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Dumbo: niente è impossibile per Tim Burton

Un po’ remake un po’ sequel, il live-action Dumbo di Tim Burton riporta in auge la favola del tenero elefantino volante. Dal 29 marzo nei cinema.

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Era il 1941 quando il dolce elefantino dalle orecchie giganti, Dumbo, apparve per la prima volta sul grande schermo nel classico dalla corale regia che ha incantato generazioni di bambini con uno stile semplice, dovuto principalmente allo scarso budget allora a disposizione degli Studios, in grave crisi dopo l’uscita della splendida ma costosissima Fantasia.

A quasi 80 anni dalla prima volta che, con l’aiuto della sua piuma portafortuna, Dumbo ha spiccato il volo facendo del suo più grande difetto - le orecchie - la propria forza, la storia del personaggio più tenero per eccellenza della Casa di Topolino torna al cinema nel lungometraggio live-action diretto dal regista Tim Burton. Cineasta che più di ogni altro è stato in grado nella sua carriera di raccontare storie che girano attorno a protagonisti bizzarri, imperfetti ma in grado di trasformare i propri difetti in peculiarità uniche quali effettivamente sono.

Il regista Tim BurtonHDDisney

Il Dumbo di Tim Burton, a differenza dei precedenti live-action Disney quali Cenerentola e La Bella e la Bestia, non è solo un mero adattamento in carne ed ossa del Classico del ’41 ma è un ibrido tra un reboot e un sequel in cui scopriamo cosa accade alla piccola star del circo di Max Medici (Danny DeVito) dopo che impara a volare e quando l’imprenditore senza scrupoli V. A. Vandemere (Michael Keaton) decide far fruttare questa magia per i suoi scopi pecuniari.

Nuovi personaggi, vecchie emozioni

Parallelamente alla storia di Dumbo, l’ultima fatica di Tim Burton porta avanti anche quella dei fratellini Milly e Joe Holt che, orfani di madre, si ritrovano dover ricostruire un rapporto con il papà, interpretato da Colin Farrell, appena tornato dalla guerra senza un braccio. 

I tre protagonisti di questa favola, Millie, Joe e Dumbo, affrontano insieme un percorso di formazione nel quale verranno fagocitati anche tutti altri personaggi del lungometraggio, compresa la bellissima trapezista francese Colette (Eva Green), e che porterà tutti verso la più ambita delle mete: la libertà di essere se stessi.

DumboHDDisney

Se il Dumbo del 1941, infatti, premeva molto sul tema dell’odierno “bullismo” presentandoci un protagonista devastato dall’allontanamento della madre e dalle prese in giro continue di chi non guarda oltre la propria visione di normalità, la pellicola di Burton invece spinge l’acceleratore soprattutto sull’idea che l’anomalia è sempre sinonimo di bellezza. Che si tratti di una star del circo che, anche senza un braccio, ha ancora la voglia e il coraggio di esibirsi, di una giovanissima donna che non vive nel mito dell’apparenza ma di Marie Curie o, perché no?, di un cucciolo di elefanti dalle enormi orecchie che usa questo suo “difetto” per volare.

Buon cast non mente

L’estetica dark e decadente tipica di Tim Burton, a differenza delle morali che da sempre il cineasta inserisce nei suoi film, fatica ad emergere tra i colori di Dumbo dove invece sono tante le citazioni che richiamano la pellicola originale, compreso l’omaggio a uno degli sketch/trip visionari più belli dell’animazione ovvero quello dei rosa elefanti.

Una scena di DumboHDDisney

Ma se la firma di Burton c’è, anche se in maniera non perfettamente leggibile, molti degli attori feticcio del cineasta - dall’”ei fu” Spiritello porcello Michael Keaton, al “pinguino” Danny DeVito fino ad arrivare alla Miss Peregrine Eva Green - sono ben presenti nel film e portano sulle spalle, insieme all’elefantino dagli occhi blu che in questa nuova versione è decisamente molto più “badass” del suo alter ego animato, il peso di una pellicola.

Zavorra di aspettative che veicola sul finale anche un messaggio ultra animalista ma che ha prima di tutto ha la capacità rara di regalare al pubblico una buona dose di sana innocenza.

Dumbo è nei cinema italiani dal 29 marzo.

Voto6,5/10

Burtoniano nei temi più che nell'estetica, Dumbo è un reboot/sequel del Classico Disney del '41. Colorato e struggente inno alla diversità e all'innocenza.

Sandra Martone

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