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Tim Berners-Lee: l’inventore del Web dice che ormai è uno strumento disfunzionale e perverso

Secondo Tim Berners-Lee, è ora di correggere le anomalie della rete, per riportarla al sistema originario, quello di un luogo aperto a tutti e capace di promuovere il "bene"

L'informatico Tim Berners-Lee Getty Images

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L’informatico britannico Tim Berners -Lee, noto come l’inventore del Web, ha detto che ormai internet è diventato uno strumento disfunzionale e perverso, e che ha bisogno di trasformarsi in meglio.

Berners-Lee è l’uomo che ebbe la visione di un sistema di gestione delle informazioni che nel marzo del 1989 sarebbe diventato il World Wide Web. L’invenzione dell’informatico (e del francese Robert Cailliau) ha trasformato radicalmente la società in cui viviamo, e dopo solo tre decenni la nostra esistenza si svolge in gran parte online. In una lettera pubblicata lunedì 11 marzo in occasione dei 30 anni del Web, Berners-Lee ha detto che però internet non è più una “forza [che agisce] per il bene”.

La lotta per il Web è una delle più importanti della nostra epoca.

L’informatico ha sviluppato il suo discorso indicando tre fonti della “disfunzione”: la prima è il comportamento deliberatamente malevolo, come quello delle molestie online e dell’hacking sponsorizzato dai governi. Al riguardo, Berners-Lee ha augurato l’intervento di nuove leggi che possano frenare questo comportamento online, mantenendo però la rete un luogo aperto.

L’idea della rete aperta a tutti è sempre stata il cuore dell’opera di Berners-Lee, che fin dall’inizio decise di rendere il codice del World Wide Web disponibile per tutti senza pagamento. Ormai, però, l’informatico ritiene che il sistema sia stato progettato con incentivi “perversi”, che sono la fonte della seconda disfunzione: in particolare, “il clickbait e la diffusione virale della disinformazione”, ha spiegato, riferendosi in modo non proprio velato a compagnie come Facebook, Google e Twitter che sfruttano i dati personali degli utenti.

Ancora, Berners-Lee ha sottolineato “le conseguenze negative non volute” del web, che polarizza le discussioni online. I cittadini hanno il ruolo più importante nel promuovere conversazioni equilibrate in rete e nel gestire responsabilmente i propri dati.

Lo scorso ottobre, la World Wide Web Foundation di Tim Berners-Lee ha pubblicato il suo “Contratto per il Web”, che indica le linee guida per cittadini, compagnie e governi per riportare internet sulla retta via originale:la rete deve essere considerata un diritto fondamentale di ognuno, cosa che ancora non è vera per metà della popolazione mondiale. La proposta ha trovato il sostegno di politici, gruppi industriali e delle maggiori compagnie tecnologiche tra cui Google, Facebook e Microsoft, ma ancora non sono chiari gli effetti che ha prodotto. Berners-Lee, nella lettera dell’11 marzo, ha detto che spera di ottenere risultati concreti entro la fine dell’anno.

Se rinunciamo a costruire un Web migliore adesso, allora non sarà il Web ad aver fallito. Ma saremo noi ad aver fallito con esso.

Cosa pensate dell’opinione di Tim Berners-Lee?

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