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Amber Heard chiede agli Usa che il revenge porn sia riconosciuto come crimine federale

L'attrice sostiene lo SHIELD Act, che intende reintrodurre norme che sanzionino il revenge porn come crimine a livello federale.

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Amber Heard si è recata al Campidoglio a Washington DC per cercare di convincere i legislatori a riconoscere il revenge porn come crimine federale.

Si tratta di una pratica che viola la privacy delle persone, quando a seguito della fine di una relazione uno dei due ex partners condivide immagini o video compromettenti dell’altro. Già diversi stati americani hanno legiferato per sanzionare questo comportamento, ma la star di Aquaman vuole che venga riconosciuto come crimine a livello federale, e dunque ha mostrato il suo sostegno allo SHIELD Act, ovvero un progetto di legge che intende reintrodurre norme che impediscono la condivisione di immagini a contenuto sessuale di una persona senza il consenso di questa.

La speranza dei sostenitori di questa legge è che così il reato diventi punibile a livello federale con una multa, la detenzione fino a 5 anni o entrambe le sanzioni.

La star 33enne ha sottolineato che si tratta di un reato che colpisce molto più spesso le donne che non gli uomini:

Il porno non consensuale è una delle peggiori violazioni della privacy e non fa discriminazioni, ma colpisce sproporzionatamente le donne di tutto il mondo con conseguenze devastanti.

Amber Heard ha proseguito: “I contenuti a carattere intimo che vengono pubblicati in rete sono virtualmente impossibili da rimuovere, e sottopongono la vittima a ulteriori molestie e giudizi da parte di estranei e conoscenti. Spesso comporta conseguenze devastanti a livello economico, sociale e psicologico”.

L’attrice ha ricordato l’evento di hacking che nel 2014 aveva esposto le foto di nudo di tante star, inclusa lei stessa: “La pornografia non consensuale che ancora oggi mi perseguita è ancora in circolazione oggi.Se può succedere a me può succedere a chiunque - e succede”. Rivolgendosi alla stampa, la Heard ha aggiunto: “Continuo a essere molestata, sono vittima di stalking e vengo umiliata dal furto di quelle immagini. Posso dirvi in prima persona che gli atti di porno non consensuale sono umilianti e degradanti”.

Cosa pensate dell’impegno dell’attrice in questa importante causa?

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