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Le donne in carriera attraenti sono considerate meno affidabili, lo rivela uno studio americano

Lo hanno chiamato "effetto femme fatale", e consiste nel considerare le donne d'affari più attraenti come meno affidabili, meno sincere e più meritevoli di essere licenziate.

L'imprenditrice Kylie Jenner Getty Images

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Una ricercatrice della Washington State University ha rilevato che le donne in carriera attraenti sono considerate meno affidabili, meno sincere e più meritevoli di essere licenziate rispetto a quelle meno piacenti.

La studiosa e una collega della University of Colorado hanno designato questo fenomeno come “l’effetto femme fatale”, e ha a che fare non semplicemente col fatto che tradizionalmente le donne belle non vengono associate ai ruoli tipicamente riservati agli uomini, ma anzi si collega soprattutto a sensazioni primitive di insicurezza sessuale, gelosia e paura, sia tra uomini che tra donne.

Le donne molto attraenti possono essere percepite come pericolose.

Così ha spiegato Leah Sheppard, assistente della cattedra di management nel WSU Carson College of Business e autore principale di un articolo nella rivista Sex Roles. La ricercatrice ha proseguito: “Questo fenomeno ha rilevanza quando determiniamo valori come il grado di fiducia che abbiamo in quelle persone e quanto siamo disposti a credere alla verità delle loro parole”.

Nella letteratura sono molti gli esempi di donne che con la loro bellezza hanno sedotto e ingannato uomini valorosi (da Circe in Omero alla Carmen di Bizet alle dive dei film noir), e nonostante le lotte femministe, è una percezione ancora diffusa. Dice infatti la Sheppard: “Ci sono due stereotipi in conflitto. Da una parte l’idea che ‘ciò che è bello è buono’, e cioè la convinzione che le persone di bell’aspetto in genere incontrano meno difficoltà nella vita. Ed è una cosa generalmente vera. Ma le cose si fanno più complicate se guardiamo al genere”.

Per le donne ci sono contesti in cui essere belle non è un vantaggio.

Insieme a Stefanie Johnson della Boulder's Leeds School of Business presso la University of Colorado, la Sheppard ha condotto sei diversi test, usando immagini reperite tramite Google con la ricerca “donna professionista” e tramite l’apporto di volontari trovati con Mechanical Turk di Amazon (una piattaforma di crowdsourcing), i quali hanno espresso giudizi sulla bellezza di queste donne.

La business woman Sophie AmorusoHDGetty Images
Sophie Amoruso, fondatrice e CEO di NastyGal

Nei primi quattro studi ai partecipanti è stato chiesto di valutare la sincerità delle donne e degli uomini che annunciavano licenziamenti su profili di news falsi. A prescindere dal titolo o dall’azienda (donne in posizioni di comando oppure nelle pubbliche relazioni, o ambienti tipicamente maschili come le firme tecnologiche, o quelli più femminili come l’ospedale), le donne attraenti erano costantemente considerate meno sincere di quelle non piacenti.

Considerando che i risultati sono stati raggiunti a prescindere dal ruolo ricoperto dalle donne nelle rispettive aziende, il pregiudizio per cui una donna non è adatta a svolgere mansioni tradizionalmente maschili non è entrato in gioco.

Nel quinto studio, le ricercatrici hanno inserito un fattore ulteriore, ovvero un suggerimento che mette i partecipanti in uno stato emotivo che può influenzare le loro percezioni. Ai volontari è infatti stato chiesto di pensare e scrivere qualche riga riguardo un momento della loro vita in cui si siano sentiti sicuri in una relazione e certi che il proprio partner “era fedele e impegnato solo con loro”. Questo condizionamento è stato definito “sicurezza sessuale”. Con il secondo condizionamento, di “sicurezza generica”, ha poi chiesto ai partecipanti di riflettere e scrivere di quelle volte in cui si sono sentiti molto sicuri di se stessi. In tali condizioni, le risposte hanno dimostrato che le donne attraenti erano considerate tanto sincere quanto le altre.

Nell’ultimo studio hanno chiesto ai partecipanti di decidere se ciascuna donna meritasse o meno di essere licenziata, e alcuni sono stati condizionati in modo da sentirsi sessualmente sicuri, altri invece insicuri. Il primo gruppo non ha fatto distinzioni in base alla bellezza delle donne, mentre il secondo ha valutato quelle attraenti come meno sincere e più meritevoli del licenziamento.

L'imprenditrice Ivanka TrumpHDGetty Images
Ivanka Trump

Da un punto di vista evolutivo, secondo la Sheppard, le donne hanno sempre fatto uso della loro bellezza per trovare compagni, quindi una donna considera le altre più attraenti come una minaccia a livello competitivo. Gli uomini, invece, sono stati attratti dalle donne ma si sono preoccupati che la loro avvenenza potesse renderle infedeli.

Da un punto di vista sociale, poi, le donne attraenti possono sfruttare il loro aspetto per ottenere vantaggi sul posto di lavoro, che lo meritino o meno. Tutti gli altri, uomini o donne, lo ritengono ingiusto o anche ingannevole.

Secondo la dottoressa Sheppard questo effetto femme fatale potrebbe attenuarsi se tutti fossimo più coscienti degli stereotipi che condizionano le nostre percezioni, ma la gente di rado riconosce di pensare in maniera condizionata. Ciò che possono fare, secondo la studiosa, le donne avvenenti è essere più dirette possibile: “Per loro ispirare fiducia sarà sempre una sfida, quindi ci metteranno più tempo, ma possono farcela”.

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