Dai Blur a Kate Moss: come il brit pop anni '90 ha cambiato la moda (e torna trendy nel 2019)

Blur in concerto

Le atmosfere plumbee e piovose dell’epoca del britpop, tra chitarre e tastiere, tornano nel 2019 con una ventata di moda athleisure, sneaker, tute acetate, giacche di jeans e parka.

È incredibile come il britpop nel 1993 spenga 25 piovosissime candeline: non può essere così datato, e allo stesso tempo già così epico. Eppure il genere musicale dei Suede, degli Oasis, dei Blur, che ha scolpito un’epoca e un immaginario connotato di nostalgia, affonda le sue radici in un 1993 sfocato ai ricordi (o, per dirla con un termine inglese, “blur”).

Gli anni sono volati e i protagonisti del genere rain & gain, con i loro outfit desaturati, hanno già conquistato lo status di icone. Tra i trend fashion del 2019, in passerella come nello street style, gli anni del britpop – un genere nato dall’indie rock anni ’80, troppo soft per essere rock e troppo alternative per essere pop – rievocano brandelli struggenti di nostalgia.

L’immaginario del britpop anni ’90 andava oltre le note delle tastiere e delle chitarre, della Y generation, cresciuta a pane, Mulino Bianco e MTV, e all’immaginario suggestionato da Trainspotting o da Kate Moss, trendsetter pronta a ribaltare un decennio e, con esso, la concezione della top model.

Ricordando i favolosi Nineties del britpop, delle band britanniche (Blur o Oasis? Questo è il dilemma), degli oggetti della cultura del decennio, degli outfit e accessori, la fine degli anni ’10, connotamente sporty e athleisure, intercetta gli spunti ormai retrò di capi e look che hanno dominato più di un decennio, tra il parka di Liam Gallagher e le felpe di Damon Albarn.

Si trattava di guardaroba ibridi, ma con una profonda e interessante ventata di modernità, per quanto postmoderna: c’era la cultura dei bambini cresciuti davanti alla televisione in quei look, c’erano rimandi Sixtes, nostalgie della swinging London e ricordi dei militanti anni ’70.

Ma quali sono i capi “britpopiani” da avere assolutamente? Ecco quali sono i trend da non perdere.

Sneaker e tute Adidas

Le sneaker Adidas non sono così connotative del britpop: le indossava anche Freddie Mercury, come una sorta di feticcio sporty anni ’80, dopo la rivoluzione del suo look sotto il segno del Castro Clone. Ma si tratta di un outfit trasversale, che attraversa generazioni e decenni.

Negli anni ’90 ha vissuto un grande momento di splendore, tra la generazione Trainspotting, i look nerd con le tute acetate con le immancabili strisce laterali, le sneaker, i cappellini. La fine degli anni ’10, quando il mood britpop è rievocato dagli shooting a tema e dalle foto su Instagram, ripropone la febbre Adidas tra tute e accessori. Tra i fan delle sneaker Adidas c’era anche Liam Gallagher, grande amante del modello Sambas.

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La polo Fred Perry

Erano gli anni ’90 e gli Sleeper stavano scalando la ribalta del nuovo genere musicale, proponendo una nuova moda, “normcore”, con una propensione sporty-calcistica, con outfit preppy-high school e polo di Fred Perry, abbinate con jeans Levi’s e scarpe da tennis. Le Fred Perry sono un baluardo dei look classico-sportivi, perfetti per i “bravi ragazzi”.

Getty ImagesDamon Albarn in Fred Perry sul palco
La polo Fred Perry di Damon Albarn

 Giacche, camicie, t-shirt componevano il guardaroba di questa band, che vent’anni dopo è stata ripresa da una frangia di moda alternativa. Le polo Fred Perry erano molto amate anche da Damon Albarn, frontman dei Blur.

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Fred Perry

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Il parka

Non si può ripensare a Liam Gallagher senza ricordare il suo parka blu o verde, con cappuccio bardato di pelo. Un outfit perfetto per le rigide temperature britanniche, ma altrettanto connotativo del “Caino” del duo inglese. Infagottato nei propri parka, mascherato dai suoi occhiali da sole, Liam raggiungeva il suo obiettivo: coprirsi. Radio X commemora il suo modello arancione, che i fan si affannavano a cercare tra i negozi reali e virtuali.

Getty ImagesLiam Gallagher in parka
Liam Gallagher e il suo inseparabile parka

Eppure il parka non si può dire che sia mai passato, o tornato di moda. È caldo, comodo, trendy, e riporta indietro il tempo all’epoca favolosa del britpop. E poi piaceva tanto anche a Richard Ashcroft dei The Verve!

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Il più british

New Look

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Le Dr. Martens

Se il britpop fosse una scarpa, sarebbe una sneaker Adidas o una Dr. Martens. I celebri anfibi inglesi rappresentano un’epoca, quella di All around the world o di Boys & Girls.

Amatissime da Suede ed Elastica, le Dr. Martens formano una nicchia approfittando delle subculture (pronte a diventare mainstream, e quindi fashion trend del mercato globale) cavalcate dai Blur, in grado di evolversi insieme all’evoluzione dei costumi da loro stessi promossa. Le Dr. Martens, che hanno regnato verso la fine degli anni ’90 come outfit grunge-britpopiano-rockettaro, alla fine degli anni ’10 è un must-have di modelle e influencer.

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Il più economico

Dr. Martens

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Stile minimal

Il britpop ha accompagnato l’epoca del Less is more. Nulla a che vedere con Chanel, ma l’abbigliamento e gli accessori si fondavano sull’essenziale, linee pulite, tagli sportivi e nessuno spazio per le sperimentazioni chiassose e barocche.

 I colori puntavano sulle nuance del paesaggio inglese: verde oliva, azzurro plumbeo, grigio chiaro.

Ed è per questo che, ripensando al decennio del britpop, ce lo figuriamo in colori slavati e tenui, un impasto pastello annacquato che non sembra riservare spazio ai rossi, ai gialli, agli arancio.

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Il più retrò

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Jeans boyfriend

Tornati alla ribalta da poche stagioni, rappresentano un baluardo dei Nineties e della generazione cresciuta davanti a Beverly Hills 90210.

Anche i jeans boyfriend sono un baluardo della moda anni ’90. Ampi, scoloriti, over-washed, erano tra i preferiti di un’icona assoluta associata all’epoca del britpop: Kate Moss. A vita bassa, indossati con top o t-shirt che lasciavano la pancia scoperta, presentavano buchi e strappi molto rock. Nel 2015 questo modello è tornato prepotentemente di moda, da abbinare alle sneaker e alla caviglia rigorosamente scoperta.

Boyfriend jeans a palloncino lavaggio vintage chiaro
I più Nineties

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Felpe acetate con le strisce

Felpe blu, verde acqua, grigie o salmone regnavano nel comparto britpop con strisce bianche laterali sulle maniche. A scuola, nei primi '90, erano quasi considerate da nerd, ma qualche decennio dopo sono un vero must per la moda contemporanea. La teoria dei corsi e ricorsi nella moda è sempre valida: tutto torna, ma cambiando di segno.

Dal celebre modello Adidas ad altri marchi, da Diadora a Robe di Kappa, erano uno dei look preferiti delle band e degli emuli figli dei Nineties. Il look athleisure e un po’ trasandato è tornato nei guardaroba dei trendsetter, da abbinare a jeans skinny e – rigorosamente – scarpe da tennis.

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Il più sporty

Robe di Kappa

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Giacca o camicia di jeans

Occhi cerulei, giacca di jeans, chitarra appesa alla spalla, il britpop si nutre di abbigliamento sportivo e di denim, come il classico giacchino un po' overwashed.

Getty ImagesNoel Gallagher sul palco
Noel Gallagher in giacca di jeans

La giacca di jeans è un evergreen, spunta in ogni epoca, ma in particolare dei Nineties era diventato simbolo ed emblema di una generazione smart. Azzurra come il cielo inglese, la giacca di jeans appare in molte foto vintage che ritraggono i Blur, gli Oasis, i Suede e le altre band del decennio.

Giacca corta di jeans
Il più glam

Brave Soul - Fitz

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Righe

Anche le righe sono state un motivo dominante degli anni del britpop: t-shirt, magliette, felpe, camicie, in versione orizzontale o verticale, le strisce spuntavano su qualunque outfit, creando un pattern geometrico estremamente lineare, da “norm-fashion”.

Getty ImagesDamon Albarn con una maglia a righe
Damon Albarn e le righe

Bianche e nere, azzurre e bianche, rosse e bianche, vericali o orizzontali, larghe e strettissime, le strisce e le righe popolano camicie, spuntano sulle maniche delle felpe e sui minidress sportivi.

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Il più athleisure

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Siamo in parte inconsapevoli della rivoluzione che il britpop ha operato sui costumi, un cambiamento sociale e culturale che ha elevato lo stile sporty come grande protagonista della quotidianità, in contesti diversi dalle palestre e dai campi da calcio. L'impronta "normcore" (vestirsi in modo non particolarmente appariscente) come scelta trendy ha segnato un'epoca e rilanciato capi dailywear, come sneaker e giacche di jeans, come veri must-have di allora e di oggi.

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