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Pamela Anderson condanna l'arresto di Assange: 'Un diversivo dalla Brexit'

Pamela Anderson è intervenuta per condannare l'arresto di Julian Assange, il giornalista incolpato per aver diffuso dei documenti segreti tramite WikiLeaks. L'attrice ha accusato il Regno Unito di aver trovato un diversivo dalla Brexit.

Pamela Anderson Getty Images

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Pamela Anderson ha aspramente criticato l’arresto di Julian Assange, avvenuto ieri 11 aprile. Come riportato dall’ANSA, il fondatore di WikiLeaks è stato arrestato mentre si trovava a Londra, all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador, dopo che gli è stata revocata la concessione di asilo.

Non è stato il giornalista australiano a uscire dalla struttura, ma è stato l’ambasciatore dell’Ecuador a far entrare la polizia britannica all’interno della sede. In seguito, Assange è stato portato presso la stazione di Scotland Yard e, dopo, in tribunale. Non sono tardate ad arrivare le reazioni per questa notizia. Una delle prime è stata quella dell’attrice Pamela Anderson:

Sono sotto shock… (...) Come hai potuto Equador? (…) Come hai potuto Gran Bretagna? Certo, tu sei la p*****a dell'America e hai bisogno di un diversivo dalle tue stupide cazzate della Brexit.

Ha scritto, sul proprio profilo Twitter, l’ex C.J. Parker di Baywatch. La serie di durissimi tweet è continuata, con un attacco a Donald Trump:

E gli Stati Uniti? Questo tossico e codardo di un Presidente ha bisogno di galvanizzare la base? Sei egoista e crudele. Hai portato indietro il mondo intero. Siete il male e bugiardi e ladri.

L’attivista per gli animali conosceva Assange dal 2014 e pare che lo andasse a trovare presso l’ambasciata ecuadoriana. La Anderson ha ribadito la sua posizione a favore del giornalista:

Julian Assange è un EROE per il popolo. E la gente non permetterà questa vile ingiustizia. Aveva ragione da sempre.

La 51enne canadese si dedica da tempo ai temi sociali, battendosi per i diritti degli animali e portando avanti la lotta all’AIDS, oltre a criticare i poteri forti e le istituzioni.

Julian Assange è stato ritenuto colpevole alla Westminster Magistrates' Court di Londra per aver violato i termini della cauzione nel 2012, quando non si presentò dal giudice, rifugiandosi nell’ambasciata dell’Ecuador. Come riportato dall’ANSA, il ministro dell’interno britannico Sajid Javid ha detto:

Posso confermare che Julian Assange, 7 anni dopo essere entrato nell'ambasciata ecuadoriana, è ora sotto custodia della polizia per affrontare debitamente la giustizia del Regno Unito. Voglio ringraziare l'ambasciata dell'Ecuador per la sua cooperazione e la polizia per la sua professionalità: nessuno è al di sopra della legge.

Solo per questo reato, Assange rischia fino a 12 mesi di galera nel Regno Unito. La Gran Bretagna deve, inoltre, valutare la richiesta di estradizione presentata dagli USA, dove il giornalista australiano è accusato di cospirazione finalizzata alla pirateria informatica e potrebbe essere condannato a morte: l’uomo avrebbe ottenuto le password – grazie all'ex analista dell'intelligence Chelsea Manning – per accedere ai computer della difesa americana e rendere pubblici migliaia di documenti top secret, attraverso WikiLeaks.

Assange è un figlio, un padre, un fratello. Ha vinto decine di premi di giornalismo ed è stato nominato per il Nobel per la Pace dal 2010. Ma attori potenti, inclusa la CIA, sono impegnati in un sforzo sofisticato per disumanizzarlo, delegittimarlo e imprigionarlo.

Queste le parole di WikiLeaks, l'organizzazione fondata per diffondere i documenti segreti. Pamela Anderson, sul proprio profilo Twitter, ha poi specificato:

La libertà di parola, il diritto di esprimere opinioni senza restrizioni del governo, è un ideale democratico che risale all’Antica Grecia. Negli Stati Uniti, il Primo emendamento garantisce la libertà di parola, sebbene gli Stati Uniti, come tutte le democrazie moderne, pongano dei limiti a questa libertà.

La paura per l’attrice e attivista è che possa capitargli qualcosa:

Assange aveva ragione nel credere che gli Stati Uniti stessero inesorabilmente cercando di farlo tacere per aver esposto la verità, per essere un veicolo e aver aiutato a denunciare crimini contro l'umanità. Essere sotto i riflettori lo ha aiutato a eludere la resa, la tortura o la morte fino ad ora. Dobbiamo tenere tutti gli occhi su di lui.

La Anderson, che vive in Francia con il compagno e calciatore Adil Rami – come riportato dal Daily Mail – avrebbe deciso di conoscere, per la prima volta, Assange per comprendere come diventare un’attivista migliore. Da quel momento, ha iniziato a fargli visita più assiduamente, ma ha sempre negato una storia romantica. Lo scorso novembre, aveva detto:

Mi sento più vicina a lui di quanto lo siano molte altre persone e lui si fida di me. Sì, è solo un’amicizia.

Secondo quanto dichiarato dal Presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, la decisione di revocare lo status di asilo sarebbe derivata dalle ripetute violazioni alle convenzioni internazionali e ai protocolli di vita quotidiana. Il Presidente avrebbe chiesto alla Gran Bretagna di garantire che Assange non venga estradato in nessun Paese in cui potrebbe essere sottoposto a tortura o alla pena di morte.

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