quindi un intermezzo a opera della band: sulle note di I'm Free di The Soup Dragons e di Walk on the Wild Side dei Velvet Underground. E, a seguire, un'inaspettata versione di Happy Birthday to You, cantata dal palco e rivolta a Tony, padre della sua manager modenese.

Primo piano di Patti Smith, che sorrideGetty Images
Patti Smith: un concerto a Verona

La conclusione, sulle note di Because the Night, con le sedie del teatro Romano finalmente libere da presenze troppo eccitate per rimanere sedute. E, a concludere il concerto, il bis, sulle note di People Have the Power: un unico coro transgenerazionale, in grado di abbracciare decenni. Nemmeno due ore di musica, che però valgono una vita. Patti Smith si è presa Verona e Verona si è presa Patti Smith.

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