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Emilia Clarke: ‘Ho sofferto di due aneurismi cerebrali durante Game of Thrones’

La regina di Game of Thrones ha raccontato di aver subito due aneurismi cerebrali e aver rischiato di morire sul set o durante le interviste. Ora sta bene e si dedica all’aiuto di persone con le stesse patologie.

Emilia Clarke in primo piano Getty Images

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Nessuno lo avrebbe mai detto, ma la splendida Emilia Clarke - Daenerys Targaryen – ha rischiato di morire due volte durante le riprese di Game of Thrones, fortunata serie fantasy di HBO.

L’attrice britannica ha deciso solo ora di raccontare la propria storia a New Yorker, quando ormai si sente sicura e stabile, ma ha trascorso momenti davvero difficili.

È iniziato tutto proprio sul set della serie, quando Emilia – stressata e pressata dai continui attacchi della stampa e della critica che le chiedevano incessantemente perché “una donna forte come Daenerys avesse bisogno di spogliarsi” ha avuto dei crolli, momenti di panico, annebbiamenti. Un giorno, dopo aver vomitato bile, ha capito che forse avrebbe dovuto sfogare lo stress in palestra e si è fatta seguire da un personal trainer. All'epoca aveva 24 anni.

Era proprio in palestra, a Crouch End, a nord di Londra, quando ha sentito i primi sintomi dell’aneurisma. Il mal di testa si era impossessato di lei e, mentre si allenava, sentiva una morsa atroce. Era l'11 febbraio 2011.

Il mio allenatore mi ha fatto mettere in posizione plank e ho immediatamente provato la sensazione che una fascia elastica mi stesse schiacciando il cervello.

Emilia ha cercato di ignorare il dolore, che aumentava ogni minuto di più. Per questo ha chiesto all’allenatore di fare una pausa e si è ritrovata nello spogliatoio in condizioni disperate.

Ho raggiunto il bagno, mi sono piegata sulle ginocchia e ho vomitato tanto e violentemente. Nel frattempo il dolore - una sensazione di colpi, pugnalate, percosse - stava peggiorando. In un certo senso sapevo cosa stava accadendo: il mio cervello era danneggiato.

Daenerys Targaryen  in primo pianoHBO
I fan di Daenerys non immaginavano cosa stesse attraversando Emilia

Prima di perdere i sensi, le è stato prestato soccorso da una donna.

Ricordo il suono di una sirena, un'ambulanza, ho sentito delle nuove voci, qualcuno che diceva che il polso era debole.

Qualcuno ha chiamato i suoi genitori, mentre la trasportavano in ospedale. Più tardi, i medici le avrebbero spiegato che era rimasta vittima di un aneurisma, la rottura di un’arteria cerebrale, fatale nel 30% dei casi. Per riprendersi Emilia ha dovuto sottoporsi a un delicato intervento chirurgico, da cui si è svegliata afasica, sfasata, in parte paralizzata. Il recupero è stato lungo e faticosissimo. 

Anche se stavo dicendo cose senza senso, mia madre è stata così gentile dall'ignorarle e provare a convincermi che ero perfettamente lucida. Ma sapevo che non era così e nei momenti peggiori volevo spegnere le macchine. Ho chiesto ai medici di lasciarmi morire.

Ma poi si è ripresa, è uscita dall’ospedale e ha provato a riprendere la propria vita, anche se la paura che succedesse di nuovo era sempre in agguato.

I medici avevano avvisato Emilia che c’era un piccolo aneurisma che non si era riassorbito e che avrebbe dovuto prestare attenzione: l’attrice ha trascorso mesi con il terrore di morire da un momento all’altro.

Emilia Clarke in primo pianoGetty Images
Emilia Clarke al Comic Con nel 2011

Nel 2013, mentre interpretava Holly Golightly a Broadway, Emilia ha subito un altro aneurisma. Ed è stato necessario sottoporsi a un’altra operazione: era stata raccontata come una cosa semplice, ma non lo è stata.

Il recupero è stato ancora più doloroso rispetto a quello precedente. Avevo l'aspetto di qualcuno che aveva affrontato una guerra molto più violenta rispetto a quelle affrontate da Daenerys. Ero uscita dall'operazione con un drenaggio che usciva dalla testa. Parti del mio cranio erano state sostituite con il titanio.

Terrorizzata dal perdere la vista e le funzioni cognitive, Emilia ha trascorso giorni in apatia, impossibilitata a guardare le persone negli occhi.

Uscita dall’ospedale, l’attrice aveva dovuto presenziare a impegni ufficiali e pressanti, sempre con la paura di morire. Un forte mal di testa al Comic Con le aveva fatto credere che sarebbe morta in diretta, ma si è fatta forza, ha risposto alle domande a testa alta, ed è sopravvissuta.

Negli anni dopo la seconda operazione sono guarita andando oltre ogni ragionevole speranza. Ora sto bene al 100%.

E si dedica al supporto di persone che lottano contro la stessa patologia.

Oltre al mio lavoro come attrice ho deciso di dedicarmi all'attività benefica e ho aiutato a sviluppare SameYou, in collaborazione con partner nel Regno Unito e negli Stati Uniti, che ha lo scopo di offrire cure alle persone che hanno subito danni cerebrali e aneurismi.

SameYou offre supporto e assistenza a chi si trova a convivere con malattie cerebrali.

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