Stai leggendo: Allerta ONU: è già in corso un evento di estinzione di massa di un milione di specie

Letto: {{progress}}

Allerta ONU: è già in corso un evento di estinzione di massa di un milione di specie

Un gruppo di 150 scienziati da tutto il mondo ha redatto un report allarmante che avverte governi e individui del terribile evento di estinzione di massa già in corso, che potrà interessare fino a un milione di specie anche nel giro di qualche decennio.

un orso polare sul ghiaccio Getty Images

9 condivisioni 0 commenti

Un report sponsorizzato dall'ONU e pubblicato il 6 maggio afferma che in questo momento esiste già un milione di specie a rischio di estinzione.

La stima è stata calcolata da un gruppo di 150 scienziati provenienti da 50 paesi, che si sono riuniti per una settimana a Parigi: questi esperti avvertono la popolazione mondiale che è imperativo agire per preservare le categorie di animali in pericolo, altrimenti potrebbero sparire per sempre dalla faccia della Terra in tempi anche molto brevi.

L’ultima volta che il nostro pianeta ha affrontato un’estinzione di massa come quella in corso è stato 66 milioni di anni fa, quando l’impatto di un asteroide aveva fatto sparire i dinosauri. Secondo gli scienziati il nostro pianeta ha subito solo cinque episodi di estinzione di massa di specie negli ultimi 500 milioni di anni, e solo questa sesta sarebbe causata dagli umani.

Il report dunque urge i governi ad adottare nuove politiche in fretta per limitare i danni ambientali e il cambiamento climatico, e raccomanda alle famiglie e agli individui di far di tutto per preservare le colonie di api nelle prossimità di casa, per un costo di meno di 100 sterline (116 euro) all’anno. Le popolazioni di api infatti stanno diminuendo in tutto il mondo, ma sono fondamentali per l’impollinazione dei campi, dunque le scorte di cibo del mondo dipendono da loro.

Mangiare cibo organico è un altri modo per arginare l’estinzione degli insetti. Nel report si legge che la ragione per cui i parabrezza delle nostre macchine non sono più coperti di insetti è perché i pesticidi hanno ucciso oltre l’80% di questi animali negli ultimi tre decenni. Il declino ha interessato anche specie di volatili, ridotte di circa un terzo, perché non ci sono più abbastanza insetti che loro possono mangiare. Se spariscono gli insetti, le coltivazioni di verdura e frutta spariranno, perché non saranno impollinati.

Il documento ricorda anche l’urgenza di smettere di usare cannucce di plastica: solo in America se ne consumano 500 milioni all’anno, che finiscono nei mari, nuocendo alle creature che li popolano. Ancora, la gente può aiutare le specie in pericolo con l’adozione: per esempio, ci si può prendere cura a distanza di uno scimpanzé con una donazione al WWF per circa 46 euro all’anno.

Mangiare meno carne aiuterebbe a salvare le foreste, perché il bestiame e l’agricoltura causano deforestazione massiccia in molte parti del mondo. L’Amazzonia ha visto il suo polmone verde venir ridotto del 63% per far largo a pascoli e coltivazioni. L’alternativa sostenibile però non è, ad esempio, il tofu, perché anche la coltivazione di soia è largamente responsabile della sparizione della più grande foresta pluviale al mondo.

Il numero di specie a rischio di estinzione va da mezzo milione e un milione, molte di loro hanno solo qualche decennio di vita ancora.

View this post on Instagram

Six out of the world’s seven marine turtle species can be found in French waters, and turtles are found throughout France’s 10.2 million square kilometres of marine territory; indeed, it is easier to list the French territories where marine turtles are not found. Turtles have roamed the oceans for over 110 million years, and have adapted to many changes in their environment, but they may not survive the profound changes we are having on the world’s oceans. France's sprawling marine territory allows it to play an important role in protecting the planet’s turtle populations. #IPBES7 #GlobalAssessment #france #ocean #environment #biodiversity #turtle #species #marines #danger #survive #marine #migrator @min_ecologie

A post shared by IPBES (@ipbes_) on

Robert Watson, lo scienziato a capo del gruppo che ha redatto il documento, dice: “La perdita di specie, di ecosistemi e di diversità genetica è già una minaccia globale e generazionale per il benessere degli umani”.

Proteggere gli inestimabili doni della natura alla nostra popolazione sarà la sfida fondamentale nei decenni a venire.

Le cause del declino di tante specie sono il ridursi dei loro habitat, la caccia illegale, il cambiamento climatico e l’inquinamento.

Il report è il frutto di oltre tre anni di lavoro, per un costo di oltre due milioni di euro, da parte di “150 tra i migliori esperti internazionali da 50 paesi, in rappresentanza delle varie scienze naturali e sociali, con l’aggiunta di altri 310 esperti, stando a quanto riferito dall’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES). Il report ha il titolo ufficiale di Rapporto di valutazione globale IPBES 2019 su Biodiversità ed Ecosistemi, e prende spunto da oltre 15mila documenti, tra articoli scientifici e dati governativi.

A sostegno del rapporto c’è una lettera aperta, firmata da oltre 600 scienziati, imprenditori, ambientalisti e figure pubbliche, che sollecita i leader mondiali ad agire immediatamente. Tra questi, anche la primatologa Jane Goodall.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT AUTUNNO/INVERNO