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Come vivere senza plastica in casa imparando a riciclare per preservare l'ambiente

Una scrittrice e ambientalista londinese ha tentato con successo l’esperimento di ridurre quasi completamente l’utilizzo quotidiano della plastica. La sua vita è cambiata, e ora ha creato un portale online per aiutare gli altri a seguire il suo esempio.

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A gennaio 2018 una mamma inglese, Sophie Tait, ha deciso di provare a vivere il più possibile senza plastica. Un anno dopo è riuscita a ridurre il consumo dell’80%, e ha creato un’utile guida per spingere gli altri a fare lo stesso.

L’emergenza della plastica nel nostro ecosistema è ormai talmente diffuso e allarmante da colpire qualsiasi organismo, perché non c’è più una zona del nostro pianeta che non sia inquinata. La plastica arriva negli abissi degli oceani, crea isole grandi come stati, provoca la morte di moltissimi animali e finisce anche nell’acqua imbottigliata che beviamo abitualmente.

La guida creata da Sophie Tait, che si chiama Trash Plastic (“gettate via la plastica”), è molto utile e indica i tipi di prodotti, servizi, luoghi e rimedi fai-da-te che aiutano a ridurre il consumo di questo materiale. Nel presentarla, la mamma di due bimbe di nove anni che vive col marito e due gatti nella parte sud-orientale di Londra, ha spiegato che lo stile di vita cui la sua famiglia puntava non voleva essere troppo sacrificato, ed è stato difficile trovare il giusto compromesso, ma è un’esperienza che consiglia a tutti.

Posso dire in tutta onestà che stiamo vivendo molto meglio con molta meno plastica.

Sophie continua: “Quasi ogni cambiamento che abbiamo fatto è stato per il meglio. Ma c’è voluto duro lavoro per arrivare dove siamo. E ‘vivere meglio’ non sempre significa quello che pensiamo, o anche quello che credevamo all’inizio di questo esperimento”. La donna si è resa conto che, se all’inizio dell’esperimento avesse avuto una guida pratica, sarebbe stato tutto più semplice.

Ecco quindi che Sophie si è messa all’opera e ha creato lei stessa il manuale online, che aiuta a cambiare la propria vita come progetto a lungo termine, senza dover rinunciare a tante cose piacevoli.

Dire addio alla plastica: le basi

Barattoli di vetro riempiti di semi e cerealiHDiStock

Nel raccontare la sua esperienza, Sophie ha spiegato che il primo passo è incuriosirsi. Questo significa documentarsi un po’ sul problema che affligge il mondo, e che è strettamente collegato a quello del cambiamento climatico. Quando si leggono certe cose, è probabile che venga la voglia di disfarsi immediatamente di tutta la plastica, ma arrivare al traguardo raggiunto dall’ambientalista non è così immediato. Cosa fare?

Sophie consiglia di tenere da parte “TUTTA” la plastica che usiamo in casa per almeno una settimana. “Lavatela, impilatela e poi fate cadere la torre, e avrete un bel cumulo. È una vista che apre gli occhi (un vero shock), quando ci si rende conto di quanta plastica abbiamo usato e da dove proviene”. Questo passaggio serve a capire in quali ambiti della nostra vita usiamo più frequentemente prodotti di plastica, così da concentrarsi sulla riduzione di quelli prima di preoccuparci di oggetti che compriamo raramente.

Gli strumenti utili e l’organizzazione necessaria

posate e spazzolini di legnoHDiStock

Ci sono una serie di oggetti riutilizzabili che sono indispensabili per evitare il consumo di plastica: bottiglie per l’acqua, tazze da caffè o tè da viaggio, borse di stoffa e (soprattutto se ci sono bambini) cannucce di metallo e magari una di quelle posate che sono un ibrido da cucchiaio e forchetta (“spork”) o almeno una forchetta. Sono oggetti che Sophie suggerisce di portare sempre con sé, ed è consigliabile anche cominciare subito a far tesoro di barattoli di vetro e ogni altro contenitore che permetta di portare in giro e conservare prodotti non confezionati.

Quanto al metodo secondo cui organizzarsi, la donna ammette che è difficile fare compere senza essere sommersi dalla plastica. Per affrontare il problema è bene fare una lista della spesa, sottolineando tutti i prodotto che notiamo come più “pieni di plastica”, e informarsi su metodi e alternative d’acquisto più sostenibili. “Probabilmente saranno tutte cose che hanno a che fare con gli alimenti.

In quel caso, vedete se potete sostituire un prodotto con un altro dove acquistate di solito. Guardate a tutte le risorse nelle vicinanze. Controllate cosa potete ordinare online. Rendetevi le cose il più semplice possibile, ma fate con c-a-l-m-a”.

Dire addio alla plastica è costoso?

Detersivi in confezioni di plastica e aceto con saleHDiStock

“Si tratta di un tipo di vita ancora di nicchia”, ammette Sophie, “E le cose di nicchia, purtroppo, possono essere a volte più costose”.

In generale, direi che spendiamo la stessa quantità di soldi.

La donna continua: “Ci sono cose che sono mooooolto più costose - come deodoranti, mangime per animali e consegna del latte. Ma ce ne sono altre molto più economiche, come comprare la maggior parte dei nostri ingredienti in forma sfusa”. 

Eliminare la plastica in cucina

Cibi confezionati in plastica e altri in buste di cotoneHDiStock

Molto probabilmente, la maggior parte della plastica utilizzata ha a che fare con il confezionamento di cibi e bevande, da quelli che compriamo per cucinare a quelli che ci facciamo arrivare a casa; al secondo posto invece troviamo i prodotti per pulire.

  • Frutta e verdura: niente più porzioni confezionate con la pellicola (che non è riciclabile). Quando si fa spesa al supermercato bisogna andare a comprare alimenti sfusi. Esistono poi delle buste di tessuto, corda o tela, da usare al posto di quelle di plastica per pesare frutta e verdura.
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  • Snack: la plastica delle confezioni delle patatine è spesso non riciclabile, e questo settore quindi sarà sempre una nota dolente. Quello che si può fare è cercare le marche che usano plastica riciclata o confezioni compostabili.
  • Prodotti per la pulizia: anche qui, i flaconi dei detergenti sono tra gli oggetti di plastica più presenti nelle nostre case, e fortemente inquinanti. Purtroppo, arginare il problema con le confezioni di “ricarica” non è davvero sufficiente, e si dovrebbe cominciare a rivolgersi ai negozi che vendono detersivi sfusi, magari privilegiando i brand che usano ingredienti non nocivi per l’ambiente. In alternativa, almeno si dovrebbe preferire le grandi confezioni risparmio. Infine, non bisogna disdegnare i vecchi rimedi “della nonna”, creando dei prodotti fai-da-te, come uno spray sgrassatore composto per metà d’acqua e metà aceto bianco (e se ci si lasciano in infusione bucce di limone, oppure si aggiunge qualche goccia di olio essenziale, si toglierà anche l’odore sgradevole dell’aceto).

  • In ambito di pulizia della casa, infine, è bene preferire stracci, pezze e spazzole fatte con materiali sostenibili, come noce di cocco o varie fibre vegetali: costano di più, ma durano anche molto più a lungo. Ci sono per esempio rotolo di “carta” fatti di bambù che possono essere lavati e riutilizzati molte volte, ammortizzando ampiamente il costo dell’acquisto. 
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Eliminare la plastica nel bagno

Saponette impilateHDiStock
  • Prodotti per corpo e capelli: la soluzione è cercare brand che non usano confezioni di plastica, preferendo magari il vetro oppure i formati solidi che devono essere semplicemente incartati. La marca più conosciuta e apprezzata è di certo LUSH, ma con una ricerca online su prodotti di bellezza “senza plastica” si trovano anche altri brand, come i saponi Savon du Midi, oppure gli shampoo Lamazuna.
  • Make-up: la prima regola d’oro è non comprare troppo, e anzi acquistare quando ormai abbiamo terminato gli altri prodotti che abbiamo. Detto questo, la scelta dei brand dovrebbe sempre orientarsi verso quelli col packaging meno inquinante (di nuovo, preferire metallo o vetro), oppure marche come MAC, che permette di riciclare i vecchi cosmetici. Altro investimento eco-friendly è quello per i dischetti rumuovitrucco di cotone lavabili.
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  • Prodotti per le mestruazioni. Sappiamo tutti che gli assorbenti sono fatti di plastica non riciclabile. Considerando quante persone ne fanno uso in tutto il mondo, l’impatto inquinante di questi prodotti è altissimo. Per chi però non vuole utilizzare la coppa mestruale, ci sono altre opzioni: dall’intimo lavabile agli assorbenti creati con tessuti naturali come cotone o fibra di bambù, anch’essi lavabili e riutilizzabili.
  • Bucato. Così come per la pulizia in cucina, anche nel bucato bisognerebbe preferire detersivi sfusi. La maggior parte degli indumenti che indossiamo è composta di fibre sintetiche, e a ogni lavaggio immettiamo nei corsi d’acqua grandi quantità di microfibre plastiche deleterie per l’ambiente. Poiché evitare di comprare indumenti sintetici è molto difficile, un piccolo rimedio è quello di evitare di lavare i vestiti troppo spesso, e preferire temperature più basse e programmi di lavaggio con meno giri.
    Esiste anche un sacchetto completamente riciclabile in cui inserire gli indumenti durante il lavaggio che pare riesca a ridurre la quantità di microfibre rilasciate nell'acqua dopo ogni lavaggio. Altra opzione è tornare indietro nel tempo e scegliere i detersivi in polvere dentro le confezioni di cartone

Dire addio alla plastica è davvero possibile?

bottiglie e altri rifiuti di plasticaHDiStock

Sophie sa che intraprendere questo stile di vita può essere frustrante e che non sarà sempre facile trovare alternative, ma l’importante è non demordere e continuare a utilizzare l’esperimento come modo per cambiare abitudini, “che sono automatiche, piuttosto che frutto di scelte consapevoli”.

Inizialmente, la sua famiglia si era imposta un obiettivo irrealizzabile, di eliminare del tutto la plastica, ma poi hanno capito che in certi ambiti è irrinunciabile. La citazione cui si ispirano viene dalla rete e recita più o meno:

Non abbiamo bisogno di una manciata di persone che azzerino il consumo di plastica perfettamente, ma milioni di persone che lo facciano in modo imperfetto. 

Ci sembra un ottimo motto, e davvero ciascuno di noi ha il potere di cominciare a cambiare le cose per il meglio con piccolo gesti quotidiani.

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