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Giorgia Wurth presenta il libro Io, lui e altri effetti collaterali

L'attrice Giorgia Wurth ha appena pubblicato il suo nuovo romanzo Io, lui e altri effetti collaterali. Una commedia romantica che la vede coinvolta anche come editrice.

L'attrice e scrittrice Giorgia Wurth Getty Images

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Giorgia Wurth è una donna di talento. Curiosa per natura e multitasking per missione, negli anni si è fatta conoscere prima come attrice (chi non la ricorda in film come Ex, Maschi contro femminile e Femmine?), poi come conduttrice (sia televisiva che radiofonica), regista (il suo debutto è Salvatrice, documentario su Sandra Milo) e soprattutto come scrittrice.

Nel 2010 ha pubblicato Tutta da rifare, seguito (nel 2014) da L'accarezzatrice: entrambi hanno avuto un grande successo di pubblico e critica. E dato che non c'è due senza tre, ecco arrivare Io, lui e altri effetti collaterali: una commedia romantica che Giorgia ha deciso di auto-pubblicare.

Protagonista del libro è Vera, una donna alla soglia dei 40 anni che sogna, dopo tante delusioni d'amore, di costruirsi una famiglia con il fidanzato Alberto. Peccato che lui abbia un'altra donna, una giovane bionda che aspetta un figlio da lui. Vera cade nella disperazione, vede la sua esistenza frantumarsi in mille pezzi e decide di farla finita, ma il suo piano viene interrotto dal campanello di casa e da un pacco che troverà sulla porta, destinato a salvarle la vita e l'anima.

Copertina di Io, lui e altri effetti collateraliufficio stampa

Com’è nato Io, lui e altri effetti collaterali? Quali sono state le fonti di ispirazione?
È nato in un momento difficile, in cui ho sofferto di mal d'amore. Certo, tutti l'abbiamo provato almeno una volta e poi con il tempo ci si ride su, ma quando ci sei dentro è qualcosa di devastante, perché sembra che nulla della tua vita abbia senso senza l'altra persona. Le notti erano lunghissime e proprio durante una di queste ho preso consapevolezza di quanto stava accadendo e, alimentata dalle mie amiche che sostenevano che oggi non ci può essere un rapporto sano tra un uomo e una donna (di quelli che portano a guardare nella stessa direzione), mi è venuta l'idea per questa storia. Si può quindi dire che il romanzo non parla di me, ma nasce da un momento autobiografico.

Vera, la protagonista, ha 40 anni. A questa età, secondo te, per noi donne le cose si fanno più semplici o più complicate?
Credo sia tutto più dolcemente complicato, ma non ti saprei rispondere con precisione, perché compirò 40 anni solo a giugno e ho iniziato a scrivere Io, lui e altri effetti collaterali circa tre/quattro anni fa. Però posso dire che, al momento, me la sto vivendo benissimo. Sarà anche merito della maternità, che mi fa sentire a volte un super-eroe e a volte una pippa (con due gemelli di poco più di un anno mi barcameno tra mille cose tutti i giorni, ma al tempo stesso mi ritrovo ad andare a dormire alle 9). Bisogna comunque dire oggi le quarantenni sono in formissima.

Quali sono stati i primi feedback al romanzo, sia dall’universo maschile che femminile?
Questo è un libro in stile Bridget Jones, destinato quindi a un target femminile che può facilmente riconoscersi, ma mi sto rendendo conto che sta piacendo anche a diversi uomini, o meglio a quelli che sanno ridere di loro stessi (una rarità che dovrebbe essere tutelata dal WWF!). Stanno arrivando però anche dei commenti che mi fanno commuovere: una persona mi ha persino suggerito di tradurlo in spagnolo e farlo leggere a Pedro Almodovar, perché ha il potenziale per diventare un film.

L'attrice e scrittrice Giorgia WurthHDGetty Images

Quando tempo ci hai messo a scriverlo, considerando che nel frattempo sei diventata anche mamma di due gemelli?
È stato un lungo travaglio: ho iniziato quando soffrivo di questo mal d'amore, poi ho interrotto perché ero impegnata sul set e ho ripreso in gravidanza. Il difficile è stato dopo il parto, con Leila e Lucas piccolissimi e gli ormoni sballati. Però ho tenuto duro, perché non vedevo l'ora di condividere questo romanzo, che considero il mio terzo figlio.

Come mai hai deciso di auto-pubblicare il libro?
Prima ho ricevuto dei brutti no da editori con cui volevo collaborare, poi ho cominciato a dire io dei no perché non volevo scendere a compromessi con chi non avrebbe voluto bene a questa storia. Ad un certo punto ho pensato al self publishing, ho chiesto un po' di pareri in giro e proprio perché tutti me lo sconsigliavano ho deciso che fosse la cosa giusta per me.

Questo è il tuo terzo romanzo, si può quindi dire che la scrittura non sia solo una passione ma anche un secondo lavoro?
La scrittura è un lavoro faticoso, perché puoi anche startene tutto il giorno davanti allo schermo senza riuscire a concludere nulla o quasi, ma poi ti rendi conto che tutto ha un senso, anche le giornate perse. Amo scrivere, ma non posso considerarlo il mio lavoro principale, anche per questioni economiche (soprattutto ora che sono io ad avere investito nell'impresa anche come editrice).

Stai già pensando al quarto libro?
C'era già un'idea che ho interrotto per lavorare su Io, lui e altri effetti collaterali. Probabilmente la riprenderò, magari da settembre quando i bimbi andranno all'asilo, ma nel frattempo il mio obiettivo primario è presentare alle persone questo mio ultimo lavoro.

Il booktrailer di Io, lui e altri effetti collaterali è firmato sempre da te e non è la prima volta dietro la macchina da presa? Quanto ti piace questo aspetto?
Si, sempre per una questione di mezzi, ho deciso di realizzare io il booktrailer insieme al contributo preziosissimo di Ale Baldi. Per quanto riguarda la regia, dopo Salvatrice, ho intercettato una storia che mi piace e racconta una dimensione che mi attrae molto ovvero l'anzianità. Ho già trovato un produttore e sto iniziando a lavorarci con uno sceneggiatore, il titolo provvisorio sarà Nonna Allegra. Non ho la smania di fare la regista, ma sto cercando di tendere sempre più verso il dietro le quinte: preferisco andarci da sola prima che mi ci mandino!

A proposito di recitazione, prossimi progetti?
In estate tornerò sul set, per girare due film per il cinema. Dopo la nascita dei miei figli mi ero un po' fermata perché non potevo allontanarmi troppo, ma ora sono cresciuti e posso portarli anche con me. La prossima stagione tornerò anche a teatro, che è la mia linfa vitale. Poi spero presto di realizzare un sogno che ho da sempre (essendo per metà ligure): aprire una focacceria!

Tre aggettivi con cui definiresti questo momento della tua vita?
Intenso, imprevedibile e insonne.

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