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La cucina e il sesso in Giappone: Est Em racconta la vita segreta delle donne a NipPop2019

L'ospite d'onore a NipPop 2019 si racconta: l'autrice Est Em svela i retroscena della sua carriera tra introspezione e intrattenimento, le intime passioni e il suo grande amore per la Spagna e i toreri. L'intervista.

Est Em NipPop 2019

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"Le mie passioni hanno la priorità: fare quello che mi piace è quello che mi dà energia per scrivere, ma i responsabili delle case editrici a volte mi rimproverano per questo. Rispetto ad altri autori dedico più tempo ai miei interessi e aggiusto la mia agenda di conseguenza, al contrario di chi si dedica alle proprie passioni nei ritagli di tempo. Io lavoro nel ritagli di tempo." 

Mi sorprende e spiazza un po' questa risposta onesta e diretta di Est Em alla mia domanda su come organizzi le sue giornate e cosa le piaccia fare nel tempo libero. Essendo cresciuta a pane e manga, è radicato in me il tragico mito del disegnatore di fumetti inchiodato al tavolo di lavoro insieme ai suoi assistenti, in un continuo rincorrere la data di consegna delle tavole, corsa ad ostacoli che lascia l'intera squadra sfinita. 

Est Em a NipPop 2019HDNipPop 2019
Est Em è stata l'ospite d'onore di NipPop 2019

Da quando ho avuto la possibilità di intervistare alcuni mostri sacri tra gli autori di fumetti giapponesi quest'impressione si è ulteriormente rafforzata. Dietro le risposte educate e la mediazione dell'onnipresente responsabile editoriale, s'intuisce una vita di sacrificio, con pesanti ripercussioni sulla vita personale del disegnatore, con molte conseguenza anche di tipo fisico per i ritmi di lavoro incessanti. 

Da ospite d'onore della rassegna bolognese di NipPop, Est Em è arrivata senza responsabili editoriali al seguito. Classe 1981, è tra i nomi del manga contemporaneo più promettenti sullo scenario giapponese e con un notevole seguito a livello internazionale. La sua schiettezza e cordialità sono elementi rari in questo tipo d'intervista, così come sono peculiari e uniche le caratteristiche delle storie che l'hanno portata al successo. Nota con lo pseudonimo di Est Em, è un'autrice poliedrica che ha fatto il suo esordio nel genere yaoi nel 2006 con Seduce Me After the Show (ancora inedito in Italia).

Come molte delle sue colleghe più apprezzate (vedi alla voce Asumiko Nakamura e Yoshinaga Fumi), l'aver esordito nel genere dei Boys Love - manga dedicati al pubblico prettamente femminile che raccontano storie d'amore omoerotiche, con vari livelli di romanticismo e feticismo - non ne ha frenato il talento poliedrico. Ad oggi ha pubblicato diverse raccolte di storie yaoi, uno splendido volume unico dedicato al pubblico femminile adulto (La donna degli udon) e una serie in corso di pubblicazione di taglio più maschile, Golondrina, dedicata al mondo della corrida. 

La copertina italiana di La donna degli Udon Showcase
In La donna degli Udon s'intrecciano pulsioni amorose e un rapporto quotidiano e complesso col cibo

In occasione della pubblicazione italiana dell'antologia Gli stolti odiano il rosso e di La donna degli Udon (entrambi editi nella collana Showcase di Planet Manga), Est Em è approdata in Italia per incontrare il suo pubblico, in occasione di un evento come NipPop, rassegna bolognese che ogni anno celebra la cultura e la gastronomia giapponese. Le chiedo subito quindi di raccontarmi come è nata la sua storia più "foodie", ovvero La donna degli udon. Questo volume unico infatti tratteggia il nascente legame affettivo tra una donna divorziata e un giovane studente di belle arti, che si adocchiano giornalmente alla mensa scolastica dove lei fa da cuoca e cucina gli udon, gli "spaghettoni" giapponesi. 

"Inizialmente volevo ambientare la storia all'interno di una mensa universitaria" racconta Est Em "e ho scelto come tema proprio gli udon perché io stessa, quando studiavo, in mensa li mangiavo tutti i giorni, perché erano la cosa più economica". 

Gli udon fanno quindi parte della quotidianità giapponese e mi sono sembrati un ottimo espediente per accompagnare il lettore nel mondo immaginario dei due protagonisti, ecco perché ho scelto questo cibo. Ho pensato che le linee curve degli udon fossero un ottimo modo per rappresentare la sensualità, quindi li ho sfruttati in tale senso.

Il secondo volume che i lettori italiani potranno leggere a sua firma è Gli stolti odiano il rosso, un'antologia di storie brevi a tema omoerotico. Nonostante la crescente popolarità internazionale dei manga Boys Love, ancor oggi permane un certo stigma nei riguardi dei loro lettori e autori. In parte è dovuto ai topoi del genere, che sembrano più vicini a soddisfare le fantasie erotiche femminili che a raccontare con realismo il mondo queer, ma un grosso limite è anche una certa ripetitività e vacuità delle storie narrate. In buona parte della produzione le trame sono esilissime, meri pretesti per rotolarsi tra le lenzuola; lo yaoi tipo spesso può ricordare un po' certi pretestuosi incipit da film porno d'antan. 

Gli stolti odiano il rosso
L'opera di Est Em

Dynit Manga

Gli stolti odiano il rosso

€ 15,02

Est Em fa parte di una nuova generazione d'autrici che fanno della psicologica dei personaggi il loro punto forte, insieme alla sottile eleganza con cui raccontano i loro feticismi e i loro desideri. "Dentro di me ci sono delle tematiche universali, che in passato ho espresso attraverso il rapporto tra due uomini", spiega l'autrice. Alcune storie erano sicuramente legate ai protagonisti maschili, ma non le ho create con il chiaro intento di scrivere delle opere BL, quindi non ho particolare timore di essere incasellata nel genere. 

Un'altra peculiarità delle sue storie è che spesso sono ambientate oltre confine, in contesti europei ed internazionali. Non si tratta di un paravento "esotico", bensì di storie ben calate nelle atmosfere del Vecchio continente. Est Em è infatti nota per il grande amore per la Spagna, che fa da cornice a parecchie delle storie, che vedono per protagonisti uomini e donne dai chiari tratti europei, le membra fitte di peluria (un particolare solitamente assente nelle storie giapponesi, in quanto la popolazione tende ad essere glabra). 

Est Em e i suoi volumiHDNipPop 2019
Est Em si racconta a NipPop 2019

Ha avuto un peso determinante in questa scelta anche il fatto che in Europa si possa parlare più apertamente della propria sessualità in pubblico, rispetto a un clima di tacito consenso che vige in Giappone. L'omosessualità è spesso accettata dalla società nipponica, ma solo se consumata nella sfera personale e in maniera strettamente riservata. "All'interno delle mie storie BL non volevo che l'omosessualità, la relazione tra due uomini fosse trattata come un tabù. Forse anche influenzata dal cinema, mi sembrava che, rispetto al Giappone, in Europa le relazioni gay, tra due uomini, così come tra due donne, fossero più tollerate dalla società. Quindi ho preferito ambientare le mie storie in tale tipo di background culturale e ambientazione."

Per seguire le sue amate corride e per raccogliere ispirazione e materiali per i suoi manga, Est Em torna in Spagna almeno una volta l'anno ormai da diverso tempo. In Occidente si racconta spesso dell'incomunicabilità quasi insormontabile tra pensiero europeo e giapponese, penso per esempio al best seller di Amélie Nothomb Stupore e tremori, che racconta della difficile relazione tra l'autrice belga e il suo amante giapponese di un tempo. Chiedo dunque a Est Em di raccontarci qualcosa della sua esperienza in Europa, a stretto contatto con gli europei. 

Posso dire che nelle relazioni interpersonali la nazionalità e il background culturale hanno un ruolo enorme ma se entriamo più nel dettaglio, anche tra giapponesi stessi ci può essere distanza, magari per via dell'ambiente familiare differente. Penso che la cosa più importante sia il rispetto reciproco.

Il mondo del fumetto giapponese nei suoi dietro le quinte e nei suoi retroscena è spesso elusivo per il lettore occidentale. C'è un modo preciso e così reiterato di raccontarlo che si fatica a scorgere un'evoluzione che le tecnologie e il file sharing stanno imprimendo, in primis nel Sol Levante, al tradizionale sistema di pubblicazioni periodiche dei singoli capitoli su riviste e successiva stampa dei volumi. Il Giappone - considerato da molti un'avanguardia tecnologica ai limiti del futurismo - in realtà si rivela spesso resistente al cambiamento, in modalità e metodi controintuitivi. 

Un'illustrazione da la donna degli udonHDShowcase / Shodensha
Est Em cattura anche grazie al suo tratto essenziale, accattivamente e molto espressivo

Questo discorso è particolarmente calzante per il settore dell'editoria, essendo una cultura che dà enorme importanza al supporto cartaceo e valore alla carta come materiale, cultura ed estetica. Est Em è tra le poche autrici a proporre le sue opere anche in copie digitali autorizzate e tra le pochissime a parlare apertamente del fenomeno della pirateria e dei siti illegali di scansioni online. 

"Se attraverso alcuni siti le opere circolano abusivamente in Giappone, in giapponese e le riviste diventano facilmente accessibili dallo smartphone" spiega con schiettezza "si determina un calo delle vendite e di conseguenza della fonte di sostentamento degli autori, i quali dipendono dagli editori. Si genera così un circolo vizioso in cui si vendono meno libri e di conseguenza gli autori non possono pubblicare nuovi lavori. Non posso dunque assolutamente sostenere la pirateria, ma nel caso di aree geografiche in cui i titoli non arrivano e lingue in cui non vengono tradotti, se la pirateria è l'unico mezzo, non posso esprimermi del tutto contraria".

Sul futuro del manga e del suo formato più ricorrente - il tankōbon (il volumetto cartaceo di formato altamente standardizzato) rimane comunque possibilista: 

La percentuale dell'editoria digitale è destinata a crescere ed è probabile che scomparendo le riviste ci sarà sempre più digitale. Ma penso che il desiderio di avere tra le mani un prodotto cartaceo rimarrà nei lettori e il tankōbon penso che non scomparirà. 

Il mondo dei manga sembra una delle poche espressioni democratiche e paritarie della società giapponese. Esiste una folta schiera di autrici quanto di autori e non mancano esempi di autrici che hanno saputo affermarsi con titoli noti a livello globale, diventando influenti, stimate e molto ricche. 

Mi chiedo se però non esistano comunque delle costrizioni e delle limitazioni per le donne, visto che i tanti scandali sulle retribuzioni ridotte per le lavoratrici e sulle molestie ricevute negli uffici e nelle aziende hanno lambito anche il Giappone. Di recente è anche scoppiato uno scandalo per come nelle facoltà di medicina giapponesi gli studenti di sesso maschile venissero favoriti a discapito della colleghe, sulla base di ragionamenti puramente sessisti. Chiedo a Est Em cosa ne pensi al riguardo. 

"Rispetto alle riviste seinen e shonen (dedicate a un pubblico prevalentemente maschile), quelle a target josei hanno una tiratura differente" spiega l'autrice "Di conseguenza, la tariffa di base per tavola è diversa: le riviste josei pagano di meno, e quelle BL ancora meno. Ma più che una discriminazione di genere, è una differenza che dipende dalla realtà dei numeri. Il mondo del manga però in effetti forse è un po' più maschile: per esempio, molti editor sono uomini".

Est Em a NipPop 2019HDNipPop 2019
Est Em autografa un volume a NipPop 2019

In chiave femminile e femminista Est Em è impegnata in una battaglia notevole: quella di scardinare una certa visione maschilista e machista del mondo della corrida. Nella sua opera più lunga Golondrina (inedita in Italia) e in Gli Stolti odiano il rosso i protagonisti sono toreri affascinanti sì, ma ben lontani da un certo ideale alla Hemingway. In alcuni casi sono figure queer, mentre la protagonista di Golondrina è una ragazza che vuole entrare da protagonista nel mondo delle lotte coi tori. Chiedo a Est Em di rivelarmi quanto sia stata una scelta consapevole e "politica": "Quello della corrida è un ambiente palesemente virile, ma nella cultura spagnola la corrida è anche una sorta di simbolo dell'amore tra un uomo e una donna: metaforicamente il toro rappresenta l'uomo e il matador la donna. Da questo punto di vista, ho pensato che un'inversione dei ruoli fosse interessante, e ho inserito dei protagonisti gay in Gli stolti odiano il rosso."

Rispetto alla protagonista femminile in Golondrina, tuttora le torere si trovano in una posizione difficile e ho pensato che con una protagonista femminile avrei potuto narrare un mondo diverso da quello che è in origine, è stata una sorta di sfida.

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