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Cambiamento climatico, la soluzione di uno scienziato: piantare un bilione di alberi

Piantando un'enorme quantità di alberi, secondo uno studio condotto dall'ecologista Tom Crowther, si potrebbe ridurre significativamente la quantità di carbonio nell'atmosfera e contrastare il cambiamento climatico.

Panorama di una valle con una foresta Getty Images

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Un ecologista inglese ha ipotizzato che piantare una grande quantità di alberi potrebbe costituire un enorme aiuto nella lotta al cambiamento climatico.

Tom Crowther, che lavora presso l’università svizzera ETH a Zurigo, ha infatti stimato quattro anni fa che al momento sul nostro pianeta ci sono 3 bilioni (3mila miliardi) di alberi. Ora il suo team di ricercatori ha calcolato che la Terra avrebbe abbastanza spazio per ospitarne ancora 1,2 bilioni: “I livelli di carbonio che potremmo ripristinare se piantassimo 1,2 bilioni di alberi, o almeno se permettessimo a quegli alberi di crescere, sarebbe molto più alta di qualsiasi altra soluzione attuale per il cambiamento climatico” ha rivelato Crowther alla CNN.

Questa ricerca è ancora in fase di verifica prima di poter essere pubblicata sulla rivista Science, quindi l’ecologista non può ancora condividere i numeri esatti sulla quantità di CO2 che questi alberi potrebbero assorbire. Crowther dunque indica le stime di Project Drawdown, un’organizzazione no-profit che classifica le soluzione riguardo il cambiamento climatico in base alla quantità di CO2 che riuscirebbero a rimuovere dall’atmosfera, e la migliore delle possibilità proposte (che consiste nel gestire le emissioni di idrofluorocarburi HFC da frigoriferi e condizionatori) riuscirebbe a eliminare 90 milioni di tonnellate di carbonio (ogni anno le emissioni di carbonio nel mondo si aggirano intorno ai 37 bilioni di tonnellate). Per l’ecologista, 1,2 bilioni di alberi permetterebbero di raggiungere un risultato di gran lunga migliore.

Quanto alla fattibilità del progetto di Crowther, ci sono alcuni esperti che ritengono sia possibile. Tra questi, l’organizzazione Plant for the Planet, che sta promuovendo la campagna “Trillion Tree” (“un bilione di alberi”) proprio per raggiungere quel risultato.

Questa campagna era nata col nome Billion Tree (un miliardo di alberi) per volere dell’ONU nel 2006, che poi l’ha affidata PFTP. I giovani di questa organizzazione, dopo le stime di Crowther, hanno ritoccato verso l’alto l’obiettivo, e finora sono riusciti a piantare 15 miliardi di esemplari, con l’aiuto di vari governi - inclusa l’India, che ne ha piantati da sola 2 miliardi.

Il capo di PFTP, Sagar Aryal, ha detto: “Credo che un bilione di alberi sia fattibile. Non è che non ci siano abbastanza soldi nel mondo - forse i governi da soli non ce la possono fare, ma se lavoriamo anche con il settore privato, ci si può riuscire”. Crowther sta aiutando Plant for the Planet nello scegliere la migliore ubicazione della nuova flora, e tutte le località indicate dalla sua squadra sono terreni degradati piuttosto che aree agricole o urbane.

Ci sono posti in cui le fattorie sono state abbandonate, o dove c’è stata deforestazione e sono state dimenticate.

L’area in cui piantare alberi va scelta con cura. Crowther spiega che in alcune zone del Europa piantare più alberi potrebbe ridurre le temperature e la quantità di luce che viene riflessa dal manto nevoso, avendo come conseguenza quella di facilitare il riscaldamento globale.

Un professore presso l’università Texas A&M, Joseph Veldman ha aggiunto: “Senza dubbio, piantare alberi in modo aggressivo senza avere la giusta considerazione della storia dell’ecosistema in cui vengono inseriti sarebbe un cattivo investimento”.

Anche il tipo di piante che deve essere inserito va considerato con cura a seconda dell’ambiente: non si tratta di creare semplicemente nuove foreste, ma di ripristinare ecosistemi con le specie endemiche, e quindi restaurare ambienti come praterie e arbusteti.

Altro fattore da tenere in considerazione è il tempo: perché gli alberi diventino abbastanza grandi da poter esplicare in modo pienamente efficiente la loro funzione di “ripulire” l’atmosfera, bisognerebbe aspettare dai 30 ai 40 anni. Una soluzione da abbinare immediatamente, quindi, sarebbe impedire la deforestazione, che porta via ogni anno 15 miliardi di alberi dalla Terra.

Al momento, ci sono già progetti di riforestazione in Australia, nel Sahara e in Cina, ma gli sforzi dovrebbero espandersi un po’ in ogni angolo del pianeta. Commenta Crowther: “ Il cambiamento climatico sembra un problema così immenso e complicato - sembra che sia il problema di qualcun altro, e che qualcun altro se ne stia occupando o meno, e nessuno fornisce un messaggio semplice su come affrontarlo”.

Voglio presentare una soluzione cui tutti possono partecipare.

E spiega: “Se tutti i milioni di persone che hanno preso parte di recente alle marce per l’ambiente si interessassero di piantare alberi, l’impatto sarebbe enorme”.

Potremmo tutti informarci presso i centri del corpo forestale locali o le facoltà di ecologia per scoprire se è possibile fare qualcosa di concreto.

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