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La storia di Ivy, bambina sorda transgender: 'Stufa di nascondermi'

Ivy ha quasi nove anni, da quando ne ha cinque sa di essere una bambina transgender: "Sono stufa di nascondermi, tanti di noi si suicidano perché non accettati"

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Si chiama Ivy Golob, compierà 9 anni il 9 maggio ed è una bambina transgender. Viene dal Michigan, e se le chiedeste di parlare di sé, vi risponderebbe senza giri di parole. Ma lo farebbe usando la lingua americana dei segni.

Ivy è una giovanissima attivista e, come si legge fin da subito sulla pagina Facebook in cui quotidianamente racconta la sua vita, "da membro della comunità di persone sorde e di persone transgender, ha fatto sua la missione di fare da ponte tra le due identità per favorire l'inclusione". Ma la sua vita è come quella di tutte le altre bambine americane. È una girl scout e prima o poi vuole essere una cheerleader. 

La sua storia sta attirando l'attenzione, negli Stati Uniti, e non solo. Su Facebook, il suo pubblico cresce piano piano. Tra le cose che impegnano Ivy, c'è la necessità di raccontare la storia dei bambini transgender. In una delle magliette che indossa nei suoi video, c'è la scritta: "Proteggi i bambini trans come me".

L'esperienza di Ivy è stata condivisa anche da Stand Up, Speak Out, un'organizzazione no-profit nata, inizialmente, per contrastare il bullismo, in particolare quello contro gli appartenenti alla comunità LGBTQ. Anche la piccola Ivy vuole coltivare consapevolezza, per combattere pregiudizi, discriminazioni, insulti, prese in giro.

Indicando la sua t-shirt, Ivy dichiara: "Sono nata maschio, ma a due anni ho iniziato a cambiare, rivelandomi pienamente quando ne avevo cinque. Il motivo per cui indosso questa maglia è perché sono stufa di nascondere la nostra vera identità. Ho paura a incontrare qualcun altro in bagno. Mi bullizzeranno? Mi prenderanno in giro? Beh, non lo so. Per questo abbiamo bisogno di supporto. Un'alta percentuale di giovani transgender si suicida perché non accettata dalla società stessa."

L'autodeterminazione di Ivy Golob ha innescato anche un cambiamento nella madre, Heather. In una conversazione con la Youtuber chicana Melissa Elmira, si è raccontata.

Quando la figlia fece coming out, le mancò la terra da sotto i piedi: "Prima, mi sentivo persa e confusa. Mi sentivo come se il mondo si fosse capovolto, davvero". E poi tante domande: "Come potevo dirle di no e negare la sua identità a causa dei suoi genitali?". Parlando con la figlia, e vivendo con lei questo momento particolare, Heather è convinta che alcune risposte siano arrivate.

"Sono felice che sia mia figlia. Sono felice che non si faccia del male. Sono felice di fare la cosa giusta". Non risponde, invece, a coloro convinti che Ivy sia troppo piccola per autodefinirsi con consapevolezza: "Come posso rispondere alla gente? Lascio che parlino, perché non conoscono mia figlia.

Fino a quando non cammineranno nelle mie scarpe, nelle nostre scarpe, cogliendo a pieno la nostra situazione e quest'esperienza, possono tenere tutte le parole per loro.

Heather, oggi come allora, è a fianco della figlia: "Condivido la sua quotidianità, per fornire maggiori informazioni sulla comunità LGBTQ, specialmente su quella transgender. Includiamo anche gli altri, perché siamo una famiglia. Cerco anche di trovare altre giovani persone sorde transgender per connettersi con Ivy". L'intenzione di Heather è quella di condividere informazioni con quella comunità: "Non sanno molto di questi temi, sono ancora indietro. In futuro ci saranno altri bambini sordi, transgender, nelle scuole. Come possiamo fornire loro un ambiente sicuro e uno spazio sicuro, come? Questo è quello che sto cercando di fare".

Hether pensa al futuro: "Faccio attivismo per garantire qualcosa di positivo nell'avvenire dei bambini sordi della comunità transgender. Se davvero penso al futuro? In realtà no, ma mi preoccupo. Credo sia normale. Però sono felice di quello che sta facendo ora, seguo mia figlia mentre va avanti nel suo percorso". 

Nel frattempo, Ivy Golob continua a percorrere la sua strada. Il suo compleanno, racconta, lo passerà sullo skate. La sua è la vita di una bambina normale. 

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