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Il sultano del Brunei scrive all'UE e difende la pena di morte ai gay

In una lettera indirizzata all'Unione Europea, ha difeso la lapidazione per gli omosessuali e le adultere: "Salvaguarda la sacralità del matrimonio"

Sultano del Brunei Getty Images

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Il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, ha indirizzato una lettera all'Unione Europea per difendere l'introduzione delle nuovi disposizioni delle Parti IV e V del locale codice penale, che puniscono con la pena di morte tramite lapidazione i rapporti consenzienti tra persone dello stesso sesso (precedentemente sanzionati con 10 anni di prigione), l’adulterio, l’aborto e la blasfemia. Inoltre, le nuove disposizioni prevedono anche l'amputazione di mani o piedi in caso di furto. 

Le nuove leggi, entrate in vigore lo scorso 3 aprile e basate, secondo il sultano, sulla shari’a, risponderebbero allo sforzo di preservare i valori tradizionali del Paese. Così si legge sulla lettera, che esorta l'Unione Europea a mostrare "tolleranza, rispetto e comprensione" per le nuove disposizioni previste nel codice penale. 

In un testo lungo quattro pagine, Hassanal Bolkiah difende la pena capitale per gli omosessuali e le adultere in quanto provvederebbe a "salvaguardare la sacralità della discendenza familiare e del matrimonio". Inoltre, il sultano ha sottolineato come le condanne siano destinate a essere poche, essendo necessaria, secondo il diritto islamico, la testimonianza di due uomini di "elevata moralità e provata fede" per appurare il fatto.

La risoluzione dell'Unione Europea sul sultano del Brunei

La lettera del sultano del Brunei segue la severa risoluzione dell'Europarlamento, che ha fermamente condannato la nuova normativa entrata in vigore a inizio aprile. Le nuove disposizioni, raccolte in quello che è stato definito "codice penale retrogrado", hanno sollevato l'indignazione della comunità internazionale che non ha escluso conseguenze più pesanti di un semplice biasimo. 

Infatti, gli europarlamentari hanno invitato Bruxelles "a considerare l'adozione a livello UE di misure restrittive per gravi violazioni dei diritti umani, compreso il congelamento di beni e il divieto di visti".

Non solo: è stato anche chiesto di inserire in lista nera i nove hotel di lusso appartenenti alla Brunei Investment Agency, di proprietà del sultano Hassanal Bolkiah. Tra questi, c'è anche il Principe di Savoia di Milano e l'Eden di Roma. Intanto, tantissimi vip hanno deciso di partecipare alla campagna di boicottaggio lanciata dall'attore George Clooney, tra i quali Sharon Stone ed Elton John.

George Clooney contro il sultano del BruneiHDGetty Images

Il sultanato del Brunei non è l'unico paese in cui l'omosessualità è punita con la pena capitale. Secondo il report State-Sponsored Homophobia dell'International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association, a marzo 2019 ben 68 paesi risultavano punire i rapporti omosessuali consensuali. In Arabia Saudita, Iran, Yemen, Sudan, Somalia e Nigeria, è prevista la condanna a morte. In Pakistan, Afghanistan, Emirati Arabi, QatarMauritania, può essere contemplata. 

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