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Michael Jackson, saranno rimossi dai trasporti londinesi i manifesti in sua difesa

Michael Jackson, nonostante sia stato assolto dalle accuse di molestie sessuali quando era ancora in vita, si ritrova nuovamente al centro di polemiche e la Transport for London ha deciso di eliminare le pubblicità in suo favore.

Michael Jackson Getty Images

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Ancora non c’è pace per Michael Jackson, scomparso nel 2009: il Re del Pop continua, infatti, ad essere sotto processo mediatico, dopo l’uscita del documentario Leaving Neverland, nonostante sia stato assolto da tutte le accuse nel 2005. Il documentario in questione ha suscitato polemiche, gettando una nuova ondata negativa sull’artista: alcune sue canzoni sono state bandite dalle radio in Canada e Nuova Zelanda; un episodio de I Simpson con Michael Jackson è stato ritirato e, ora, anche i trasporti pubblici di Londra hanno preso posizione contro il Re del Pop.

Le accuse di molestie sessuali sui minori nei confronti di Jackson iniziarono nel 1993, mentre il cantante si trovava a Bangkok per il Dangerous World Tour: ad accusarlo fu Evan Chandler – dentista che venne radiato dall’albo di Beverly Hills – che lo accusò di abusi sessuali sul figlio tredicenne, chiedendo un risarcimento in denaro. L’accusa costrinse il cantante a sospendere il tour, che si dichiarò sempre innocente. In seguito, vennero fuori delle telefonate che dimostrarono l’innocenza di Michael, dove Chandler parlava al suo avvocato dicendo di voler distruggere Jackson per non avergli prestato dei soldi.

Anni più tardi, venne mandato in onda Living with Michael Jackson, un documentario che mostrò la popstar mano nella mano con Gavin Arvizo, un tredicenne malato di cancro: l’ufficio del procuratore della contea di Santa Barbara aprì un’indagine penale ma, successivamente, FBI, Servizio per la Protezione dei Bambini e il Dipartimento di Polizia di Los Angeles dichiararono le accuse di molestie infondate, poiché le dichiarazioni fatte dalla famiglia dell’allora bambino si rivelarono false.

Nel 2003, la polizia di Santa Barbara perquisì il Neverland Ranch e il cantante venne arrestato per presunti abusi sessuali su minori. Il processo terminò nel giugno del 2005, quando Jackson venne assolto da tutte le accuse: la madre di Arvizo era, infatti, già stata citata per frode fiscale e venne, poi, condannata per questo.

Giungiamo così ad oggi quando, a gennaio di quest’anno, al Sundance Film Festival viene presentato Leaving Neverland: si tratta di un documentario del regista Dan Reed, in cui due uomini - Wade Robson e James Safechuck - parlano dei rapporti che avevano con Jackson quando erano bambini, cambiando di fatto la versione delle proprie testimonianze fatte in tribunale - sotto giuramento - in cui lo dichiaravano innocente. I presunti abusi sarebbero avvenuti nel Neverland Ranch e nell’appartamento di Century City, in California.

La Transport for London – ossia, l'azienda responsabile dei mezzi pubblici londinesi - ha deciso, quindi, di rimuovere i manifesti in difesa del Re del Pop, che si sono visti in questi giorni sugli autobus della capitale inglese: la decisione è giunta dopo la preoccupazione esternata da un’associazione di vittime di molestie, secondo cui la pubblicità potrebbe scoraggiare le vittime di violenze a fare denuncia per paura di non essere credute.

I poster con lo slogan “Facts Don’t Lie, People Do” - cioè “I fatti non mentono, le persone sì” - erano stati finanziati dai fan tramite una campagna di crowdfunding, per ricordare l’innocenza del cantante dimostrata in tribunale.

Come riportato da E! News, secondo i familiari della popstar, Leaving Neverland è l’ennesimo tentativo di speculare sul nome di Jackson. Secondo il Guardian, inoltre, la difesa dell’artista avrebbe citato la HBO per la cifra di 100milioni di dollari. I fan inglesi di Jackson hanno, invece, protestato fuori dagli studi dell’emittente televisiva britannica Channel 4, che ha mandato in onda il documentario nel Regno Unito.

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