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Vitamina D: assunta per almeno tre anni, aiuta i pazienti con cancro a vivere più a lungo

Uno studio recente ha scoperto che assumere vitamina D per un periodo di almeno 3 anni aiuta i pazienti colpiti dal cancro a vivere più a lungo.

Vitamina D scritta sulla sabbia iStock

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Dei dottori della Michigan State University hanno riscontrato che l’assunzione della vitamina D per almeno tre anni può aiutare i pazienti colpiti dal cancro a vivere più a lungo.

I dati rilevati dai ricercatori, infatti, indicano che questa vitamina porta con sé importanti benefici oltre a rinforzare le ossa, e il 3 giugno scorso il team ha presentato una relazione sulla scoperta presso l’incontro annuale della American Society of Clinical Oncology.

Tarek Hayal, l’autore principale dello studio, ha detto: “La vitamina D ha un effetto notevole sulla riduzione del rischio di morte tra coloro che sono colpiti dal cancro, ma sfortunatamente non abbiamo alcuna prova che sia efficace nel prevenire l’insorgenza della malattia”.

I dottori hanno analizzato i dati sulla prevenzione della malattia in oltre 79mila pazienti coinvolti in diversi studi che avevano comparato in modo casuale l’uso della vitamina D e di un placebo in un periodo di oltre tre anni. Haykal e il suo team hanno scandagliato a fondo tutte le informazioni sull’incidenza del cancro e il tasso di mortalità correlati a questi test, concludendo quindi che “la differenza tra il tasso di mortalità tra i gruppi che hanno assunto vitamina D e quelli che hanno assunto il placebo era statisticamente notevole, abbastanza da dimostrare quanto questo possa essere un fattore importante nella popolazione di persone affette dal cancro”.

Il dottore ha però voluto anche specificare che non si conoscono ancora le quantità esatte di vitamina D da assumere e i valori del sangue ideali da mantenere, né è stato ancora possibile determinare quanto a lungo la vitamina D possa aumentare l’aspettativa di vita dei pazienti: “Abbiamo ancora un sacco di domande ed è necessario proseguire con la ricerca”.

Tutto ciò che sappiamo per certo è che è necessario assumere gli integratori per almeno tre anni per vedere qualche effetto.

I risultati sono comunque abbastanza promettenti da far sperare al dottor Haykal che altri colleghi, soprattutto oncologi, prescrivano più spesso la vitamina D ai loro pazienti.

Sappiamo che comporta benefici, con minimi effetti collaterali. C’è un sacco di potenziale.

Molto spesso non ne siamo consapevoli, ma la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è carente di vitamina D: basta eseguire dei normali prelievi del sangue per scoprire se abbiamo bisogno di integratori specifici, che in genere vanno assunti una o due volte al mese sotto prescrizione medica. Una piccola abitudine che può darci grandi benefici!

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