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10 consigli per prendersi cura delle piante durante l'afa dell'estate

Con le temperature alte e il vento caldo dell'estate le piante nelle nostre case e giardini devono essere aiutate a sopravvivere al meglio. Ecco alcuni accorgimenti utili per prendersene cura durante l'afa estiva.

piante e utensili da giardino iStock

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L’estate è arrivata tardi e all’improvviso, facendo schizzare in alto le temperature da un giorno all’altro, e proprio come noi, anche le piante devono adattarsi al nuovo clima. 

Sebbene le previsioni per la stagione non siano concordi, stiamo di certo per affrontare i mesi più caldi e probabilmente più secchi dell’anno, quindi è bene tenere a mente una serie di accortezze per aiutare le nostre piante a superare l’afa estiva

Infatti, sia le piante collocate in piena terra che - soprattutto - quelle che albergano in vasi e fioriere nei giardini, sui balconi o sui terrazzi, devono essere trattate nel modo giusto per poter far fronte alle ore di sole cocente ma anche alle folate di vento sempre più intense che caratterizzano le nostre stagioni, e che sono altrettanto deleterie per le piante, asciugando il terreno tanto quanto i raggi del sole. 

Ecco dieci consigli utili su come proteggere le piante dal calore estivo. 

  1. Annaffiature abbondanti
  2. Innaffiare solo di mattina o di sera
  3. Far abituare le piante progressivamente
  4. Utilizzare i sottovasi
  5. Proteggere con pacciamatura i vasi
  6. Usare vasi in ceramica o cotto
  7. Dove posizionare le piante
  8. Sospendere la fertilizzazione
  9. Non sprecare l’acqua
  10. Controllare le piante regolarmente

1. Annaffiature abbondanti, regolari ma non troppo frequenti

Una donna innaffia le pianteHDiStock
Col caldo è bene dare acqua in modo abbondante ma non tutti i giorni piuttosto che poca e spesso

Una degli accorgimenti più importanti è far abituare le piante gradualmente a un ritmo di irrigazione costante: è bene dare acqua in modo abbondante ma non tutti i giorni piuttosto che poca e spesso.

Se si tratta di vasi, bisogna continuare a bagnare il terreno finché non vediamo che l’acqua esce dai fori. Se ci si limita a bagnare la superficie del terreno, infatti, si limita la crescita delle radici, che si indeboliscono. Invece assicurando che l’acqua penetri in profondità, riuscirà a rimanere nei pressi della pianta più a lungo, permettendo alle radici si di assorbirla anche successivamente e mandarla al resto della pianta quando quella superficiale sarà già evaporata.

Tendenzialmente vanno bene annaffiature due volte alla settimana, nei periodi di maggior caldo o in caso di vasi di piccole dimensioni, o ancora per piante esposte in pieno sole, anche tre. Sebbene infatti potremmo vederle morire per carenza d’acqua, anche un eccesso di irrigazione può essere letale: alcune specie più di altre sono soggette al marciume radicale (i pelargonium, noti comunemente come gerani, sono tra queste), dunque è bene informarsi prima e annaffiare sempre solo quando il terreno si è asciugato.

Per capire se il terreno ha bisogno di essere bagnato di nuovo infilate un dito nel terreno, che deve essere asciutto anche a qualche centimetro di profondità. Qualora percepiate la terra bagnata in profondità, aspettate magari il giorno dopo prima dare nuovamente l’acqua alla pianta, se invece la terra è appena umida, innaffiatela solo un po’, senza esagerare.

2. Innaffiare solo di mattina o di sera

Una ragazza innaffia un vaso in casaHDiStock
D'estate è bene scegliere d'innaffiare la mattina o la sera, quando le temperature sono più basse

Nei periodi di sole cocente innaffiare le piante nel mezzo della giornata è assolutamente sconsigliato, anche se vedessimo la pianta in condizioni di sofferenza. Bisogna anzi scegliere la mattina o la sera, quando le temperature sono più basse.

In questo modo l’acqua evaporerà meno in fretta, quindi la pianta potrà assorbirne di più e più a lungo, riuscendo a resistere meglio fino all’annaffiatura successiva.

Altra regola d’oro da ricordare sempre: evitare di bagnare direttamente le foglie, non tanto per il pericolo di “bruciarle” (secondo quella teoria, confutata da uno studio di qualche anno fa, per cui le gocce d’acqua funzionerebbero da lente che concentra i raggi del sole in un punto specifico, bruciando la foglia), ma perché talvolta la composizione dell’acqua usata per innaffiare può provocare malattie.

3. Far abituare le piante progressivamente

Una bambina innaffia piante in giardinoHDiStock
Già in primavera bisogna far abituare progressivamente le piante ai ritmi d'irrigazione regolari che adotteremo in estate

Sebbene il cambio di stagione sia stato repentino, tendenzialmente è bene cominciare a portare all’esterno i vasi che custodivamo al riparo durante l’inverno già durante la primavera, e far abituare tutte le piante, anche quelle collocate in piena terra (quando ovviamente la pioggia non basta), al ritmo di irrigazione che vogliamo raggiungere in estate in modo progressivo, facendo bene attenzione alle necessità di ciascuna.

Ad esempio, una pianta con le foglie molto ampie potrà dare segni di appassimento nelle ore più calde della giornata molto più rapidamente di quelle a foglie piccole, perché è maggiore il processo di traspirazione (evaporazione attraverso le foglie): in quel caso si dovrà aumentare la quantità d’acqua nei giorni di sole e di vento, in modo che la pianta abbia sufficiente irrigazione fino all’annaffiatura successiva.

4. Utilizzare sottovasi

Vasi di piante con sottovasiHDiStock
Usare un sottovaso permetterà alla pianta di trovare acqua da sola quando sarà in carenza d’idratazione

Un formidabile alleato di ogni giardiniere nei periodi di siccità sono i sottovasi: essi permettono all’acqua di rimanere nei pressi delle radici, che l’assorbiranno quando si troveranno in carenza d’idratazione tra un’annaffiatura e l’altra. Anche in questo caso, però, bisogna evitare i ristagni troppo a lungo nelle piante che non amano vivere “coi piedi bagnati”, come per esempio le begonie. L’unico inconveniente è che l’acqua stagnante può attirare le zanzare, ma è un male necessario che si può combattere in altri modi.

Sottovaso per piante

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5. Proteggere con pacciamatura il terreno

Aiuola con pacciamaturaHDiStock
La pacciamatura aiuta a trattenere l'acqua nel terreno, impedendole di evaporare troppo in fretta

Dato che garantire l’umidità sufficiente è la parola d’ordine nei giorni di forte calore o vento, un metodo che può aiutare a trattenere acqua nel terreno è quello della pacciamatura, ovvero la ricopertura del terreno con materiali (come la corteccia, la paglia o le foglie secche) che impediscano all’acqua di evaporare troppo in fretta e nel frattempo aiutano anche a rallentare la comparsa di erbe infestanti.

C’è chi consigli anche di mischiare questi materiali al terriccio, e non limitarsi a poggiarli attorno al colletto della pianta. Una cosa da ricordare, però, è che questo strato di materiale renderà lievemente più difficoltosa la penetrazione dell’acqua nel terreno, quindi magari si dovrà prolungare l’annaffiatura.

Altro trucco che funziona soprattutto nei vasi, ma anche con le piante a terra, è quello di usare argilla espansa, che si può acquistare facilmente nei negozi di prodotti per l’edilizia, oltre che (a prezzi maggiori) nei garden center. Basterà metterne uno strato di due/tre dita sul fondo del vaso o della buca in giardino prima di riempirli di terra e di collocarci la pianta, e si garantirà il giusto drenaggio dell’acqua, trattenuta dalle perle di argilla quanto basta per mantenere umide le radici senza ristagni.

Biglie di argilla

Compo

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6. Usare vasi in ceramica o cotto

Vasi impilati di terracottaHDiStock
Il cotto o la ceramica favoriscono la traspirazione del terreno ed evitano il surriscaldamento delle radici

Materiali come la terracotta o la ceramica sono porosi e traspiranti, e aiutano la terra a mantenersi più umida nei periodi caldi, mentre i vasi plastica o resina, seppur pratici perché infrangibili e più leggeri da trasportare, hanno l’inconveniente di surriscaldare il panetto di terriccio che avvolge le radici, contribuendo al “malessere” della pianta.

Se poi il vaso è collocato su pavimenti che si arroventano, bisognerà tenerne conto nel calcolo del ritmo di annaffiature e per decidere la collocazione del vaso stesso (rispetto alle necessità di esposizione al sole).

7. Dove posizionare le piante

Una donna sposta un vaso di nastrinoHDiStock
Le piante devono essere collocate in punti di casa o del giardino in cui venga assicurato loro il giusto tipo di luminosità

Uno degli errori più comuni nel giardinaggio è quello di non tener conto delle necessità di esposizione rispetto al sole o all’ombra della pianta. Infatti, le varie specie vegetali non solo hanno tolleranze diverse per quanto riguarda le temperature massime e minime o rispetto alla capacità di resistere a periodi di siccità, ma devono anche essere collocate in punti di casa o del giardino in cui venga assicurato loro il giusto tipo di illuminazione. Così un’ortensia preferirà la mezz’ombra fresca e morirà sui balconi assolati, mentre una margherita fiorirà rigogliosa se le si garantisce il giusto numero di ore di sole. 

Anche le piante che in genere amano il pieno sole, se sono collocate in vasi in punti assolati che nei periodi di afa si arroventano, dovranno essere controllate molto più spesso per capire se hanno maggiore bisogno di acqua, dunque la soluzione migliore è scegliere una posizione un po’ meno esposta alla luce diretta del sole (o che lo sia, ma per meno ore), e metterla lì al riparo una volta per tutto il periodo di afa, perché le piante non amano essere

Le piante che sono molto giovani o hanno subito danni possono beneficiare invece di ombra temporanea, quando il sole diretto potrebbe bruciare le loro foglie: in quel caso basterà schermarle con teli che filtrino la luce o spostarle finché non si sono riprese.  

8. Sospendere la fertilizzazione

Una paletta con del fertilizzante granulareHDiStock
Nei periodi di afa è bene sospendere la fertilizzazione, che spinge la pianta ad aver maggiore bisogno di acqua

Nonostante i cicli di fertilizzazione delle piante siano diversi a seconda del tipo di specie da trattare, è sempre vero che concimare nel modo corretto prevede l’uso di molta acqua, e quando le temperature diventano molto alte è meglio evitare di aumentare il bisogno d'irrigazione. Nei periodi di maggior calore le piante rallentano naturalmente la produzione di fiori e frutti per risparmiare risorse idriche, quindi è bene aiutarle sospendendo la fertilizzazione.

Inoltre, specialmente nel caso di piante perenni ormai ben stabilite, procedere alla fertilizzazione a metà estate significa spingere l’esemplare a crescere a dismisura e troppo a ridosso dell’arrivo del freddo, quindi non farebbe in tempo a prepararsi alla stagione invernale.

9. Non sprecare mai l’acqua

un secchio pieno di acqua piovanaHDiStock
In periodi di siccità, è bene non sprecare l'acqua e se possibile raccogliere quella degli eventuali acquazzoni improvvisi

Poiché l’acqua è una risorsa indispensabile per tutti noi, oltre che per le piante, se possibile è bene evitare di sprecarne. Nei giorni di pioggia, anche durante l’estate, è inutile tenere accesi anche i sistemi d'irrigazione automatica, che tra l’altro potrebbero portare a ristagni nocivi.

Se ne abbiamo la possibilità, poi, possiamo lasciare bacinelle e secchi in punti che raccolgano bene l’acqua piovana, per usarli poi al momento di innaffiare le nostre piante. C’è chi consiglia di usare l’acqua di cottura della pasta una volta raffreddata, ma poiché quella contiene sale si tratta di una pratica da evitare.

10. Controllare le piante con regolarità

Un ragazzo controlla lo stato di alcune pianteHDiStock
Quanto più impariamo a osservare da vicino il “comportamento” delle piante, tanto più riusciremo a capire le loro necessità

Sembrerà una banalità, ma quanto più impariamo a osservare da vicino il “comportamento” delle piante, tanto più riusciremo a capire le loro necessità, anche in fatto d'irrigazione. Se per motivi di lavoro non possiamo però osservare le loro condizioni sotto il sole estivo durante la giornata, almeno dovremmo preoccuparci di dare un’occhiata quando torniamo a casa, e se per caso le vediamo sofferenti ancora nel tardo pomeriggio o di sera, quando la temperatura è più bassa, anche se non è il giorno destinato a innaffiare, possiamo aiutarle con un po’ d’acqua.

Col tempo impareremo presto a capire quali esemplari possono fungere da sentinella in questo senso: se quelle che in genere resistono bene da un’innaffiatura all’altra mostrano segni di sofferenza, con i rami e le foglie che si afflosciano, sapremo che è il caso di controllare anche l’umidità del terreno delle altre e in caso di bisogno, procedere all’irrigazione.

Una volta presa confidenza con queste abitudini, potremo goderci anche noi l’estate con piante belle e in salute!

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