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Il nuovo tatuaggio di Lena Dunham è un simbolo per tutte le donne che lottano contro l’endometriosi

La lotta di Lena Dunham contro l'endometriosi continua. L'attrice e regista di Girls ha deciso di tatuarsi il collo in nome di tutte le donne che, come lei, soffrono di questa patologia purtroppo ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata.

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Lena Dunham ha ricevuto la diagnosi di endometriosi nel 2015 e, da allora, ha subito ben cinque interventi chirurgici. A soli 32 anni, l'attrice e regista di Girls ha deciso di farsi rimuovere utero, cervice e ovaio sinistro nel tentativo di alleviare il dolore causato dalla sua malattia, comune a molte donne e, purtroppo, ancora oggi avvolta dal pregiudizio derivato dalla scarsa conoscenza.

L'endometriosi - il cui principale sintomo è la presenza e l'accrescimento di mucosa uterina in altri organi del corpo - è una malattia vera e propria, provoca dolore intenso e può essere invalidante. Le donne che soffrono di endometriosi sono malate ma, molto spesso, la loro sofferenza non viene compresa.

Riconoscere l'endometriosi come una malattia è fondamentale per tutte le donne che ne sono affette, troppo spesso vittime di diagnosi tardive o sbagliate e, non di meno, di banalizzazioni e atteggiamenti minimizzatori da parte degli stessi medici o dei loro datori di lavoro.

Per questo, la Dunham ha deciso di tatuarsi sul retro del collo la parola "sick" ossia "malata". Ecco cosa ha scritto su Instagram, condividendo la foto del suo nuovo tattoo:

A volte l'aggettivo che più temi ti venga affibbiato è il modo migliore in cui possano chiamarti. 

Lena Dunham non ha mai fatto mistero sulle sue condizioni di salute, rendendo partecipi i follower delle evoluzioni della malattia. Alcuni mesi fa, ha condiviso su Instagram un toccante post legato alla sua esperienza con l'isterectomia e alla dipendenza da benzodiazepine, assunte per contrastare forti attacchi di panico insorti a causa dell'endometriosi:

La prima foto è di un anno fa, la prima notte dopo l'operazione. Ero piena di dolore che non riuscivo a localizzare tra le bende delle ferite e le benzodiazepine. Mi sentivo senza uno scopo, arrabbiata e autocommiserativa. La seconda è stata scattata oggi, sono felice gioiosa e libera.

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What a difference a year makes... First photo was indeed a year ago today, on the first night after my hysterectomy for severe endometriosis. I was smiling but my eyes say it all: full of anxiety and grief that I couldn’t locate through the layers of pain meds and benzos. Severe undiagnosed PTSD, feelings that my worth and purpose were being taken from me, angry and self-pitying with no sense of how I’d emerge. Plus, my hair had fallen out in odd clumps and I’d taken it upon myself to dye what remained electric blue cuz if you’re gonna spiral why not SPIRAL (shout out to @joanaavillez for being a true friend and bringing Manic Panic when I demanded it at night in the hospital, though. I love you Jo.) The second pic was taken tonight, happy joyous and (substance) free. The last year hasn’t been all roses and Kenny G songs, but it’s been proof enough for me the the divine is present. The divine- it’s been there in the kindness of my family, friends, chronically ill folks online. It’s also been there in the moments where I cried myself to sleep, shocked by the sounds coming out of my mouth. It’s in the light slanting on my comforter, the resilience of my best friend’s baby clonking her head then giggling, the new hairs sprouting at my temples. Mostly I’ve found it in my own strength, because who the fuck knew that was there. And I don’t mean strength as in powering through tough times. I mean strength as in vulnerability, feeling it all, taking it as it comes and dancing even with a hospital grade menstrual pad in my underwear. I surprised myself. I bet you can surprise yourself too.

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Convivere con una malattia come l'endometriosi ha fatto sì che Lena Dunham riscoprisse la propria forza interiore, una carica "divina" che non credeva di avere:

C'è stato del divino nella mia famiglia, nei miei amici e negli altri malati cronici online. C'era quando piangevo fino ad addormentarmi e ancor di più l'ho trovato nella mia forza, perché chi l'avrebbe mai detto.

Coraggio, Lena!

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