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Post Pink il fumetto femminista che racconta 9 donne lontane dai cliché

Tenacia, sorellanza, indipendenza, emancipazione. Feltrinelli Comics pubblica un'antologia femminista a fumetto curata da Elisabetta Sedda.

Post Pink, l'albo femminista a fumetti curato da Elisabetta Sedda Feltrinelli Comics

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La storia delle donne esiste solo se ce ne sono almeno due, hanno un nome proprio e parlano tra loro di qualcosa che non siano i maschi.

È questa una delle prime, grandi verità che apre la prefazione di Post Pink, a cura della scrittrice sarda Michela Murgia. Nove autrici. Nove storie. Nove sguardi sull'universo femminile, in un mondo dominato da una visione – e una narrazione – tutta al maschile, dove spesso l'io narrante stenta a identificarsi nei panni della donna. Per difficoltà nel riconoscersi, certo. Ma anche perché, spesso, le 'nostre' storie sono ritenute meno rilevanti e degne di essere raccontate.

D'altronde, come sottolinea ancora la Murgia “Immaginarsi donna è stato difficile anche per le donne stesse, dopo secoli passati ad ascoltare storie di uomini raccontate da uomini”.

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Riuscire a liberarsi da uno sguardo addomesticato e monoprospettiva è un percorso lungo e pieno di ostacoli. E Post Pink - di cui vi avevamo già annunciato l'uscita - vuole essere proprio questo. Un tentativo di restituire alle donne la propria voce narrante “per non essere mai più narrate”.

Attraverso la penna di nove autrici d'eccezione, ci si interroga su riflessioni che spesso non trovano il loro posto sulla carta. Quanto contano i centimetri per definire il nostro valore? Siamo legittimate ad esprimere un consenso sessuale se nessuno è pronto a sentire il nostro no? Ma soprattutto: perché una donna desiderosa di provare piacere è ninfomane, meretrice o una poco di buono?

Centimetri di Sara Menetti

La prima storia di Sara Menetti è dedicata ai centimetri che sembrano scandire – puntualmente e inesorabilmente – il nostro corpo e, con esso, anche il nostro essere e divenire donne. Sono quelli della crescita, del seno che si sviluppa più o meno delle altre, di una nuova cellula che nasce o del taglio di un'operazione. Sono quelli che ci mancano per raggiungere lo stereotipo estetico che ci è stato inculcato per oggettualizzarci, ma, ancora di più, quelli di una gravidanza.

Il momento in cui il nostro corpo subisce una trasformazione alla quale non eravamo preparate e a dover accettare, una volta per tutte – e molto più degli uomini – una verità senza tempo: il corpo che cambia, così come la vita.

Würstelini Dream di Alice Socal

Sono stanca di vivere in un mondo in cui alle donne si raccontano menzogne sul loro corpo; in cui le donne sono oggetto di desiderio sessuale, ma non soggetto di piacere sessuale; in cui il sesso è utilizzato come arma contro le donne; in cui le donne credono che il loro corpo abbia qualcosa che non va, solo perché quel corpo non è maschile.

Queste parole di Emily Nagoski – esperta di sessuologia alla quale ci siamo ispirati per le 10 regole per una vita sessuale felice e soddisfacente – fanno da ponte tra la prima e la seconda storia, in cui Alice Socal, in un registro ironico-onirico, ci restituisce una protagonista in preda a insaziabili 'appetiti' notturni. Voglia di 'wurstelini': ma già a partire dalla loro raffigurazione è chiaro che simboleggino anche tanto altro.

Perché se è vero che la psicologia ha fondato gran parte dell'identità femminile su una presunta invidia del pene (teorizzata prima da Freud e poi dal suo discepolo Alfred Adler), il passo per l'evoluzione è il bisogno di riacquistare la propria identità dando libero sfogo a sogni, voglie e desideri. Compresa l'esigenza di sbarazzarsi definitivamente di etichette ingombranti come “l'istinto femminile”, quella presunta indole alla tolleranza, alla pazienza, all'amore incondizionato che sembrano prerogative esclusivamente "rosa". O "pink", per dirla come il fumetto.

Pensiero di donna di Margherita Morotti

Proprio questo è il tema di Pensiero di Donna, il terzo episodio disegnato da Margherita Morotti che inneggia all'uguaglianza di genere.

Ecco, era diventata una bambina. Il suo comportamento poteva essere catalogato come femminile. Era stata domata. Gli stereotipi avevano trionfato.

Le parole di Elena Gianini Belotti – in forma di dedica – anticipano una storia di bambini che, per gioco, creano uno speciale fortino in cui può accedere soltanto chi ha il “pensiero di donna”. 

Occhio per occhio di Sara Pavan

Ma cos'è davvero il pensiero di donna? E perché un – ammettiamo vero – impulso comportamentale deve diventare il pretesto per farci svolgere determinati compiti rispetto ad altri? Forse perché ormai, siamo noi stesse a vederci così. A giudicarci a partire dai preconcetti che ci sono stati inculcati dalla nascita. Invece di accrescere un istinto di sorellanza per combattere il maschilismo, abbiamo sviluppato un 'occhio giudicante' che non differisce molto da quello degli uomini. Lo stesso che porta le due protagoniste di Occhio per Occhio di Sara Pavan a guardarsi con ostilità e a dubitare delle parole dell'altra. Mentre una delle due, infatti, sporge denuncia per un'aggressione, l'altra le risponde:

Andare col buio, da sola, in un luogo isolato?

Un fatto privato di Alice Milani

Proprio come chi subisce violenza, spesso, “se l'è cercata”. Lo stupro raccontato da Alice Milani in Un fatto privato è un abuso silenzioso. In cui la bocca della protagonista – parte anatomica che dà il nome al capitolo – è stata serrata per anni, per paura di non essere creduta o addirittura derisa.

Quindi lei conosceva l'aggressore? Come fa a provare che non ci stava se non ha lesioni sul corpo?

Per poi aprirsi, improvvisamente, in presenza di un'estranea.

Perché la bocca delle donne non piace quando dice verità scomode, quando sa contraddire gli altri ed esprimere a chiare lettere quello che vuole per sé stessa. A prescindere dall'uomo che dovrebbe starle accanto.

Piezz'e'Core di Margherita Tramutoli

Insegniamo alle femmine a restringersi, a farsi piccole. Diciamo alle femmine: puoi essere ambiziosa, ma non troppo. Devi puntare ad avere successo, ma non troppo, altrimenti minaccerai l’uomo.

Chimamanda Ngozi Adichie

Eppure le donne di oggi non sono più così e non lo è, di sicuro, la protagonista di Piezz'e'Core di Margherita Tramutoli, in arte La Tram. Una donna forte, indipendente ed emancipata, che sceglie di rinunciare al principe azzurro e alla fiaba del matrimonio per inseguire le sue ambizioni, remando contro le aspettative di sua madre. Una sfida alle convenzioni che la rende strana, anormale e matta agli occhi degli altri.

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Perdonate il bombardamento mediatico, ma a questo libro tengo molto. È la prima storia che ho scritto, su un tema a cui tengo e per giunta in un contesto impegnativo come un'antologia, per @feltrinelli_editore, insieme ad altre fumettiste che stimo da sempre. Abbiate pazienza. :) @jan_novantuno : "Altra tavola di Post Pink, l'antologia a fumetti curata da Elisabetta Sedda e pubblicata da Feltrinelli Comics (esce il 7 marzo, segnatevelo). Qui ci sono le matite e l'incredibile lavoro della Tram. Con il proseguire della storia (che s'intitola Piezz 'e core: ho detto tutto), il tratto e lo "spessore" del disegno cambiano: c'è un gioco tra presente e passato, tra ricordi e realtà. Delicatissimo". Tra i grazie, oltre a @eilish_ per avermi coinvolta nel progetto, anche uno speciale a @memilioni333 per essersi prestato a pazienti consigli sui dialoghi.💚 #piezzecore #postpink #postpinkfeltrinelli #feltrinellicomics #feltrinellieditore #comicspanels #tavoleafumetti #comics #feminism #lottomarzo #latram #la3am #gianmariatammaro #oilpastels #fabercastellpolychromos

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Destino anatomico di Silvia Rocchi

E sul tema della pazzia prosegue la storia di Silvia Rocchi, Destino anatomico. Una narrazione struggente, dai tratti nervosi e tormentati, che denuncia secoli di pregiudizi, falsi miti e analfabetismo sessuale sulla donna e il suo organo. La Rocchi cita la psicologia, la medicina e l'Antico Testamento, mentre illustra il corso di vita della sua protagonista che va contro lo spirito del tempo e finisce per essere internata in manicomio. Perché allora allontanarsi dalla norma significava avere una devianza che andava necessariamente sanata.

Sul finale l'autrice fa omaggio all'artista Sophia Wallace che nel 2012, con il suo Cliteracy, diede forma a rappresentazioni plastiche del clitoride.

Mea Vulva di Cristina Portolano

Gli ultimi due racconti dell'antologia celebrano in maniera ancora più esplicita e diretta la libido femminile a lungo negata, condannata ed accettata solo come “funzione biologica della maternità”. Fa stupore, quindi, il fatto che la prima donna a descrivere apertamente l'orgasmo femminile sia stata una monaca benedettina. Ildegarda di Bingen (1098-1179), proclamata santa e dottore della Chiesa, è la protagonista di Mea Vulva di Cristina Portolano. Un inno al piacere e all'orgasmo, recitato in forma di preghiera:

L'orgasmo è creazione di Dio. Fuoco che si leva da una fiamma accesa. È nostro dovere, e piacere, celebrare tale estasi. Amen.

Ave di FumettiBrutti

L'ultima storia è invece affidata a FumettiBrutti, nome d’arte di Josephine Yole Signorelli che con i suoi account Facebook e Instagram ha raggiunto quasi 50mila followers. Josephine, con Ave, si interroga apertamente sulla femminilità. E lo fa partendo da un personaggio insolito: una donna XY.

Se il mondo, infatti, ha sempre cercato di definire la donna contrapponendola all'uomo – quindi come suo contrario (ma anche come contrario di sé stessa, se si pensa ad Eva la peccatrice e alla purezza della Vergine Maria) – lei parte da un uomo che sceglie, con orgoglio e fierezza, di diventare donna.

Voto8/10

Nove autrici. Nove storie. Nove sguardi sull'universo femminile, in un mondo dominato da una visione – e una narrazione – tutta al maschile.

Margherita Zobel

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