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Infanzia e primitivismi nell’arte italiana: la mostra pittorica a Lucca fino al 2 giugno

L'artista bambino. Infanzia e primitivismi nell'arte italiana del primo Novecento: dal 17 marzo al 2 giugno in mostra a Lucca un percorso che mette in luce stili infantili e influenze medievali nell'arte a cavallo tra XIX e XX secolo.

15. Carlo Erba Le trottole del sobborgo che vanno, 1915 olio su tela, cm 108x178 Collezione privata Lucio Ghilardi, courtesy Filippo Bacci di Capaci

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La genesi della mostra L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento è da ricercarsi nel lavoro di Carlo Ludovico Ragghianti, studioso di storia dell’arte. Ragghianti, già nel 1969, parlava del legame che c’è fra il disegno infantile e la produzione di alcuni grandi nomi dell’arte dei primi tre decenni del Novecento.

Da questa indagine e dal desiderio di ampliarla e arricchirla nasce appunto l’idea di questa mostra, che sarà visitabile a Lucca dal 17 marzo al 2 giugno 2019 presso il Complesso monumentale di San Micheletto.

Curata da Nadia Marchioni e realizzata grazie al costante supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del Comune di Lucca, la mostra affronta il tema della “regressione” verso il disegno infantile nello stile di alcuni grandi artisti.

Infanzia e medioevo: sono queste le due radici che si cerca di evidenziare nel lavoro di diversi grandi nomi dell’arte novecentesca, da Balla a Cecioni a Carrà, passando per un ricco gruppo di pittori toscani come Lorenzo Viani e Adolfo Balduini.

Il desiderio di tornare a forme pure nello spazio e a uno sguardo puro sono il motore di ricerca di una rivoluzione stilistica che ha davvero aperto un dibattito fra gli artisti e gli addetti ai lavori dell’epoca, e che oggi viene recuperata, approfondita ed esposta in mostra.

Il percorso espositivo si articola su sei sezioni:

Adriano Cecioni e il mondo dell’infanzia

Renato Birolli, Tassì rosso, 1932 olio su tela, Collezione Giuseppe Iannaccone, MilanoHDUfficio stampa | L'artista bambino
Renato Birolli, Tassì rosso, 1932 olio su tela, Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

Le opere di Cecioni aprono il percorso espositivo come testimonianze di un’energia e un’istintualità dello stile arrivato a contaminare l’opera.

Corrado Ricci e le prime incursioni del disegno infantile nell’arte fra Otto e Novecento

Questa sezione è il cuore della mostra, in cui viene mostrato il crescente interesse che ha riscosso il disegno infantile tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Un interesse culminato nel dipinto Il fallimento di Giacomo Balla, di cui sono esposti il bozzetto esecutivo e il disegno preparatorio, prestato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Disegno infantile e Medioevo: alle sorgenti della figurazione

Alberto Magri Il bucato, 1913 tempera su tavola, cm 46x314 collezione privataHDUfficio stampa | L'artista bambino
Alberto Magri, Il bucato, 1913 tempera su tavola, collezione privata

In questa sezione si riflette invece sul rapporto tra recupero stile infantile e di quello medievale attraverso l’opera di Alberto Magri. La sezione prevede inoltre un approfondimento legato all’illustrazione per l’infanzia e in particolare l’esposizione del “Giornalino di Gianburrasca” e del “Corriere dei Piccoli”.

L’immagine del bambino in Italia negli anni della Grande Guerra

Ottone Rosai Copertina del «numero negro» de "Il Centone", Firenze, aprile-maggio1919 Archivio Fondazione Primo Conti | Ufficio stampa
Ottone Rosai Copertina del «numero negro» de "Il Centone", Firenze, aprile-maggio1919

In questa sezione si riflette sul ruolo dell’immagine del bambino, sfruttata negli anni della Grande Guerra dalla propaganda. Inutile dire che questi continui riferimenti all’infanzia segnarono diversi artisti, nelle cui opere resta traccia di questo immaginario. Ecco allora che sono esposti lavori di Ottone Rosai, Alberto Magri, Tullio Garbari, Gigiotti Zanini, Alberto Salietti e Piero Bernardini, ma anche di Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Mario Sironi e Ardengo Soffici.

Soffici e Carrà fra arte infantile e popolare

Una sezione dedicata a questi due artisti: il primo legato più a un immaginario popolare, il secondo più vicino a uno stile infantile.

Riccardo Francalancia Ritratto di Gustavo, 1923 olio su tela, cm 60x50 Museo della Scuola Romana, Villa TorloniaHDUfficio stampa | L'artista bambino
Riccardo Francalancia, Ritratto di Gustavo, 1923 olio su tela, Museo della Scuola Romana, Villa Torlonia

Le opere del dopoguerra di Riccardo Francalancia, Fillide Levasti, Renato Birolli e Ottone Rosai raccontano di una semplificazione delle forme e di atmosfere incantate.

Un percorso che ci riporta a cavallo tra Ottocento e Novecento e riporta a galla legami con immaginari arcaici e affascinanti, a volte innocenti a volte incantati. La mostra L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento vi aspetta quindi a Lucca, presso il Complesso monumentale di San Micheletto. 

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