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Una casa sicura per le donne afghane: nasce il progetto After Shelter

Fornire un sostegno concreto per le donne di Kabul. L'idea di Cisda e Hawka è quella di costruire un rifugio in cui le donne possano vivere insieme ai propri figli e dargli la possibilità di studiare e imparare un mestiere.

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"Di sicuro sarei morta se non fossi entrata nella casa protetta. Gli incubi si allontanano, le ferite sbiadiscono. Restano disegnate dentro me. Ho di nuovo un volto nello specchio e guardo dritto davanti a me." Questa è una delle prime frasi che vengono pronunciate nel video di presentazione del progetto After Shelter. Parole che ribadiscono, ancora una volta, il difficile ruolo delle donne in una società come quella afghana, dove le violenze e i soprusi contro il sesso femminile sono all'ordine del giorno.

E dove il ruolo della donna è da sempre schiacciato da una visione maschilista del mondo.

“Sono nata in villaggio nella provincia di Parvan. Non è stato un giorno di festa, no. Solo la furia di mio padre: terza figlia femmina... una vergogna” E poi ancora:

Avevo 11 anni. Lui 40. Non sapevo niente di niente. È questo essere mogli? È questo essere donne?

Sole, ripudiate dai propri cari, queste giovani donne trovano asilo in un rifugio, lo “Shelter”. Qui ricevono protezione, assistenza legale, medica e psicologica. Poi, una volta che l'iter legale e la riabilitazione volgono al termine, possono uscire per iniziare, finalmente, una nuova vita.

Tuttavia per molte di loro tutto questo risulta difficile, se non impossibile. Rifiutate dalle famiglie, senza sostegno economico né un posto dove andare, non hanno altra soluzione che vagare allo sbando e finire vittime di un nuovo sopruso. Oppure rimanere allo Shelter che, però, alla lunga, si rivela a sua volta una gabbia.

Donna afghana: Cisda e il progetto After ShelterHDiStock

After Shelter è un progetto nato da 9 anni che mira alla costruzione di una Casa Sicura, dove le donne possano vivere liberamente tra loro, una volta abbandonati i Centri di Aiuto Legale. Un dopo-rifugio, come suggerisce il nome.

L'idea di Cisda – il Coordinamento italiano a sostegno delle donne afghane – in collaborazione con il partner locale Hawca – Associazione umanitaria per l’assistenza alle donne e ai bambini dell’Afghanistan – è quello di costruire un luogo come un salone di bellezza, ad esempio – magari con una piccola sartoria annessa – che le potrebbe aiutare a sostenersi autonomamente. Potrebbero vivere con i propri figli, fornirgli supporto e la possibilità di studiare, per dargli un futuro migliore.

Oggi After Shelter non è ancora realtà. Per realizzarlo Cisda ha bisogno di un contributo economico che per i primi 12 mesi ammonta a circa 30.000 euro. Un budget necessario per affittare e arredare il locale, acquistare le attrezzature e i materiali necessari all'attività. Oltre allo stipendio dei tutor, che serviranno per la formazione professionale delle giovani donne.

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