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Legittima difesa: con la riforma di legge sarà 'sempre' possibile difendersi

Il progetto di legge sulla legittima difesa ha cambiato la normativa ampliando i casi in cui è possibile invocarla: ecco le novità più importanti della riforma che potrebbe avere implicazioni inedite per le donne.

Banchi al senato iStock

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Il 6 marzo scorso la Camera ha approvato il disegno di legge in nove articoli di Salvini sulla legittima difesa, passato anche in Senato il 28 dello stesso mese. Con la promulgazione nella Gazzetta Ufficiale entrerà ufficialmente in vigore, ma quali sono esattamente le novità di questa legge? Gioverà alle donne, vittime privilegiate degli aggressori?

Il provvedimento, fortemente voluto dalla Lega, riformula l’articolo 52 del codice penale, e introduce anche delle novità in tema di violazione di domicilio e reati contro il patrimonio. La più grande innovazione della normativa, però, sta nel fatto che d’ora in poi la difesa sarà sostanzialmente sempre legittima: ogni volta in cui ci sentiremo minacciati da un ladro, o questi minaccia di possedere o usare un’arma, saremo legittimati a reagire.

C’è chi parla di norme eccessive e incostituzionalità del provvedimento, che in sostanza riconosce il diritto a reagire in maniera radicale (ad esempio, sparando) nei confronti di ladri e aggressori per cercare di difendere la vita propria, quella di un familiare o di un cliente.

Ecco tutto quello che c'è da sapere a proposito della nuova legge italiana sulla legittima difesa.

La difesa ora è sempre legittima

Una donna con una pistolaHDiStock

La legittima difesa è una delle cause di giustificazione del reato, che permette di reagire a un’aggressione o a una minaccia (per salvare se stessi o altri, così come per salvaguardare beni propri o altrui), ponendo in essere un comportamento che altrimenti si qualificherebbe come reato. Finora la si poteva invocare solo entro certi limiti, cioè quando, di fronte a un pericolo imminente, sorgeva la necessità di difendersi senza poter ricorrere all’aiuto delle forze dell’ordine, e a patto che la difesa consistesse in un comportamento proporzionato all’offesa.

Con la riforma appena approvata la difesa non sarà eccessiva, dunque non verrà punita, se si usa “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o l’altrui incolumità, i beni propri o altrui”. All’articolo 1, che è il cuore della novella, si stabilisce dunque che la difesa è sempre legittima, e che quel rapporto di proporzione sussista anche in caso di violazione di domicilio (art. 614 del codice penale).

Che cosa significa? Che sostanzialmente ricorrerà una scriminante per la condotta di chi si difende nella propria abitazione, oppure in luoghi privati in cui esercita la propria attività professionale, usando un’arma per la cui detenzione abbia i permessi necessari, oppure utilizzando qualsiasi altro mezzo idoneo a difendere l’incolumità propria o di altre persone (o beni propri o altrui), quando l’aggressore non dimostra di voler desistere e anzi sussiste il pericolo di subire l’aggressione.

Inoltre, in questi stessi casi, grazie al nuovo quarto comma dell'art. 52 c.p., si ritiene che agisca “sempre” in stato di legittima difesa chi “compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone". 

L’eccesso colposo di legittima difesa: il nuovo articolo 55 del codice penale

Una donna si difendeHDiStock

La riforma ha modificato anche l’articolo 55 del codice penale, che disciplina l’eccesso colposo di legittima difesa, ovvero la reazione esagerata e sproporzionata di fronte alla minaccia, che porta a commettere un reato pur non avendone l’intenzione.

Ora è stato infatti aggiunto un quarto comma che amplia il concetto di offesa in maniera da aumentare i casi in cui si può invocare la legittima difesa. Per questo, “la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito” in condizioni di cosiddetta minorata difesa (che all’articolo 61 comma 5 del c.p. è definita come “l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”), oppure “in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto".

Questa categoria del “grave turbamento” è una novità nel codice penale, dunque sarà compito del giudice valutare caso per caso se sussista o meno.

Legittima difesa: pene inasprite per molti reati 

Un ladro si introduce in un'abitazioneHDiStock

La nuova legge ha modificato anche il regime sanzionatorio di una serie di reati, le cui pene sono ora più aspre che in passato.

  • Violazione di domicilio (art. 614 c.p.), la condotta di chi “s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno” sarà punita ora con un periodo di reclusione da 1 a 4 anni (prima invece da 6 mesi a 3 anni), mentre “se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato” la pena detentiva è da 2 a 6 anni, e non più da 1 a 5.
  • Per il furto (614 bis c.p.), invece, le sanzioni attuali oscillano da 4 a 7 anni (prima erano da 3 a 6 anni).
  • Furto con aggravanti: nel caso in cui il furto preveda aggravanti quali l’impiego della violenza, di armi o narcotici, “la pena è della reclusione da 5 a 10 anni e della multa da euro 1000 a euro 2.500”.
  • Rapina (628 c.p.): mentre la pena massima è ancora pari a 10 anni di reclusione, il minimo è salito da 4 a 5 anni, con inasprimenti in caso di aggravanti.

Legittima difesa: patrocinio gratuito e risarcimento danni

Una statuina che raffigura la GiustiziaHDiStock

L’articolo 8 del provvedimento ha introdotto l’istituto del patrocinio gratuito dello Stato, ovvero l’esonero dal pagamento delle parcelle dei legali in caso in cui si venga prosciolti o assolti o qualora il procedimenti penale venga archiviato, per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo di legittima difesa. Tuttavia, lo Stato avrà diritto a chiedere indietro le somme anticipate nel caso in cui sia pronunciata sentenza irrevocabile di condanna dopo la riapertura delle indagini, della revoca o dell’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere o della impugnazione della sentenza di proscioglimento.

Ancora, se il soggetto che ha commesso il fatto viene assolto in sede penale non dovrà nemmeno risarcire il danno. Se invece si configura un eccesso colposo, il danneggiato avrà diritto a un’indennità calcolata dal giudice tenendo conto “della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato”.

Legittima difesa: costituzionalità

L'esterno della Camera dei DeputatiHDiStock

L’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha espresso forti dubbi sulla compatibilità di questo provvedimento con la nostra Costituzione. Il presidente dell’Anm, Francesco Minisci, ha più volte segnalato, anche in Parlamento, la preoccupazione riguardo i profili di incostituzionalità della legge di riforma sulla legittima difesa: “Per noi è bene ribadire poi che, in ogni caso, in presenza di un ipotetico caso di legittima difesa, anche con questa nuova legge, un procedimento penale dovrà essere sempre aperto e le indagini andranno comunque fatte, a garanzia dei cittadini, questo va detto con chiarezza da parte di tutti, altrimenti - conclude Minisci - si danno messaggi sbagliati portatori di gravi rischi e si rende un cattivo servizio alla collettività".

La nuova legge sulla legittima difesa non tutelerà i cittadini più di quanto erano già tutelati fino ad oggi.

Minisci prosegue: “Al contrario, introduce concetti che poco hanno a che fare con il diritto, prevede pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati, oltre a portare con sé grandi difficoltà di interpretazione: tutto ciò significa che tutti saranno meno garantiti".

Cosa pensate della nuova normativa sulla legittima difesa: aiuterà le donne?

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