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Cocktail a base di vino

Cocktail e vino insieme: eresia? Oggi non più: ecco 4 nuovi drink da chiedere al bartender o da preparare con le proprie mani.

Cocktail a base di vino iStock

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Cocktail, vino o entrambi? Ecco l’ultima nuova tendenza alcolica

Anno dopo anno, l’Italia si conferma tra i maggiori produttori mondiali di vino. In tutto il mondo sono poche le nazioni che si dimostrano così legate alla tradizione vinicola, che il più delle volte rivela una sorta di intoccabilità. Eppure negli ultimi tempi ci sono stati dei tentativi di “svecchiare” questo particolare settore e l’uso dei vini per la creazione di nuovi cocktail ne è un chiaro esempio.

4 nuovi cocktail a base di vino

Non più solo Bellini e Rossini: oggi l’universo dei cocktail non vuole più limitarsi all’uso delle bollicine e sta attraversando una rivoluzione che può dirsi davvero radicale. Il grande cambiamento consiste infatti nell’uso di quei vini che siamo abituati a degustare a tavola o durante le uscite con gli amici per la preparazione di cocktail che vanno incontro davvero a tutti i gusti, a seconda della tipologia di bottiglia scelta.

Chi si sente abbastanza creativo da volersi improvvisare bartender per una serata diversa dal solito può cimentarsi in questo nuovo campo e creare una sorta di vinoteca personale prendendo spunto da quella di Aldi, ad esempio, indispensabile per la creazione di cocktail dagli accostamenti più impensabili. Vietato farsi frenare dai pregiudizi, dunque: ecco 4 nuovi drink ai quali ispirarsi, capaci di far ricredere anche i più scettici.

1) Marino Giovanile, fresco e perfetto per l’aperitivo. Se volete provare a prepararlo dovrete utilizzare Vermentino, Gin Tanquerai e liquore St. Germain al sambuco.
2) White kingdom Dal gusto unico e indimenticabile grazie alle sue note vanigliate, questo cocktail si prepara mixando Vermentino, Amaro del Capo, Liquor 43, extradry Carloalberto, genever, dandellion e grapefruit bitter.
3) Reciojito Presentato al Vinitaly nel 2012, ha fatto discutere molti intenditori affezionati al pregiato vino tipico della Valpolicella. Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un cocktail che prende spunto dal mojito e che richiede però l’utilizzo di Recioto e rum bianco, con un effetto davvero sorprendente per il palato.
4) Knight of heart Questo cocktail dal nome che fa pensare ai coraggiosi cavalieri di una volta, si prepara usando Syrah, Mezcal, Puntemes e liquore alla nocciola, che mescolano i loro sapori contrastanti per un drink da far girare la testa.

Il trend che ha fatto storcere il naso agli esperti (ma non a tutti)

Come si può facilmente intuire, in un settore di questo calibro non è facile apportare cambiamenti che non inneschino forti discussioni. In casi come questi parliamo dunque di modifiche che non sono affatto leggere e che, non a caso, hanno fatto storcere il naso a molti degli intenditori più “puristi” nel corso degli ultimi anni.

Nonostante siano in molti coloro che si battono per non intaccare la tradizione, c’è da dire che non mancano nemmeno gli entusiasmi da parte degli esperti del settore. Vincenzo Donatiello (Maître dell'anno dalla Guida Espresso 2018) ad esempio afferma “[…] In contesti fuori ristoranti sono assolutamente per il sì. Ci vuole un po’ di novità nel mondo del vino che sta diventando un po’ noioso e borioso”, schierandosi dunque con i professionisti che non vedono di cattivo occhio quelle piccole innovazioni che possono dare nuova vita al mondo dei vini.

I cocktail preparati con il vino rappresentano infatti la ventata d’aria fresca che mancava nell’atmosfera “conservativa” tipica di questo settore; naturalmente diventa fondamentale capire in quali casi è possibile osare e quando, invece, è preferibile affidarsi alla tradizione. In ogni caso, dare una chance alle nuove tendenze non è mai sinonimo di identità fragile bensì di apertura mentale e voglia di sperimentare: mai mettere limiti alla fantasia!

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