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Via col vento compie 80 anni: 10 cose che (forse) non sai sul colossal

La pellicola diretta nel 1939 da Victor Fleming è una delle più amate e importanti della storia del cinema. Ecco 10 curiosità sul film tratto dal romanzo “da Pulitzer” di Margaret Mitchell.

Vivien Leigh e Clark Gable in una scena di via col vento Getty Images

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Nel 2019 uno dei film più amati di sempre, tanto dal pubblico che dalla critica, compie ben 80 anni. Era infatti il 15 dicembre del 1939 quando ad Atlanta, città che all’epoca ospitava circa 300 mila abitanti e che per l’occasione fu invasa da 1 milione di persone, venne proiettato per la prima volta Via col vento.

La pellicola in technicolor diretta da Victor Fleming fin dalla primissima visione entrò immediatamente nel cuore del pubblico nel mettere in scena la lunghissima e avvincente epopea tutta al femminile di Rossella O’Hara - interpretata da una straordinaria Vivien Leigh - tra triangoli amorosi e women empowerment d’altri tempi, sullo sfondo della guerra di secessione americana.

L’importanza storica di Via col vento, vincitore di 10 premi Oscar, è indiscutibile e ancora adesso, al netto dell’inflazione, è il lungometraggio col maggiore incasso al mondo.

Per festeggiare questa pietra miliare della cinematografia mondiale, la cui genesi è stata lunga e tortuosa, ecco 10 curiosità su Via col vento, opera tra le più maestose della settima arte.

1 - Le discriminazioni dal libro al film

George Cukor HDGetty Images

Via col vento è la libera trasposizione dell’omonimo romanzo della scrittrice Margaret Mitchell. Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1936, fu accusato all’epoca di razzismo per l’abuso della parole “nigger” nel testo. Tale epiteto, considerato giustamente offensivo, è stato tolto in fase di adattamento della sceneggiatura. Questa decisione è però risultata alquanto ipocrita in quanto il cast di attori afroamericani del film era trattato in maniera decisamente discriminatoria sul set dove vennero costruiti dei bagni ad hoc per loro e non vennero invitati alla premiére del colossal in Georgia.

Dietro le quinte di Via col vento non vennero discriminati solo i neri ma anche gli omosessuali. La pellicola, infatti, è diretta da Victor Fleming ma fu George Cukor il primo regista del film, licenziato all’inizio delle riprese dal produttore David O. Selznick. Ufficiosamente a Cukor fu tolta l’opportunità di lavorare a Via col vento a causa della sua lentezza ma sembra che il vero motivo fosse legato alla sua omosessualità. Indiscrezioni dell’epoca riportano che lo stesso Clark Gable, interprete del “superuomo” Rhett Butler, non amasse "prendere ordini" da un cineasta apertamente gay tanto da inveire contro di lui sul set con frasi del calibro di "Non voglio essere diretto da un gay. Voglio lavorare con veri uomini!"

2 - Vivien Leigh: bella e impossibile

Vivien LeighHDGetty Images

Vivien Leigh fu scelta per il ruolo di Rossella O’Hara battendo circa 1400 concorrenti ai provini, ma dirigere l’attrice non fu affatto facile per Victor Fleming in quanto la Leigh era affetta da bipolarismo e quindi alternava continuamente momenti di grande euforia a momenti di vera e propria depressione. 

Non a caso negli anni ’40, proprio a causa della sua malattia mentale, la Leigh fu sottoposta a elettroshock e, dopo la sua performance in Un tram chiamato desiderio di Elia Kazan, l’attrice si immedesimò talmente tanto nel ruolo di Blache DuBois che come lei finì in una clinica psichiatrica. Si racconta addirittura che ai medici che la visitarono poco prima della sua morte (8 luglio 1967), quando le chiesero se si ricordasse come si chiamava, lei rispose:

Ma certo! Il mio nome è Blanche DuBois!

3 - Paulette Goddard vs Vivien Leigh

Paulette GoddardGetty Images

Prima di Vivien Leigh, che approdò sul set nelle vesti di Rossella O’Hara a riprese già iniziate, era stata scelta Paulette Goddard come protagonista di Via col vento ma l’attrice venne soppiantata dalla rivale poiché  nonostante vivesse da anni con Charlie Chaplin i due non erano legalmente sposati.

Per il bigotto Louis B. Mayer della casa di distribuzione e produzione MGM era inaccettabile che la prima attrice di una pellicola del calibro Via col vento non fosse sposata con l’uomo con cui condivideva il letto e così sostituì la Goddard con la Leigh.

In realtà anche la Leigh conviveva già con il suo futuro marito Laurence Olivier ma la loro relazione allora non era nota ai tabloid e questo bastò a Mayer per affidarle il ruolo di Miss Rossella. Vivien Leigh sposò poi Olivier il 31 agosto 1940, come promesso a Meyer.

 4 - La poca lungimiranza di Gary Cooper

Gary CooperHDGetty Images

Inizialmente per il ruolo di Rhett Butler non era stato scelto Clark Gable ma Gary Cooper. L’attore però si rifiutò di partecipare al progetto, si racconta, con questa motivazione:

Via col vento sarà il fiasco più clamoroso della storia, sono felice che sia Clark Gable a perdere la faccia e non io.

La poca lungimiranza del divo Cooper è stata l’enorme fortuna di Gable, attore “feticcio” del produttore David O. Selznick che posticipò per due anni l’inizio delle riprese di Via col vento pur di averlo nel ruolo di co-protagonista.

5 - Mammy: una “questione politica”

Hattie McDanielMGM

Nella seconda metà degli anni ’30 già solo la notizia che un film tratto dall’amatissimo libro di Margaret Mitchell sarebbe stato prodotto creò moltissimo scalpore tanto che per il ruolo di Mammy, la governante di Rossella O’Hara, la moglie dell’allora presidente degli Stati Uniti, Eleanor Roosevelt, scrisse al produttore Selznick per farle avere la parte.

Purtroppo per la First Lady, la parte di Mammy fu data a Hattie McDaniel che per la sua interpretazione fu la prima persona afroamericana della storia a vincere un premio Oscar.

6 - La multa: “Francamente me ne infischio!”

L’ultima frase che pronuncia Rhett Butler alla fine di Via col vento quando, dopo anni passati a sognare Ashley, Rossella si rende conto di amarlo è stata decretata dall’American Film Institute la migliore della storia del cinema:

Francamente, mia cara, me ne infischio!

Quella battuta, a onor del vero geniale, è valsa al produttore Selznick una multa in quanto in lingua originale la frase recita “Frankly, my dear, I don’t give a damn” e negli anni ’30 la parola “damn” era considerata un’imprecazione inaccettabile ma al contempo fondamentale ai fini del film.

7 - Un set “stupefacente”

Via col vento HDGetty Images

La lavorazione di un colossal del calibro Via col vento non è stata affatto semplice, e non solo a causa dei problemi mentali di Vivien Leigh ma anche in quanto il produttore David O. Selznick era ossessionato dall’idea di realizzare il film perfetto.

Complice il forte stress e convinto di non sopportare la pressione con le proprie normali facoltà mentali, durante la lavorazione di Via col vento Selznick iniziò a fare uso di Benzedrina, metanfetamina all’epoca venduta in farmacia, che il produttore spesso mixava a barbiturici.

8 - Gli oltre 100 costumi di Walter Plunkett

Via col ventoHDMGM

Via col vento è un film pressoché perfetto in ogni dettaglio e i costumi della pellicola sono diventati anch’essi un pezzo di storia del cinema tanto che molti sono oggi sono conservati, e periodicamente restaurati grazie a donazioni, all’Harry Ransom Center di Austin, Texas.

Realizzati dallo storico costume designer di Hollywood Walter Plunkett, autocandidatosi al progetto, i vestiti di Via col vento rispecchiano e raccontano alla perfezione le altalenanti vicende e le fasi della vita di Rossella O’Hara.

Per la pellicola in particolare Plunkett realizzò quattro copie di ogni capo principale di Via col vento per un totale di 110 costumi per i 4 protagonisti, più di 5.000 singoli capi d'abbigliamento per i 59 maggiori personaggi e migliaia di abiti per le comparse.

9 - Margaret Mitchell: un caso editoriale senza precedenti

Clark GableHDGetty Images

Il successo di Via col vento, oltre all’immenso lavoro fatto per realizzare il film e un cast straordinario lo si deve anche al meraviglioso libro di Margaret Mitchell che ha una storia editoriale particolarissima.

Via con vento è infatti stato il primo e unico romanzo della Mitchell con il quale la scrittrice vinse la più prestigiosa delle onorificenze nel suo campo, il Premio Pulitzer. Pubblicato per la prima volta il 30 giugno 1936, Via col vento in sole due settimane fu record di vendite (6 milioni di copie sono in America in un mese) e mise d’accordo pubblico e critica fino ad arrivare a diventare oggetto di una guerra tra le major di Hollywood per accaparrarsi i diritti cinematografici di quest’opera maestosa che alla fine si aggiudicò, battendo tutti sul tempo, il produttore indipendente David O. Selznick.

Nel 2008 lo scrittore Donald McCaig, su permesso degli stessi eredi della Mitchell, pubblicò un sequel di Via col vento dal titolo Il mondo di Rhett - Il ritorno di Via col vento.

10 - Via col vento e una fan d’eccezione: Marilyn Monroe

Marilyn MonroeHDGetty Images

In tutto il mondo sono milioni le appassionate e gli appassionati di Via col vento ma il capolavoro di Victor Fleming ha avuto una fan d’eccezione: Marilyn Monroe. La meravigliosa, incompresa e sfortunata attrice si è appassionata al cinema proprio guardando sul grande schermo la storia di Rossella O’Hara, tanto che all’esposizione dedicata alla vita di Norma Jean Baker, Marilyn Monroe: la donna dietro al mito, c’era come primo capo l’abito-tenda indossato fa Vivien Leigh nel film.

Abito di Via col vento Sandra Martone

La Monroe d’altronde ha vissuto parte della sua vita convinta che in realtà Clark Gable fosse il padre, tanto che baciarlo sul set de Gli spostati fu per lei uno shock, in quanto la madre un giorno le mostrò la foto di un uomo che si chiamava Charles Stanley Gifford ed era identico Gable dicendole che si trattava del papà che non aveva mai conosciuto.

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