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Doris Day: vita, amori e film della leggenda del cinema morta a 97 anni

Attrice, cantante, instancabile attivista per gli animali: Doris Day è stata una delle dive più famose di Hollywood, pur essendosi ritirata dalle scene già da molti anni.

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Doris Day, una delle dive più famose di Hollywood negli anni d’oro dello showbusiness, è venuta a mancare nelle prime ore di lunedì 13 maggio all’età di 97 anni.

A darne la notizia è stata la fondazione della star, la Doris Day Animal Foundation, la quale ha comunicato che l’attrice si trovava nella sua residenza di Carmel Valley, circondata da pochi amici intimi. La morte è sopraggiunta a seguito di complicazioni di una polmonite contratta di recente. Lo scorso mese la diva aveva celebrato il suo 97mo compleanno, con circa 300 fan riuniti proprio a Carmel.

Capelli biondi, voce argentina, occhi azzurri e un aspetto sempre solare, Doris Day era considerata la fidanzata d’America, e ancora oggi è considerata la regina storica del box-office di Hollywood, con film che consecutivamente guadagnavano il primo posto al botteghino soprattutto nei primi anni ‘60.

Doris Mary Ann von Kappelhoff nacque il 3 aprile 1922 a Cincinnati, e debuttò come cantante di una big band durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi arrivare a recitare come in oltre 40 film nei due decenni successivi, superando quanto a fama anche altre dive contemporanee del calibro di Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor e Audrey Hepburn.

Tra i suoi film più famosi ricordiamo Il letto racconta… (1959), Amore, ritorna! (1961), Non sparare, baciami (1953) o L’uomo che sapeva troppo (1956). Per via dei suoi ruoli, l'immagine di Doris Day presentata da Hollywood al mondo era quella di una donna in carriera morigerata che doveva tenere a bada le avances degli uomini, e il compagno di tante schermaglie amorose sul grande schermo fu il bellissimo Rock Hudson (1925-1985), spesso ricordato per essere stato il primo volto famoso a morire per colpa dell’AIDS.

La mia immagine pubblica è irremovibilmente quella della ragazza americana retta e innocente, la ragazza della porta accanto, spensierata e piena di allegria. Un’immagine, vi assicuro, molto più fittizia di qualsiasi ruolo abbia mai interpretato.

Così si raccontò la Day a A.E. Hotchner nell’autobiografia Doris Day: Her Own Story, ma nel privato l’attrice aveva vissuto diversamente: sposata quattro volte, ebbe il suo primo e unico figlio, Terry Melcher, quando ancora non aveva compiuto 20 anni. Del primo marito, Al Jorden, disse che era un “sadico psicopatico” che la picchiava, il secondo (George William Weidler) la lasciò con una lettera a soli otto mesi di matrimonio. Il terzo marito fu l’agente Martin Melcher, che gestì male il patrimonio della star, lasciandola con grandi debiti al momento della morte. L’ultimo coniuge fu il ristoratore Barry Comden, il quale si lamentò pubblicamente con la stampa del fatto che Doris Day lo aveva cacciato dal loro letto per amore dei suoi animali domestici. 

La star che faceva sognare tutto il mondo al cinema soffriva anche di attacchi di panico già nei primi anni ‘50, che poi descrisse come “sintomi di un esaurimento nervoso”.

La carriera

Pur avendo iniziato come cantante, Doris Day in realtà aveva sempre sognato di sfondare come ballerina, ma video il suo sogno andare in frantumi quando, ancora adolescente, rimase coinvolta in un incidente automobilistico ferendosi alla gamba destra. Durante la lunga convalescenza, però, si immerse nell’ascolto degli album swing di Tommy Dorsey e la sua orchestra, e della voce di Ella Fitzgerald, coltivando così la sua passione per il canto.

Ben presto cominciò ad esibirsi in una radio locale a Cincinnati, per poi cominciare a cantare in un’orchestra: fu qui che il suo nome cambiò. Doris aveva già rinunciato al “Von” del suo cognome, ma rendendosi conto che inserire anche Kappelhoff nei cartelloni sarebbe risultato troppo lungo, creò il nome d’arte Doris Day, in onore di una sua canzone, Day After Day. Oltre trent’anni dopo, però, avrebbe rivelato:

[Il mio nome] non mi è mai piaciuto. Ancora adesso non mi piace. Mi sembra un nome finto.

Col suo aspetto dorato e la voce vellutata, Doris Day fece presto carriera. La ballad romantica Sentimental Journey, nata durante i suoi anni con la band di Les Brown, divenne l’inno dei soldati che tornavano dalla Seconda Guerra Mondiale, e di lei lo stesso Brown disse: “Insieme a Sinatra, Doris è la migliore del settore nel vendere le parole di una canzone”.

Nella sua carriera, Doris Day ha registrato oltre 600 canzoni e circa 30 album, che includono le hit It’s magic e Secret Love, ma quella che sicuramente tutti ricordano è Que Sera Sera, dalla colonna sonora del film di Hitchcock L’uomo che sapeva troppo, con James Stewart.

Il debutto al cinema arrivò nel 1948 con Amore sotto coperta, che le valse un contratto con Warner Bros, ma il successo venne con la spumeggiante performance in Non sparare, baciami! adorabile western in chiave musicale in cui la star interpretava il ruolo di Calamity Jane.

Nonostante abbia recitato anche in film drammatici come Amami o lasciami e il cult di Hitchcock, il genere per cui Doris Day è passata alla storia come vera leggenda del silver screen è quello delle commedie romantiche degli anni ‘50 e ‘60, dai film con Rock Hudson a Il visone sulla pelle con Cary Grant. Avendo così cementato l’immagine della donna in carriera, femminile ma restia a lasciarsi abbindolare dagli uomini, e soprattutto sempre simbolo di grande integrità, fu difficile per la Day farsi strada negli anni ‘70 e successivi, quando l’epoca “Mad Men” lasciò il passo alla controcultura.

Mike Nichols le offrì una grandissima opportunità proponendole il ruolo di Mrs. Robinson ne Il laureato, ma la star non era interessata: “Non mi ci vedevo a rotolarmi tra le lenzuola con un uomo con la metà dei miei anni che io stessa avevo sedotto. Capii che era un ruolo importante… Ma offendeva i miei valori”.

Melcher la spinse a tentare la strada della televisione, ma Doris Day non amava quei ritmi serrati di produzione, e alla morte del terzo marito si ritrovò indebitata nel mezzo di una sitcom, The Doris Day Show, che fortunatamente andò in onda per cinque stagioni, rivelandosi un salvagente per l’attrice.

L’amore per gli animali

A partire dalla metà degli anni ‘70, Doris Day cominciò ad abbandonare i riflettori per concentrarsi sulla lotta per i diritti degli animali, e istituì la Doris Day Animal League e la Doris Day Animal Foundation. In un’intervista del 2012 rilasciata a Terry Gross, la diva ammise che ad un certo punto aveva avuto anche 30 cani.

Per tutta la vita, non mi sono mai sentita sola se avevo un cane al mio fianco, non importa quante volte sia stata sola.

Proprio per amore degli animali rinunciò temporaneamente al ritiro dalle scene per presentare uno show chiamato Doris Day’s best Friends, girato nel suo ranch di Carmel, e il cui primo ospite fu l’amico e collega di una vita, Rock Hudson, che sarebbe morto qualche mese dopo.

Negli anni ‘90 la Day continuò a rifiutare le offerte di Hollywood, e nel 2004 ha patito anche la morte del figlio Terry, a 62 anni, cui era molto legata. Nel 2008 ha ricevuto il premio Lifetime Achievement ai Grammy, e nel 1989 aveva ottenuto un Golden Globe alla carriera, ma non ne ha mai vinto uno - né un Oscar- per le sue performance al cinema. Eppure non c’è dubbio che ricorderemo sempre Doris Day come una vera e propria leggenda del grande schermo.

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