Stai leggendo: Negare l’aborto a una donna è peggio per il suo fisico che permetterlo, dice uno studio

Letto: {{progress}}

Negare l’aborto a una donna è peggio per il suo fisico che permetterlo, dice uno studio

Un nuovo studio ha affermato che in molti casi impedire a una donna di abortire ha conseguenze peggiori per la sua salute che non procedere all'interruzione della gravidanza.

Protesta contro le leggi anti-aborto Getty Images

2 condivisioni 0 commenti

Il dibattito sull’aborto è una delle questioni più delicate che periodicamente interessano la nostra società, e gli argomenti a favore o contrari alla pratica dell’interruzione della gravidanza spesso fanno riferimento anche alle conseguenze che ha sul fisico delle donne.

Uno studio pubblicato lunedì 10 giugno e condotto su pazienti di 30 cliniche per l’aborto negli Stati Uniti afferma che in molti casi negare a una donna la possibilità di abortire peggiora la sua salute.

Gli studiosi hanno analizzato dati provenienti dal Turnaway Study, che aveva esaminato gli effetti delle gravidanze indesiderate sulle vite delle donne. Pubblicata nel 2014, questa ricerca aveva studiato le vite delle donne che volevano abortire, ma in alcuni casi non avevano potuto farlo perché avevano già superato il limite di tempo nella gestazione.

Altri studi che avevano utilizzato i dati del Turnaway avevano dimostrato che l’aborto è più sicuro del parto, per quanto riguarda la salute fisica della donna nell’immediato, ma non era ancora stata effettuata una ricerca sull’impatto che queste procedure hanno sulla donna in tempi più lunghi.

Uno degli scienziati del Turnaway Study, Dr. Lauren Ralph, ha condotto il team di ricercatori del nuovo studio, pubblicato negli Annals of Internal Medicine, e al riguardo ha detto:

Nel complesso, il nostro studio indica che subire un aborto non è dannoso per la salute di una donna, ma vedersi negata la possibilità quando si intende abortire può esserlo.

La ricerca ha esaminato la salute di 874 donne che si sono rivolte a 30 cliniche americane per l’aborto tra il 2008 e il 2010. Tra di loro, 327 hanno abortito nel primo trimestre, 382 nel secondo e 163 hanno partorito. Con cadenza semestrale nel corso di cinque anni, queste donne hanno poi fornito informazioni via telefonica sullo stato della loro salute, permettendo così agli scienziati di scoprire che quelle che avevano subito l’aborto non stavano peggio di chi invece aveva dato alla luce i propri figli nel corso dei cinque anni.

C’erano però delle differenze tra i gruppi: quelle che avevano partorito riportavano costantemente di avere più problemi di salute di quelle che non l’avevano fatto. Per esempio, cinque anni dopo che gli era stato impedito di abortire, il 27% delle donne aveva valutato la propria salute come “discreta” o “cattiva”. Nell’altro gruppo, solo il 20% aveva dato giudizi simili.

Ancora, le donne diventate madri riportavano più spesso mal di testa, cefalee e dolore articolare rispetto a chi aveva abortito. Due donne che hanno portato a termine la gravidanza sono morte poco dopo il parto, per motivi derivati dalla gravidanza stessa, dopo che era stato loro impedito di abortire. Nel commentare queste morti, il dott. Ralph ha detto che sono “motivo di riflessione”: "Ora, trattandosi di casi così rari non possiamo valutarne l’impatto statistico, ma quanto meno possiamo dire che queste morti avrebbero potuto essere evitate se queste donne avessero potuto ottenere il servizio medico che volevano”.

Al momento gli stati americani continuano a ridurre l’accesso alle procedure di aborto, scatenando la reazione delle donne che vogliono invece avere la libertà di scegliere e con loro tante celebrità che hanno deciso di sostenere pubblicamente la lotta contro la legislazione antiabortista.

L’argomentazione per cui l’aborto danneggia le donne o che ridurre l’accesso all’aborto sia necessario per proteggere la salute delle donne non è supportata dai nostri dati.

Queste le parole della dottoressa Ralph. Cosa pensate delle leggi che limitano la possibilità di abortire entro confini temporali e condizioni molto restrittive?

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT AUTUNNO/INVERNO