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In Sud America il primo quartiere realizzato con la stampa 3D: sarà dedicato ai senzatetto

I nuovi proprietari, secondo le previsioni, potranno entrare nelle loro case entro l'inizio del 2020. Resta ancora ignoto il luogo: sarà in America Latina, ma dove precisamente non è ancora stato svelato.

Edifici ed alberi. iStock.

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Il futuro è cominciato già. Lo cantava Luciano Ligabue, le notizie che giungono dall’America Latina non fanno che confermarlo. È qui che, tra meno di un anno, nascerà il primo quartiere composto unicamente da case stampate in 3D. E, cosa ancora più importante, studiato per sopperire al problema dei senzatetto

Immaginate di fare una passeggiata in una valle desolata e vedere intorno a voi solamente erbacce ed alberi senza frutto. E poi, appena un giorno dopo, erigersi davanti ai vostri occhi palazzi ed edifici magnifici. Può sembrare fantascienza, eppure presto sarà realtà.

Le abitazioni che andranno a colorare il primo quartiere originato dalla stampa 3D verranno costruite in sole 24 ore della società Fuseproject,in collaborazione con New Story e ICON. Il luogo scelto è ancora top secret e verrà svelato solo quando - (seppur non) è proprio il caso di dirlo… - verrà gettata la prima pietra.

Pronte, secondo le previsioni, non oltre l’inizio del 2020, le case offriranno tutti i confort necessari e un certo margine di personalizzazione ai nuovi proprietari: a partire dal numero delle stanze (o due o tre a seconda dell’occorrenza) fino ad arrivare al colore delle tinte esterne.

La sfida ai metodi tradizionali di edificazione prende piede dal desiderio di costruire comunità sostenibili con tecnologie all’avanguardia e porre definitivamente fine al problema dei senzatetto in America Latina. Il quartiere, infatti, sarà a misura dei più bisognosi e destinato a coloro che vivono in ristrettezza economica. Come confermato da Yves Béhar, fondatore di Fuseproject, che ha assicurato:

Vogliamo dare alle famiglie che vivono con meno di 200 dollari al mese l’accesso ad alloggi sicuri che forniscano riparo da ogni pericolo.

E voi cosa ne pensate? Non vi sembra un progetto che meriterebbe attenzione anche da noi?

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