Stai leggendo: Il matrimonio è un traguardo? Ecco come capire se fa per te

Letto: {{progress}}

Il matrimonio è un traguardo? Ecco come capire se fa per te

L'unico matrimonio felice si fonda sull'amore reciproco. Tra le poche certezze del mondo, eccone una. Ma sposarsi non sempre rappresenta un vantaggio: ecco quando sarebbe meglio evitare di dire il fatidico 'sì'.

Due sposi che formano la scritta love. iStock.

2 condivisioni 0 commenti

Tra i dilemmi del nuovo millennio, posto d’eccezione è occupato dal: "Sposarsi o andare a convivere?". Dubbi amletici, opinioni, anche contrastanti, che si incontrano e divengono interrogativi irrisolvibili. Alcune donne sognano l’abito bianco fin da quando sono piccole, altre impallidiscono anche solo al sentir pronunciare la parola matrimonio. Con i dati che, comunque, parlano chiaro: la cara, vecchia unione coniugale negli ultimi anni sta perdendo adepti. Se non è crisi nera, poco ci manca.

Sebbene il fascino del matrimonio resti impareggiabile - i fiori, gli invitati, le promesse e chi più ne ha più ne metta -, esistono amori che non hanno bisogno di un anello al dito per durare nel tempo. L’importante è il sentimento che fa da base, il terreno su cui si coltiva: responsabilità, rispetto reciproco, fiducia e tutti quegli aspetti che fanno diventare il partner la propria famiglia.  

Ci siamo interrogati sui vantaggi e sugli svantaggi del matrimonio, i pro e contro di essere una donna sposata, chiedendoci quando possa essere considerato un traguardo e quando, invece, dovrebbe essere destinazione da evitare.

Quando il matrimonio è un traguardo per la donna?

  1. Corona una volontà reciproca
  2. Fa bene a corpo e mente
  3. Per i benefici legali che sottende
  4. Ti fa realizzare come donna
  5. Non è solo una rinuncia
  6. C'è l'amore!

1. Quando è il coronamento di una volontà reciproca

Due fedi.HDiStock.

Né una forzatura né un dovere: il matrimonio rappresenta un traguardo quando nasce dalla scelta consapevole, deliberata e responsabile di entrambe le parti in causa. Quando, cioè, un felice fidanzamento sente l’esigenza di passare ad un livello successivo, più alto, che è ancora più forte e bello del precedente: più tempo insieme, condivisione reale della vita, emozioni e sentimenti che si nutrono di rispetto e amore disinteressato.

Al contrario, il matrimonio non s’ha da fare quando ha come colonne reggenti formalismo, convenzioni sociali o il (ridicolo) desiderio di assecondare gli altri. Si fa perché si vuole, non si fa perché "è bene", "si deve" o "è normale che si faccia". 

2. Quando ne godono salute e felicità

Due sposi.HDiStock.

L’amore fa stare bene, quando si vivere un rapporto sano e saldo tanto la testa quanto il corpo ne traggono vantaggio. Grazie a diverse ricerche svolte negli anni, gli esperti hanno dimostrato come le persone sposate vivano più a lungo rispetto a chi rimane da solo e, soprattutto, siano più felici. La soddisfazione derivante da una relazione matrimoniale serena aiuta ad essere più equilibrati nelle scelte, più stabili oltre che bravi a gestire l’ansia e lo stress.

Smettere di pensare solamente a sé stessi e avere una prospettiva più ampia, che includa l’altro, ci rende più attenti a ciò che abbiamo piuttosto che a ciò che manca. A valorizzare piuttosto che a svalutare. Anche dal punto di vista fisico, tutti quegli atteggiamenti d’amore insiti in un matrimonio (e non solo) innalzano il livello di benessere personale: le coccole, ad esempio, contribuiscono al rilascio delle endorfine del buonumore.  

3. Per i benefici legali che sottende

Due sposi che tengono i fiori in mano.HDiStock.

Un matrimonio felice nasce dall’amore, si alimenta con l’amore e trova il suo compimento nell’amore. Eppure, sottende una serie di benefici legali che lo rendono più vantaggioso di una convivenza. Eccone alcuni:

  • Medesimi diritti e doveri dei coniugi, secondo l’articolo 143 del Codice Civile.
  • Condivisione dei beni e conseguenti agevolazioni fiscali.
  • Assegni e detrazioni per il coniuge a carico.
  • Detrazione delle spese mediche e sul mutuo.
  • Diritto e dovere di cura reciproca.
  • Reversibilità della pensione.
  • Successione di eredità.

4. Quando non si viene riconosciute solo come 'mogli'

Una donna piegata sulle ginocchia.HDiStock.

Il rischio che si corre non appena si scende dall’altare è essere riconosciute unicamente come mogli - e, chissà, poi madri - e non più 'solo' e in quanto donne. Troppo spesso, infatti, prima ancora di ogni soddisfazione personale, che può concernere qualsiasi tipo di ambito, la società ci impone di rincorrere come unico obiettivo il matrimonio. Come chi, una volta sposata, acquisisse valori più importanti rispetto ai successi reali che si ottengono con l’istruzione o la carriera lavorativa.

Prima ancora che "moglie di", anche all’interno un matrimonio felice, le donne hanno bisogno, se non il dovere, di mantenere una loro integrità e indipendenza – che sia, ovviamente, conciliabile e rispettosa di quella del marito per il benessere della famiglia – continuando la propria strada come lavoratrici, studentesse o quant’altro.

Ancora oggi alcune società relegano le donne single ad una posizione secondaria, come fossero mancanti di qualcosa. Non per tutte, però, avere un anello al dito è di fondamentale importanza. C’è chi, infatti, si riconosce e si realizza lontano dalla sfera personale e relazionare e non per questo 'conta' meno di una (futura) moglie.

5. Se non diventa rinuncia

Scritta don't.HDiStock.

Il matrimonio implica delle rinunce personali per il benessere della coppia. Smettere, cioè, di guardare esclusivamente a sé stessi per fare spazio e accogliere anche l’altro, i suoi desideri, le sue aspirazioni, le sue volontà. I compromessi in amore fanno bene, ci educano a non essere egoisti ma mai e poi mai devono essere troppi. E, soprattutto, farci stare male.

Molto spesso le donne, una volta diventate mogli, vengono costrette dalla situazione a rinunciare alla propria vita: la carriera passa in secondo piano, lo svago viene sempre dopo i ‘doveri’ di casa. Una disparità, rispetto all’altra metà della coppia, davvero evidente.

L’esistenza una volta indossato l'abito bianco cambia inesorabilmente e il rischio è che il mutamento sia dipeso da un condizionamento o, peggio, da un’imposizione esterna. Per far sì che questo non accada, bisogna rileggere il senso del desiderio coniugale alla luce delle esigenze e delle aspirazioni femminili. Togliendo tutto ciò che comporta rinunce continue. 

6. Matrimonio? Solo se c'è amore!

Decorazioni da matrimonio.HDiStock.

Non serve per colmare insicurezze personali, non deve essere visto come una scuola in cui imparare la pazienza e la condivisione. Quando imposto, dalla società o da un uomo dominante, non è mai una buona idea. Se esistono ragioni in un rapporto, l’unica buona motivazione per sposarsi è amare l’altro. In modo puro, reale e limpido.

Il matrimonio è tutta la sicurezza che serve, tutta la bellezza del mondo, tutti i pregi che si possano desiderare. Ma è soprattutto fatica, ostacoli, salite. Un percorso (spesso molto tortuoso) da affrontare guardando l’altro. Quando manca il sentimento vero, la relazione, seppur incatenata da due anelli, non può durare a lungo. Ecco perché il matrimonio diviene un traguardo quando non ha bisogno di misure e si alimenta di un amore senza misura.

E voi cosa pensate del matrimonio? È un valore aggiunto nella vita delle persone o se ne può fare benissimo a meno? Diteci la vostra, votando al sondaggio!

Vota anche tu!

Il matrimonio è un traguardo?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT DELL'ESTATE