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The Resident 2: Che fine ha fatto Julian Booth? La recensione dell’episodio 13

La recensione dell’episodio 13 di The Resident 2 e i migliori momenti della puntata.

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Il nono episodio della seconda stagione di The Resident si era concluso con un tragico cliffhanger che aveva visto l’ormai ex rappresentante della QuoVadis Julian Booth finire fuori strada con la sua macchina durante la sua fuga da Atlanta. L’incidente della Booth molto probabilmente è stato causato di uno “scagnozzo” di Gordon Page, deciso a fare fuori la sua ex protetta dopo le terribili verità che la Julian aveva scoperto sulla provenienza dei dispositivi medici venduti dall’azienda.

Da allora, nonostante le ricerche di Devon, non abbiamo più saputo nulla di Julian ma nei primi minuti della 13esima puntata di The Resident 2 viene ritrovata la macchina della giovane donna in un fiume, mentre il suo corpo risulta ancora scomparso nel nulla.

Il ritrovamento della macchina di Julian sprona Devon, che intanto è tornato nel suo appartamento che per tanto tempo ha condiviso con l’ex fidanzata Priya ormai vuoto, a proseguire le ricerche su di lei arrivando a scoprire che l’ultima telefonata che la Booth ha fatto prima di sparire stata all’FDA (ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici). Da questo non trascurabile dettaglio, in aggiunta all’ultimo incontro avuto con Julian durante il quale lei sembrava terrorizzata e decisa a lasciare la città, Pravesh capisce che dietro alla scomparsa della rappresentate potrebbe esserci Gordon Page.

Intanto in quel del Chastain Park A.J. Austin parla con Bell svelandogli la verità sul malfunzionamento delle valvole cardiache della Quo Vadis, provato da un test Mina. Notizia che non sorprende affatto Bell il quale inaspettatamente schiera dalla parte del suo geniale chirurgo e contro Page, soprattutto nel momento in cui viene a conoscenza del fatto che sul web esiste un sito dove è possibile trovare la lista di tutti i medici che vengono pagati dalle aziende che realizzano apparecchiature mediche in cui lui è presente.

Per aiutare Austin, e se stesso, Randolph Bell chiede al “Dio della chirurgia” A.J. di limitarsi a fare interventi semplici e privi di rischi in modo da dimostrare di non essere facilmente soggetto a errori in sala operatoria ma, quando una paziente molto amata dalla Dottoressa Kitt Voss accetta di sottoporsi a un triplo trapianto d’organi quasi mai avvenuto prima, sia Bell e Austin tentano il miracolo di salvarla.

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