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Grey’s Anatomy 15: l’episodio 19 è un inno alla donne

Jo Wilson alla scoperta delle sue origini nella puntata 19 di Grey’s Anatomy 15. La nostra recensione.

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La storia televisiva di Grey’s Anatomy è costellata di episodi e storyline che sono entrate nel cuore degli spettatori veicolando attraverso le vicende dei personaggi dello show anche tematiche molto importanti. La puntata 19 della stagione della stagione 15 del medical drama è una di queste ed è tra le più potenti dell’intera serie in quanto con estrema attenzione - e grazie all’ottima scrittura di Elisabeth R. Finch coadiuvata dall’attenta regia di Debbie Allen - riesce a toccare con delicatezza il tema della violenza sulle donne e dell’importanza di denunciare gli abusi nonostante la paura di essere colpevolizzate o non credute.

L’episodio dal titolo In silenzio tutti questi anni è diviso in due linee narrative, una ambientata nel recentissimo passato e l’altra nel presente, che vedono come protagonista (quasi) assoluta Jo Wilson. Nella scorsa puntata dello show infatti Alex aveva confessato a Meredith che la moglie era andata alla ricerca della sua madre biologica, trovata grazie all’aiuto del geniale specializzando hacker Casey Parker. L’incontro tra Jo e sua madre - fulcro di questo episodio della serie -  segna un momento fondamentale per la vita della dottoressa che dopo anni scopre i motivi che hanno portato la donna che l’ha messa al mondo, ora genitore di altri due bambini e felicemente sposata, ad abbandonarla subito dopo il parto:

Il giorno che sei nata per la prima volta sono riuscita a sentire qualcosa… Ma non avevo di meglio da darti.

Jo, come veniamo dolorosamente a sapere, è figlia di un abuso sessuale che la madre subì all’epoca dell’università. Trauma devastante che la donna solo con gli anni è riuscita (parzialmente) a superare lasciandosi alle spalle il passato così come la bambina - frutto di una violenza messa in atto da un uomo poi morto in seguito a un incidente - che sperava che senza di lei potesse avere una vita migliore che purtroppo Jo, tra genitori affidatari inaffidabili e gran parte della sua esistenza trascorsa in una macchina, non ha avuto:

Non ho avuto una vita migliore senza di te. Qualunque sia stata la tua vita dimmi che è stata peggiore della mia.

Se i flashback che nell’episodio In silenzio in tutti questi anni di Grey’s Anatomy 15 ci svelano le origini di Jo sono struggenti, non da meno è la parte della puntata ambientata “nel presente” in cui al pronto soccorso del Grey Sloan Memorial una Wilson ancora provata da ciò che ha scoperto - tanto da non essere pronta a parlarne neanche col marito Alex - aiuta una donna reduce di uno stupro.

Abby - questo il nome della paziente che Jo, Taddy Altman e la Qadri aiutano - arriva in ospedale sotto shock e - pur non ammettendo immediatamente di essere stata appena violentata - viene curata dalle tre dottoresse che, capita la situazione, la convincono con difficoltà a fare un kit antistupro da mettere da parte qualora decidesse di denunciare il suo carnefice:

Sappiamo benissimo che se facessi un kit antistupro questo finirebbe nel dimenticatoio di qualche stazione di polizia, ignorato per anni, mentre io resterei in attesa a chiedermi quando arriverà il peggio. Aspettando di sapere se una giuria di miei pari crederebbe a una donna che ha indossato una gonna troppo corta, che ha bevuto un paio di drink in più una sera, dopo aver litigato su chi doveva fare il bucato con il marito.

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