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Fibromialgia: cos'è, diagnosi, cause e cure di una malattia cronica che colpisce soprattutto le donne

La fibromialgia è una patologia molto dolorosa che colpisce i muscoli, i tendini e le ossa. A causa del dolore fisico invalida la vita del malato, compromettendone anche il sonno e le azioni quotidiane.

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La fibromialgia è una patologia cronica che colpisce moltissime persone, le cause e le cure sono due questioni ancora irrisolte. Gli studiosi, attualmente, stanno ancora studiando metodi per poter garantire ai malati una vita più serena e priva di dolore.

I sintomi della malattia sono vari e riconoscerla non è immediato, anche agli occhi di medici esperti. Continua nella lettura se vuoi avere altre informazioni sulla fibromialgia: quali sono le cure convenzionali e quelle naturali, tutti gli esami da fare per diagnosticarla e le ultime scoperte a riguardo. 

Cos'è la fibromialgia

Fibromialgia cos'è?HDiStock

La fibromialgia è una patologia cronica che genera dei forti dolori a livello muscolare, le zone dolenti sono i punti d'intersezione tra tendini e muscoli. Inizialmente si chiamava fibrosite ma è stata rinominata, proprio perché non interessava solo le fibre ma anche i tessuti circostanti e non era caratterizzata da un'infiammazione, come poteva suggerire il suffisso "site".

La fibromialgia più che una patologia si può meglio definire sindrome perché è caratterizzata da diversi sintomi che si presentano in contemporanea. Studi sull'epidemiologia dimostrano che è abbastanza comune nel nostro paese, si parla di 2 milioni d'italiani che soffrono di fibromialgia, le più colpite sono le donne tra i 25 e i 55 anni.  

Fibromialgia sintomi: come riconoscerla

Non è facile riconoscere la fibromialgia a partire dai sintomi, infatti questi sono comuni a varie malattie che colpiscono sempre: ossa, muscoli e tendini. Inoltre, i pazienti lamentano vari tipi di disturbi, alcuni dei quali non sono presenti nella totalità degli stessi. In linea di massima la fibromialgia causa:

  • dolore costante e diffuso, senza infiammazione, localizzato prevalentemente in punti d'intersezione tra ossa e ai muscoli. I distretti più dolenti sono: colonna vertebrale, spalle, braccia, polsi e coscia;
  • sensibilità accentuata e formicolio;
  • contrazione involontaria degli arti (fascicolazione);
  • rigidità e tensione muscolare, soprattutto nelle gambe;
  • stanchezza cronica (astenia) e debolezza;
  • alterazioni del sonno, in particolare, difficoltà nell'addormentamento e riposo che dura solo poche ore; 
  • alterazione dell'umore e della personalità;
  • disturbi gastrointestinali, una percentuale che va dal 40 al 70% dei pazienti che soffre di fibromilgia lamenta problemi di colon irritabile associati a: nausea, meteorismo e difficoltà di digestione;
  • problemi di secchezza della pelle e mucose, con la presenza di eruzioni cutanee;
  • mal di testa e vertigini;
  • dolori articolari e rigidità; 
  • intensi dolori in concomitanza con il ciclo (dismenorrea);
  • tachicardia.

Tender points

Tender pointHDiStock

I tender points, o punti dolenti, sono delle zone nelle quali, esercitando una pressione di almeno 4 kg, normalmente, non si dovrebbe percepire alcun tipo di sensazione. Nella fibromialgia, invece, in seguito alla loro stimolazione, si avverte un dolore molto forte, si parla quindi di iperalgesia affiancata a allodinia.

Bisogna rivolgersi a uno specialista in questo settore per fare questo test in quanto non è semplice individuare e concentrare la forza proprio in queste zone, solo così si avrà una diagnosi certa. I tender points sono 18 e si localizzano davanti e dietro, principalmente: nella zona di collo e spalle, sulle braccia e sul bacino.

Sintomi iniziali

La fibromialgia può presentarsi dopo: un trauma, una patologia virale o un'operazione chirurgica. Il dolore che si prova alle ossa o ai muscoli, imputato all'alterazione dello stato di salute del corpo, però, non diminuisce con il tempo, come succede normalmente, ma rimane costante.

In alternativa, l'esordio può essere legato a un periodo della vita particolarmente stressante, in cui si è soggetti a pressioni o ansie, dopo il quale si avvertono improvvisi, continui e costanti dolori a muscoli e articolazioni.

Fibromialgia: la diagnosi

Fibromialgia diagnosiHDiStock

La diagnosi della fibromialgia può essere molto difficile perché non ci sono esami di laboratorio specifici da affrontare, per questo motivo l'American College of Reumatology(ACR), già negli anni'90, aveva posto delle condizioni basilari che dovevano essere necessariamente presenti per parlare verosimilmente di tale malattia. Con gli anni le scoperte si sono affinate, quindi, attualmente, per diagnosticare la fibromialgia si fa riferimento a:  

  • dolore diffuso per almeno 3 mesi;
  • stimolazione con presenza di dolore di almeno 11 tenders point;
  • valutazione della storia del paziente (anamnesi) per capire la presenza di eventi traumatici o patologie psicologiche.

Fibromialgia: esami da fare

Nonostante gli esami laboratoriali, come si è detto, non possano da soli dare una diagnosi certa di fibromialgia, essi sono in grado di aiutare a escludere eventuali altre patologie, quelli consigliati sono:

  • esame obiettivo della funzionalità dei muscoli e delle ossa, deve dimostrare che non ci sono strutture compromesse, nonostante il forte dolore;
  • esame della tiroide, per escludere che si soffra d'ipotiroidismo, che ha sintomi come stanchezza e debolezza cronica;
  • esame del sangue, per attestare l'assenza di malattie infettive come epatite, AIDS ma anche tumori.

Le tempistiche

La diagnosi della fibromialgia è molto difficile, ci vogliono in media 5 anni per arrivare a una conclusione certa, questo perché, oltre agli esami di cui si è parlato nel paragrafo precedente, bisogna considerare i sintomi in modo complessivo, tenendo presente anche che pazienti diversi possono lamentare disturbi differenti.

Per questo motivo occorre sentire il parere di diversi specialisti, esperti in apparati specifici, per riunire, infine, le varie diagnosi in una sola.

Fibromialgia: le cause

Fibromialgia causeHDiStock

Le cause che portano alla comparsa della fibromialgia ancora non è sono state scoperta con certezza, attualmente si fanno solo delle ipotesi che fanno emergere un'eziologia varia, basata su differenti cause, quelle principali sono:

  • genetiche, influenzate dai caratteri ereditari, trasmessi dai genitori;
  • ambientali, relative al modo di vivere e alle abitudini;
  • ormonali, gli ormoni sono molecole secrete dal nostro organismo la cui funzione fondamentale è quella di comunicare messaggi da un distretto all'altro; in particolare, l'alterazione, quando si parla di fibromialgia, interessa l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Si verifica il malfunzionamento di meccanismi come: sonno e la veglia, la contrazione muscolare, ecc. 
  • psicologiche;
  • neurobiologiche, relative a meccanismi di comunicazione cellulare; 
  • funzionali in modo particolare del sistema nervoso simpatico, quest'ultimo secerne neurotrasmettitori che veicolano segnali eccitatori anche ai muscoli, per questo si pensa che alla base dell'esordio della patologia ci sia un mal funzionamento dei recettori che ricevono le informazioni.

Gli studiosi parlano di multifattorialità, quindi una concomitanza di eventi che porta all'esordio della malattia.

I tipi di fibromialgia

Fibromialgia tipiHDiStock

La fibromialgia primaria si presenta quando non ci sono altri disturbi in associazione alla patologia principale. Quando, invece, si affianca ad altre malattie, che colpiscono sempre muscoli o altri distretti corporei, si parla di fibromialgia secondaria.

Fibromialgia reumatica e muscolare

La fibromalgia reumatica o muscolare si chiama così perché si accompagna a patologie che colpiscono le ossa come:

  • artrite reumatoide;
  • spondiloartrite;
  • osteoartrosi;
  • lupus eritromatoso.

In questi casi, visto che i dolori si sovrappongono, è molto difficile fare una diagnosi corretta, ma considerando le zone di dolore specifiche della fibromialgia e i sintomi accessori si può arrivare all'identificazione della malattia.

Fibromialgia: cause psicologiche

La fibromialgia può avere anche un esordio psicologico ma non viene classificata come malattia mentale, bensì come una patologia a carico del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo.

Si parla di cause concernenti la mente perché i sintomi che si manifestano riguardano un'alterazione della percezione del dolore che, come noto, si genera a livello del sistema nervoso centrale. Oltre a ciò, tale patologia può avere un esordio in concomitanza a periodi particolarmente stressanti o in quei soggetti già depressi o ansiosi cronici. 

Legge 104 e fibromialgia: è prevista l'invalidità?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la fibromialgia come una patologia cronica invalidante per la quale spetta un risarcimento economico. Nonostante ciò, in Italia, dall'Inps, non è inserita tra quelle malattie a cui si riconosce l'accompagnamento; nonostante questo ci sono stati casi in cui la commissione della Asl, cui spetta il compito di riconoscere l'invalidità, desse un parere positivo.

Qualora si voglia presentare la domanda bisogna procurarsi un certificato medico, che attesti che si soffre di fibromialgia, firmato da uno specialista. Nel caso la procedura avesse esito negativo c'è sempre la possibilità di avanzare un ricorso, fornendo un'integrazione della documentazione medica.

Fibromialgia: le cure

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Le cure per la fibromialgia sono varie, si utilizzano sia i medicinali che le pratiche mediche, per dare al paziente un sollievo a 360°.

I farmaci impiegati sono: 

  • antidolorifici, per rendere più sopportabile il dolore, in particolare si impiegano quelli che agiscono a livello del sistema nervoso centrale;
  • antidepressivi, nel caso in cui si riscontrino cause psicologiche; 
  • miorilassanti, per rilassare la muscolatura perennemente contratta;
  • sonniferi, per favorire il riposo.

Parallelamente a ciò si utilizzano anche altre strategie non farmacologiche:

  • psicologia, la più usata è quella cognitivo-comportamentale;
  • tecniche di rilassamento per allentare la tensione dei muscoli;
  • attività fisica, non solo lunghe camminate ma anche esercizi specifici a corpo libero o usando con alcuni strumenti, come ad esempio il TENS, un elettrostimolatore che ha come fine la distensione muscolare.

Cura definitiva: esiste?

Attualmente non esiste una cura definitiva per la fibromialgia, si possono solo mettere in atto delle strategie terapeutiche per alleviare il dolore. Negli ultimi anni, però, ci sono stati molti progressi, sia dal punto di vista di scoperte legate alle cause generanti la patologia, sia riguardo a rimedi alternativi per ridurre i sintomi avvertiti dai pazienti.

La strada vincente è quella di attaccare la malattia su vari fronti, servendosi di specialisti esperti in diversi ambiti e non solo impiegando di medicinali. 

Fibromialgia e alimentazione: la dieta per la fibromialgia

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Per attenuare i sintomi della fibromialgia occorre avere uno stile di vita sano, non essere troppo sedentari e regolare i ritmi sonno veglia. La dieta è un altro aspetto molto importante da considerare, infatti ha permesso a diversi pazienti di avere un certo miglioramento. In particolare, i consigli per seguire un regime alimentare corretto in tale patologia sono:

  • ridurre il contenuto dei grassi;
  • diminuire gli zuccheri semplici, soprattutto quelli raffinati;
  • apportare le proteine da: pesce, uova e latticini, riducendo la carne rossa;
  • consumare molta frutta e verdura, privilegiando quella di stagione;
  • evitare alimenti irritanti per il colon, come quelli ricchi di spezie o molto piccanti;
  • bere almeno due litri di acqua al giorno;
  • eliminare té, caffè, ginseng e alcol.

Fibromialgia: cure naturali

Per avere degli effetti positivi sui sintomi della fibromialgia, oltre ai farmaci tradizionali, si possono usare anche cure alternative, come erbe o piante, che in se hanno ugualmente dei principi attivi. A seconda del disturbo che si vuole contrastare scegli:

  • ginko biloba, favorisce l'irrorazione del cervello aiutandone il funzionamento; 
  • eleuterococco, migliora la resistenza dell'organismo nei confronti dello stress;
  • iperico, combatte la depressione e l'ansia;
  • valeriana, ha principi attivi sedativi che aiutano a dormire;
  • artiglio del diavolo, ha proprietà anti-dolorifiche.

Si possono anche integrare alcune sostanze assunte già con la dieta le più importanti per combattere la fibromialgia sono:

  • melatonina aiuta a regolare il sonno e la veglia;
  • magnesio, agevola la contrazione muscolare;
  • vitamina D, rinforza le ossa;
  • vitamina B12, da energia;

Fibromialgia: le ultime scoperte

Fibromialgia ultime scoperteHDiStock

Gli studiosi continuano a interrogarsi su quali siano le cause scatenanti la fibromialgia, per trovare una cura efficace e definitiva a questa patologia. Le ultime scoperte in questo senso sono state fatte su vari fronti:

  • per quanto riguarda la sua origine, studi hanno elaborato la teoria della "sensibilizzazione centrale", in cui sono stati messi sotto accusa i recettori dei neurotrasmettitori. Si è scoperto che questi ultimi hanno una sorta di "memoria" che li rende più sensibili, tale meccanismo fa si che la soglia del dolore diminuisca;
  • per quanto una possibile guarigione, studi del 2016 mostrano come i muscoli dei malati di fibromialgia contengono una maggior quantità di: glutammato, piruvato e lattato, l'eliminazione di tali sostanze con l'esercizio fisico porterebbe a una riduzione del dolore;
  • per quanto riguarda le cause, studi condotti nel 2015 in Spagna hanno evidenziato che i pazienti affetti da fibromialgia presentano un indebolimento dei mitocondri a causa dei radicali liberi e delle infezioni che colpiscono il corpo.

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