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Toy Story 4: Jonas Rivera svela i segreti del film Pixar e l'emancipazione di Bo Peep

Il produttore e senior vice president di Pixar Jonas Rivera presenta in esclusiva anticipazioni e novità da Toy Story 4: finalmente anche i giocattoli "da bambine" diventano ribelli e protagonisti.

I protagonisti Toy Story 4 Disney Pixar

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Correva l'anno 1994 quando un Jonas Rivera, giovane stagista portava caffè e spazzava pavimenti negli uffici Pixar: il team d'animazione lavorava alacremente a quella che sarebbe stata la pietra angolare della sua fortunatissima storia cinematografica, Toy Story. Sono passati 15 anni da allora e quello stagista di produzione è diventato il senior vice president della potente costola animata di Disney. La seconda era di Pixar è cominciata con l'acquisizione da parte della Casa del Topo, ma continua a ricoprire il ruolo di avanguardia artistica e tecnologica del mondo dell'animazione computerizzata. 

Toy Story è un po' il nostro Mickey Mouse: ogni volta che produciamo un film con Woody & co. sentiamo un'enorme responsabilità.

A dirlo è Jonas Rivera, autore di una scala interna al gruppo che l'ha portato a ricoprire posizioni di responsabilità sempre maggiore, un capitolo dopo l'altro di quella che è considerata la "trilogia perfetta" nel campo dell'animazione. Una trilogia talmente riuscita che ha suscitato sgomento e preoccupazione nei fan la notizia dell'arrivo di un quarto capitolo, che uscirà nelle sale italiane il 26 giugno 2019. C'era davvero bisogno di un quarto capitolo di Toy Story dopo che il terzo aveva "azzeccato" un finale assolutamente perfetto, tanto e forse ancor più commovente ed epocale dei due già ottimi predecessori? Rivera spiega con passione perché Pixar ha dato semaforo verde al progetto: 

Il nostro proposito, da sempre, è di continuare a produrre film di Toy Story solo quando si presenta un'idea che aggiunga davvero qualcosa all'universo dei giocattoli Pixar. Non vogliamo fare semplici costole, avventure aggiuntive a quanto già raccontato. Abbiamo deciso di proseguire oltre quel finale così riuscito e amato perché ci siamo imbattuti in un'idea forte. 

L'idea è quella originata dal senso d'insoddisfazione di Woody, un giocattolo adulto, pienamente realizzato, ormai quasi vintage, capace di prendere sempre la decisione giusta rispetto ai suoi compagni giocattoli e ai bambini di cui si è preso cura. Eppure da quando vive nella cameretta di Bonnie il protagonista della saga si sente insoddisfatto, inquieto. Tanto è cambiato nel suo mondo: Andy non c'è più e Bonnie sembra preferirgli altri giochi, lasciandolo spesso in panchina. 

Il produttore Jonas RiveraGettyImages
Da stagista a viceproduttore di Pixar: anche la storia di Jonas Rivera è magica

Jonas Rivera ha spiegato le potenzialità di questo punto di partenza mostrando alla stampa in anteprima a Milano una ventina di minuti del lungometraggio finale, in avanzato stato di realizzazione ma non ancora perfezionato. La ricerca tecnologica è evidente: nella scena di apertura del film, sotto un acquazzone scrosciante, Woody va in missione per salvare un compagno giocattolo dimenticato in giardino da Andy e in pericolo di vita. Il livello di resa della pioggia e dell'erba è davvero notevole, ma Rivera ha spiegato che, pur essendo animazione allo stato dell'arte, rifugge volutamente il fotorealismo

Noi vogliamo che la prospettiva rimanga quella "raso terra" e in miniatura dei giocattoli. Non ricerchiamo un realismo fotografico, vogliamo piuttosto che rimanga inalterata la prospettiva dei giocattoli, per cui attraversare la strada o una stanza può risultare pericolosissimo. 

Boe Peep, nuova icona dell'indipendenza femminile

Proprio in questa scena assistiamo alla separazione di Woody da Boe Peep, la pastorella di porcellana che è sempre stata grande amica (e forse qualcosa di più) di Woody. Bo sarà una delle grandi protagoniste del film, tornando sulla scena dopo tanti anni di black-out, con un outfit molto differente, senza una bambina che si prenda cura di lei, trasformata in una bambola indipendente e piena di risorse. 

Boe Peep è cambiataDisney
Boe Peep è diventata indipendente e più caparbia che mai.

Questa è solo una delle tante rivoluzioni "in rosa" che fanno sembrare questi primi 20 minuti Toy Story come un nuovo baluardo del femminismo in campo animato. Anche la cowgirl Jessie sembra più spigliata che mai, mentre Woody e Buzz faticano a tenere il passo con questa visione moderna e indipendente che i giocattoli femminili "senza padrone" propongono loro. Jonas Rivera spiega che è una rivoluzione interna a Pixar, dove un gruppo di animatrici ha preso il controllo del personaggio di Bo: 

Un gruppo di giovani animatrici e character modeler si sono auto-rinominate "Team Bo Peep". Al momento di scrivere il personaggio, hanno mandato fuori tutti i maschi fuori dalla stanza e hanno azzerato quello che sapevamo della pastorella, cancellando tutti gli stereotipi che la riguardavano. Siamo orgogliosi di come l’abbiamo resa sia a livello di movenze che di carattere: è più vivida che mai. 

Riguardo alle polemiche degli animalisti sul gancio da pastore che Bo Peep sfoggia come accessorio sin dal primo film, Rivera aggiunge: 

La nostra versione di Bo non fa del male alle pecorelle, non usa mai il suo bastone come farebbe un pastore, tirando per il collo i suoi animali di porcellana. Inoltre è un giocattolo! Non lo abbiamo eliminato perché avevamo bisogno che il personaggio fosse riconoscibile dal passato e quello è un accessorio importante per la sua immagine. Ci piace vedere, attraverso polemiche come queste, che il pubblico presta tanta attenzione ai nostri film. Siamo contenti, non faremmo mai nulla di offensivo. verso nessuno.

Altre due new entry tutte al femminile del film saranno una villain di rispetto e una spalla per Bo e Woody. La prima è Gaby Gaby, una preziosa bambola parlante prodotta negli anni '50, proprio come Woody. Intrappolata in un negozio di giocattoli antichi, Gaby Gaby mira a smontare il cowboy per sottrargli alcune parti che permetterebbero anche lei di tornare a "parlare", via disco sonoro. La sequenza ambientata nel negozio di antichità farà la gioia degli appassionati della Pixar, assicura Rivera: 

La scena di Gaby Gaby si apre con un vecchio grammofono che suona la musica della sala da ballo di Shining: da lì pioveranno una marea di easter egg, per quella che sarà una vera e propria Eldolrado di riferimenti interni alla Pixar e al mondo del cinema. Abbiamo nascosto decine e decine di piccoli extra da scovare. 

Il livello di sofisticazione della trama su questo versante è evidente, con un chiaro omaggio a Viale del tramonto e alcune scene degne di un noir. Non farà un po' troppa paura al pubblico dei più piccoli? Rivera spiega di aver sottoposto le scene di questo e altri film a un pubblico di test molto speciale: 

Quando facciamo un film non pensiamo mai ai bambini nello specifico, anche se ovviamente vogliamo che piaccia ai più piccoli e alle loro famiglie. Noi però amiamo i vecchi film, quelli di nazioni lontane e siamo stati a nostra volta dei bambini affascinati da "film per grandi". Il nostro lavoro è quello di fare arrivare il messaggio a tutti.

Io ho 3 figli, di 13, 10 e 7 anni - continua Rivera -  e faccio vedere loro i film a cui sto lavorando. In Pixar usiamo spesso i nostri figli per testare scene come questo omaggio a Viale del tramonto, passaggi complessi che non sappiamo come verranno recepiti dai più piccoli. Loro ci sorprendono sempre. In questo caso specifico non colgono la citazione, ovvio, ma capiscono che il negozio è un posto pericoloso e tanto basta.

Rivera spiega che ai tempi della realizzazione del popolare Inside Out in molti pensarono che il film dedicato alle emozioni e ai complessi sistemi di funzionamento del cervello fosse troppo "astratto" per i bambini, ma proprio i figli dei dipendenti Pixar diedero un'accoglienza calorosa alla pellicola, poi rivelatasi un grande successo di critica e pubblico. 

Bo Peep e Woody in Toy Story 2HDPixar
Chissà che ci sarà anche un ritorno di fiamma tra questa nuova, intraprendente Bo Peep e Woody

La seconda new entry è Giggles McDimple, una poliziotta nonché il personaggio più piccolo mai apparso nel film: si tratta infatti di una sorta di micro-abitante di una casetta in puro stile Polly Pocket, uno dei tantissimi riferimenti da retronostalgia anni '90, che vola sulle ali di ballerine volanti e di altri giocattoli iconici di quell'epoca. Giggles è una poliziotta e vive una vita avventurosa in un parchetto giochi con Bo. La pastorella ha anche rivoluzionato il suo costume: pantaloni alla zuava, scarpe comode, capelli raccolti e bastone da pastore come strumenti di difesa e offesa. 

Le due girano a bordo di una macchinina elettronica, accuratamente occultata dalla pelle di un procione, in modo da ingannare i bambini e gli adulti frequentatore del parco. Bo trascinerà Woody in un ritrovo di giocattoli senza padrone, alla ricerca di informazioni utili a salvare un amico in pericolo. Boe presenterà Woody dicendo: 

Oh, lui è un mio accessorio. 

Di acqua sotto i ponti da quel lontano 1994 di pastorelle e cowboy ne è passata davvero tanta. Anche nel mondo dei giocattoli, dove Woody & co sono insidiati da tablet, smartphone e videogiochi, che per ora sono comparsi solo in un breve corto di Toy Story. Rivera spiega perché: 

Forse è perché io sono una persona molto analogica ma mi piace l’idea dei giocattoli fisici, per il film e per i miei figli. Quella dei tablet e dei videogiochi non è un’idea da sottovalutare per il futuro: quanto sarebbe offensivo per un giocattolo "vero" essere sostituito da uno smartphone o da un iPad? 

Toy Story sarà nei cinema italiani a partire dal 26 giugno 2019.

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