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Jovanotti risponde a Messner: 'Non parlo di montagna, ma sui concerti ho qualcosa da dire'

Dopo l'appello di Messner e le critiche di Cognetti sull'opportunità di tenere un concerto in alta quota a Plan de Corones, Jovanotti risponde difendendo la sua scelta.

Jovanotti Getty Images

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Nel tour estivo Jova Beach Party di Jovanotti, che lo porterà in quattordici località balneari italiane, c’è un’eccezione che ha sollevato un polverone: una data sulla vetta Plan de Corones, a 2.275 metri di quota.

Contro la decisione di inquinare il silenzio dell’alta montagna alle spalle di Brunico il 24 agosto si è schierato il 6 aprile l’alpinista Reinhold Messner, che ha detto: "Non posso vietare il concerto, ma se potessi lo farei. Non ha senso uno spettacolo del genere in montagna, lo si faccia altrove. Lassù, in quota, si va a cercare il silenzio".

A queste parole ha fatto eco poco dopo lo scrittore Paolo Cognetti (premio Strega 2019 per il romanzo Le otto montagne): “Jovanotti dovrebbe fare un passo indietro, lasciare respirare la montagna e rispettare il silenzio. Pensate che impatto devastante potrebbero avere dieci, ventimila persone o ancora di più sul Plan de Corones. Stimo molto Lorenzo Jovanotti, sono sicuro che capirà il senso dell'appello di Reinhold Messner. Un appello che naturalmente condivido. La troppa folla sta uccidendo le montagne”.

Poco fa è arrivata la risposta di Jovanotti, con un lungo post su Facebook, che esordisce dichiarando:

Non discuto con Messner di montagna, non mi permetterei mai, ma sui concerti ho qualcosa da dire.

Jovanotti spiega: “Il nostro progetto per l’estate è serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali che oggi non sono solo possibili ma anche importanti da mostrare al pubblico, soprattutto ad un pubblico come è il mio, sensibile ai temi chiave del presente. Quando dico che stiamo tenendo insieme un evento rock con l’equilibrio ambientale non lo dico tanto per dire, si tratta di mettere in campo tutte le conoscenze in questo ambito ed è quello che stiamo facendo, per mostrare un modo nuovo di fare le cose, non quello solito che giustamente preoccupa Messner”.

Il futuro non lo si affronta negandoci le esperienze ma immaginandone di nuove con nuovi mezzi.

L'artista assicura: "Faremo una cosa non solo bellissima ma unica nel suo approccio ambientale, nuova e antichissima allo stesso tempo, e per quanto riguarda me e la squadra coinvolta ci tengo a rassicurare Messner che ha preoccupazioni autorevolissime che per me e per il pubblico, d’accordo con tutti i partner del progetto anche quelli amministrativi, si tratta di realizzare non solo grandi giornate di goduria collettiva ma anche grandi aperture verso panorami di economia circolare, di comportamenti ecosostenibili e di equilibrio umanità/pianeta".

Rivolgendosi poi all’alpinista di fama mondiale, il cantante aggiunge: "Se poi lui preferisce il silenzio delle grandi altitudini in solitaria al battito dei piedi che ballano sulla terra nuda stimolati da una giusta potenza di watt rispondo che c’è un momento adatto a tutto, e a Plan de Corones la folla festosa non è una novità, è un luogo di tutti ed è bello per questo. Sentirsi invasi da gente allegra che non ha nessuna intenzione di violare nessun tempio naturale ma casomai di celebrarlo suona semplicemente, ahimè, elitario, e siamo alle solite, e a me le solite non piacciono, i club esclusivi non fanno per me".

Jovanotti prosegue parlando della propria carriera e di un sogno che dice di condividere con Messner: "Io nella mia vita le uniche scalate che ho fatto sono di classifiche di canzoni ma ho esperienza di sognatore e anche quello può essere uno sport estremo che va praticato con tutta la cura possibile. Tra i miei sogni ce n’è uno che condivido con Messner, ovvero il sogno di un futuro in cui la presenza dell’uomo non sia distruttiva per la natura, e questo oggi è un sogno realizzabile anche su larga scala, partendo dai comportamenti dei singoli e di ognuno, coinvolgendo economia, politiche locali, aziende con questo tipo di obiettivo".

L'artista sottolinea: "Le cose si possono fare anche bene, e la montagna non ha più diritti di un bel prato a Woodstock o di una spiaggia a Rimini o del Circo Massimo, gli ambienti vanno rispettati sempre, non solo il giardino intorno a casa propria. Non è solo un sogno realizzabile, è anche opportunità di nuovi lavori e di trasformazioni, di prospettive di rinascita di un paese che pare imprigionato nei no, nei vedremo, nella difesa di piccoli personali privilegi e corsie preferenziali".

"Ce la faremo”, conclude l’artista, “e spero di stringere la mano dell’uomo che ha scalato gli ottomila in arrampicata libera, consapevole che la grande impresa del nostro tempo sia quella di ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Il cammino è iniziato e reale, e le nostre feste saranno un nuovo campo base che a differenza di quello sull’Everest verrà lasciato meglio di come lo troveremo con la collaborazione di tutti quelli che vivranno una grande giornata insieme. Lorenzo".

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