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Troisi poeta Massimo: al via dal 17 aprile a Roma la mostra fotografica sull'artista

Al Teatro dei Dioscuri al Quirinale va in scena, fino al 30 giugno 2019, un viaggio di ricordi dedicato all'attore e regista Massimo Troisi, a 25 anni dalla scomparsa. Con immagini inedite, oggetti, locandine dei film e documenti del poeta dei sentimenti.

A Roma una mostra fotografica dedicata a Massimo Troisi Ufficio Stampa Istituto Luce

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Si muoveva sul palco con passo leggero come un folletto. La battuta sempre pronta e quel sorriso unico e indimenticabile. A 25 anni dalla scomparsa Roma ricorda l’attore e regista Massimo Troisi con una mostra, Troisi poeta Massimo, al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dal 17 aprile al 30 giugno 2019. 

Una grande rassegna fotografica promossa e organizzata da Istituto Luce Cinecittà a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi con la supervisione di Stefano Veneruso, nipote di Massimo. Al centro della mostra immagini, filmati, manifesti e oggetti da set come l’iconica bicicletta usata da Mario/Massimo per portare la corrispondenza al poeta Pablo Neruda nel suo ultimo emozionate film Il Postino o la timida lettera scritta dal ventenne Paolo Sorrentino (che poco più di 20 anni dopo vincerà un Premio Oscar con La Grande Bellezza), e inviata a Massimo Troisi dove chiedeva di diventare il suo aiuto regista o assistente. Parole che Sorrentino esterna anche il timore di non poter realizzare il suo sogno come scrive lui stesso: 

Spero di poter fare cinema piuttosto che lavorare in qualsiasi altro campo con la mia futura laurea in Economia e Commercio.

Chissà poi se il regista napoletano ha mai risposto al giovane studente del Vomero...

La mostra fotografica su Massimo Troisi

Massimo Troisi nel film Il viaggio di Capitan FracassaHDUfficio Stampa

Un percorso unico nella vita artistica e professionale di uno degli attori e autori più amati nella storia dello spettacolo italiano. Oltre 80 scatti privati e immagini d’archivio, locandine, documenti e carteggi inediti, installazioni audiovisive sull’artista “pop” conosciuto dal grande pubblico per le sue performance a teatro, in televisione e al cinema.

La fama, l’ascesa e la voglia di vivere. Le tante collaborazioni con Benigni, l’amicizia con Pino Daniele. Troisi è stato un uomo dal carattere inteso, un animo puro. Grande affabulatore e narratore di storie che sapeva riferire con maestria. Un regista indipendente che ha osato fino all’ultimo respiro. 

Pulcinella senza maschera

Un talento comico naturale. Sincero, ironico e unico che ha fatto della leggerezza il suo tocco.

Massimo Troisi da bambinoHDUfficio Stampa

Tanti ricordi in mostra che evidenziano le passioni di Troisi come quello per il calcio e Maradona. Un Pulcinella senza maschera, com’è stato definito, erede naturale di Eduardo.  L’esposizione è un viaggio temporale nella vita dell’artista e nell’avventura del suo cinema con interviste e momenti di backstage da Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola a Il postino. Ma anche di testimonianze dirette da parte delle persone a lui vicine: amici e colleghi.

I visitatori potranno ammirare le foto della sua infanzia a San Giorgio a Cremano, dove nacque il 19 febbraio 1953 in una casa numerosa divisa con genitori, cinque fratelli, nonni, zii e rispettivi figli e le prime poesie che l'artista scrive già in tenera età. E poi i primi spettacoli in un garage, adattato a teatrino. Il Centro Teatro Spazio di San Giorgio, le prime farse scritte da Massimo all’inizio dei ’70 con la compagnia ‘RH negativo’.

Decaro, Troisi e GullottaHDUfficio Stampa

E ancora l’incontro con Lello Arena ed Enzo Decaro; la famosa calzamaglia nera, accompagnata dal cravattino bianco, che lo trasforma in un moderno mix tra Pulcinella e Charlot. La mostra procede con le foto, le locandine, i documenti dedicati a La Smorfia, il gruppo Troisi-Arena-Decaro che dal 1977 al 1980 con la sua napoletanità e una tradizione comica rivoluzionaria conquisterà locali, trasmissioni e i grandi teatri.

I visitatori ritroveranno i momenti migliori dagli sketch come quello di Troisi in panni di pia donna ne L’Annunciazione. L’inizio con Non Stop di Enzo Trapani, trasmissione culto che sarà di lancio per talenti come Carlo Verdone e I gatti di Vicolo dei Miracoli. E poi le comparsate, a fianco di amici e colleghi come Renzo Arbore, Gianni Minà, Roberto Benigni, Pippo Baudo.

Massimo Troisi ne Le vie del Signore sono finiteHDUfficio Stampa

Le sale della rassegna ci portano poi dentro il cinema di Massimo Troisi e la sua evoluzione registica con foto dei set. Dal successo inatteso di Ricomincio da tre (1981) al toccante film postumo de Il postino (1994). In mezzo c’è una regia semplice ed essenziale. Un cinema raffinato, d’impegno civile con dei tempi perfetti. Da Scusate il ritardo (1983) allo spassoso Non ci resta che piangere (1984) a fianco di Roberto Benigni fino a Le vie del Signore sono finite (1987).

Al passaggio fondamentale con Ettore Scola che lo definirà "il nostro attore dei sentimenti" in tre film: Splendor (1988) e Che ora è (1989) a fianco di Marcello Mastroianni, e Il viaggio di Capitan Fracassa (1990), con le immagini meravigliose di Troisi-Pulcinella. E poi Pensavo fosse amore invece era un calesse (1991), pellicola di successo sull’amore con le musiche dell’amico fraterno Pino Daniele.

Massimo Troisi ne Il postinoHDUfficio Stampa

Un ultimo spazio è dedicato alla proiezione di parti inedite del backstage che Stefano Veneruso ha realizzato durante le riprese de Il postino con l’atmosfera di divertimento, poesia e complicità vissuta dall’intero gruppo: Troisi con Philippe Noiret, Renato Scarpa, Maria Grazia Cucinotta, il regista Michael Redford e i collaboratori storici. Lo stesso Stefano Veneruso ricorda l’ultimo giorno delle riprese de Il postino a Cinecittà, quando Massimo uscendo dal camper per il brindisi finale con la troupe disse: ’Nun ve scurdat’ ‘e me!’.  

INFO - Troisi poeta Massimo

Roma - Teatro dei Dioscuri al Quirinale - (via Piacenza, 1)
Ingresso gratuito
Apertura: da martedì a domenica – dalle 10.00 alle 19.00

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